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10 Marzo 2026 10:20

Paese che vai, biscotti che trovi: 15 specialità famose da provare in giro per il mondo

Dai golosissimi chocolate chip cookies statunitensi ai burrosi biscotti danesi, passando per specialità asiatiche, sudamericane e australiane meno note, ecco una selezione di biscotti che vale la pena assaggiare.

A cura di Federica Palladini
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Biscotti, che passione! In Italia ne esistono tantissime tipologie adatte praticamente a ogni ora del giorno, perfette per la colazione, per accompagnare il caffè dopo pranzo, o per affiancare un bicchierino di vino dolce o di liquore dopo un pasto delle feste o un’occasione speciale da condividere a tavola. Ci sono i biscotti della tradizione, simbolo di un territorio, come i celebri cantucci o gli amaretti, oppure quelli nati industrialmente, che probabilmente tutti almeno una volta nella vita abbiamo sgranocchiato.

E all’estero? Com’è la situazione? Si potrebbe dire: paese che vai, biscotti che trovi. Con pochi ingredienti, come farina, uova, burro, zucchero, ecco che le creazioni si moltiplicano, superando i confini nazionali e diventando delle vere e proprie star, dai cookies americani, ricchi di gocce di cioccolato, ai burrosi biscotti danesi. Di seguito, ecco 15 specialità da conoscere (e da provare).

1. Chocolate Chip Cookies

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Li conosciamo semplicemente come “cookies” e sono probabilmente i biscotti più famosi al mondo. Arrivano dagli Stati Uniti, l’aspetto è rotondo e appiattito, mentre la consistenza è friabile all’esterno e morbida all’interno: gli ingredienti principali dell’impasto sono farina, burro, zucchero di canna, uova ed estratto di vaniglia, che viene arricchito con golose gocce di cioccolato fondente e cioccolato a pezzetti.

2. Shortbread

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Una volta assaggiati, difficile dimenticare la loro scioglievolezza. Gli shortbread sono una vera e propria icona scozzese, con il prefisso short che significa “friabile” in inglese arcaico e che sono caratterizzati dall’abbondanza di burro e dall’assenza di uova e di lievito. A renderli celebri fu la regina Maria Stuarda (1542-1587): già all’epoca comparivano nelle due tipologie in cui si trovano ancora in commercio: rettangolare allungata (shortbread fingers) o tonda (shortbread rounds).

3. Speculoos

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Ci spostiamo in Belgio e nei Paesi Bassi, più precisamente in quell’area geografica conosciuta in passato come Fiandre: è qui che nascono gli speculoos speculaas nei Paesi Bassi – biscotti bruni, croccanti e aromatici perfetti con una tazzina di caffè, che si legano alla figura di San Nicola, che li portava in dono ai bambini. Elemento caratteristico sono le spezie, in particolare la cannella, da sola o miscelata con anice stellato e cardamomo.

4. Biscotti sablés

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I sablés sono delle delizie francesi che vedono protagonista il burro, mescolato con farina, zucchero e un pizzico di sale, ottenendo un composto dalla texture granulosa, che ricorda quella della sabbia. Profumano di vaniglia e il contrasto tra dolce e salato è particolarmente stuzzicante. La loro storia sembra partire nel ‘600 dalla Normandia, nota storicamente per il suo burro di altissima qualità, conquistando poi la corte di Luigi XIV.

5. Stroopwafel

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Gli stroopwafel sono tra i biscotti più popolari che potrai assaggiare ad Amsterdam: il loro nome letteralmente vuol dire “waffle allo sciroppo” e descrive alla perfezione la loro essenza. Si tratta, infatti, di due sottili cialde rotonde al cui interno è racchiuso un denso caramello realizzato con zucchero di canna, burro e cannella. Si gustano appoggiandoli brevemente sulla tazza di tè o di caffè, così che il ripieno si ammorbidisca grazie al calore della bevanda.

6. Biscotti danesi

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Noti anche come Danish butter cookies o biscotti danesi al burro, sono i classici dolcetti di fogge differenti venduti nelle celebri scatole di latta rotonde di colore blu, quelle che le nonne adoperavano per custodire il set da cucito. Il segreto del loro successo, non servirebbe specificarlo, è una impareggiabile frolla preparata con farina, zucchero, uova e una dose generosa di burro.

7. Biscotti pan di zenzero

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Sono i biscotti natalizi per eccellenza, una ricetta tipica anglosassone che si è diffusa in tutto il mondo con il nome di gingerbread, ovvero pane allo zenzero. La spezia, infatti, è l'ingrediente immancabile di questi allegri biscotti che si presentano in varie forme diverse, perfette per le decorazioni del Natale, tra stelle, alberelli e l’iconico omino, guarnito con ghiaccia reale.

8. Pepparkakor

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Restiamo in tema zenzero, cannella e periodo natalizio con i pepparkakor, biscotti più friabili e leggermente più sottili dei precedenti che anch’essi una volta sfornati regalano all’ambiente un caldo profumo di spezie, burro e miele (o melassa). La loro notorietà è dovuta ai negozi Ikea, che li hanno resi famosi al di fuori dei confini nazionali.

9. Lebkuchen

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Non abbandoniamo il Natale, facendo tappa in Germania o in uno dei pittoreschi mercatini altoatesini, dove tra le bancarelle colme di specialità della ricorrenza ci sono anche i lebkuchen, biscotti speziati dall’impasto morbido e saporito, ricco di frutta secca e canditi. Una volta cotti, vengono glassati e poi rifiniti con codette di zucchero colorate, mandorle, ciliegie candite o granella di nocciole.

10. Alfajores

Alfajores

Popolari soprattutto in Argentina e Uruguay, ma rintracciabili pure in altri paesi dell’America Latina e in Spagna, gli alfajores sono dei biscotti composti da due dischi di pasta sablé (maizena, farina 00, burro, zucchero, tuorli e vaniglia) farciti con il dulce de leche, impreziositi da ulteriore tocco goloso: il passaggio sul bordo del ripieno di cocco rapè.

11. Biscotti Anzac

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Poco nota alle nostre latitudini, anche la tradizione dolciaria australiana e neozelandese dà molte soddisfazioni a partire dai biscotti Anzac, detti anche il “biscotto del soldato”. Il termine, infatti, è l’acronimo di Australia and New Zealand army corps, un corpo d’armata che operò in Europa (Italia compresa) durante la Prima guerra mondiale. Si dice che le mogli dei militari confezionassero questi dolcetti a base di farina 00, cocco in scaglie, fiocchi di avena, burro fuso, zucchero semolato e golden syrup in quanto si mantenevano a lungo.

12. Yakgwa

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Il binomio biscotti-Corea del Sud lo abbiamo visto per la prima volta nell’amatissima Squid Game, con la prova dei dalgona, biscotti con impresse forme differenti (stella, ombrello, cerchio e triangolo) che i concorrenti dovevano ricavare senza rompere la sottilissima cialda.  Le serie tv sudcoreane ci fanno scoprire anche un altro biscotto popolarissimo: in Alchemy of Souls, infatti, a fare la sua comparsa è lo yakgwa, uno snack a base di biscotto fritto caratterizzato da una consistenza morbida e al tempo stesso croccante e appiccicosa, grazie a un’abbondante qualità di miele aromatizzato allo zenzero (e a volte alla cannella).

13. Digestive

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Sono i biscotti per eccellenza delle cheesecake e da inzuppare nel tè, versatili in cucina, hanno un sapore piacevolmente dolce-salato: leggeri, tondi, con un diametro leggermente più grande del solito. La ricetta originale dei Digestive pare sia stata inventata nella metà dell’800 da due medici scozzesi: al suo interno conteneva, infatti, bicarbonato di sodio, che si credeva avesse proprietà che favorivano la digestione. Sono commercializzati da più di 100 anni dalla famosa multinazionale McVitie's di Edimburgo, che invece fa risalire l’invenzione del biscotto a un suo dipendente, tale Alexander Grant, nel 1892.

14. Oreo

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Tra i biscotti industriali una menzione speciale meritano senza dubbio gli Oreo, messi a punto negli Stati Uniti nel 1912 e che sono diventati un vero e proprio cult. Difficile non riconoscerli: due biscotti tondi al cacao che racchiudono una farcitura alla crema e che sono diventati nel tempo i protagonisti di tantissimi dessert casalinghi sotto il segno della golosità, come il tiramisù Oreo, la torta Oreo o i tartufini Oreo.

15. Biscotti della fortuna

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Concludiamo la nostra rassegna con i biscotti della fortuna, famosi perché all’interno nascondono frasi e aforismi di buon auspicio (ma non solo). Sebbene siano molto popolari nei ristoranti cinesi, in realtà sono ispirati a un dolce giapponese (tsujiura senbei) ma furono sviluppati negli Stati Uniti: alla fine degli anni ‘50 la produzione dei “fortune cookies” si attesta già a 250 milioni l’anno. Si possono realizzare anche a casa con farina 00, farina di riso, zucchero, albumi, olio extravergine di oliva, acqua ed estratto di vaniglia: saranno leggeri e croccanti al punto giusto.

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Quello che i piatti non dicono
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