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14 Agosto 2023
14:00

Quali sono i migliori drink a base di rum? Ecco i 14 cocktail da provare assolutamente

Il rum è uno dei distillati più difficili da gestire: un piccolo errore e sbagli tutto. Vediamo i drink più buoni da provare: dal classico Mojito al Daiquiri, anche nella versione di Hemingway. L'alcolico preferito dai pirati è sempre un piacere da bere (responsabilmente).

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Ancora oggi quando parliamo di rum lo associamo immediatamente ai pirati e a quel mondo tanto esotico: dopotutto il distillato di melassa resta uno dei prodotti di culto dei Caraibi, dove ancora oggi troviamo alcune delle più importanti distillerie del pianeta. Il rum è uno degli alcolici più famosi e amati al mondo e per questo è protagonista di alcuni cocktail leggendari. Dobbiamo dire comunque che il rum è ottimo anche da bere liscio: i grandi rum hanno sentori di frutta matura, caramello, tabacco, vaniglia, è uno dei distillati migliori da degustare così come ce lo propongono le aziende. Molti bartender tendono a preferire dei rum meno pregiati in miscelazione: unire dei prodotti di altissima qualità a vari ingredienti potrebbe rovinare un distillato prezioso anziché arricchire il cocktail. Ricorda comunque una cosa: i drink col rum possono sembrare i più facili da fare ma non è così. Sbagliare anche solo di pochi grammi può essere fatale per la riuscita del cocktail. Ma quali sono i drink da assaggiare assolutamente a base di rum? Vediamo insieme quelli più famosi.

Le 14 ricette imperdibili a base di rum

I drink più buoni, più venduti e migliori a base di rum quali sono? Il distillato fatto con la canna da zucchero si fa forza di un sapore già fantastico di suo per arricchire ulteriormente il gusto dei drink con altri ingredienti deliziosi. Pensiamo ai due cocktail più famosi con il rum: Mojito e Daiquiri, entrambi molto semplici da fare, eleganti, aromatici, con soli tre/quattro ingredienti, ovvero rum, lime, zucchero per il primo, rum, lime, zucchero e menta per il secondo.

La grande difficoltà della miscelazione con il rum è nel dosaggio: ricette facili e pochi ingredienti possono portare bartender esperti e meno esperti a fare dei cocktail squilibrati. A differenza di altri distillati che hanno caratteristiche più univoche (pensiamo alla vodka) è molto importante scegliere il tipo di rum giusto e la provenienza, perché cambia tantissimo nel sapore e perfino nel colore. Vediamo ora le 14 ricette da assaggiare e replicare a casa se sei un appassionato di rum.

1. Mojito

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Il punto di partenza di questo viaggio non può che essere il Mojito, forse il più famoso drink di questa categoria. La leggenda assegna la paternità a Sir Francis Drake, il primo a completare la circumnavigazione del globo. Si fa con rum cubano bianco, succo di lime, menta fresca, soda, due cucchiaini di zucchero e ghiaccio. È un classico intramontabile, ideale per l'estate. È un build, quindi fa parte di quella categoria di cocktail che si fanno direttamente nel bicchiere. In questo caso serve un tumbler alto da colmare con zucchero, lime, rum e menta. Amalgama il tutto premendo delicatamente le foglie di menta (mai pestarle) e poi aggiungi ghiaccio a cubetti e acqua frizzante. Solitamente si serve con un rametto di menta per sentire meglio sapore ed essenza dell'erba.

2. Daiquiri

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Restiamo a Cuba, con un altro drink dalle origini leggendarie. Una sola cosa è certa riguardo gli albori del Daiquiri: era il cocktail preferito di Ernest Hemingway e proprio il grande autore americano ha contribuito enormemente alla sua diffusione. Si fa con rum bianco, succo di lime e due cucchiai di sciroppo di zucchero. Si inserisce tutto nello shaker, si aggiunge il ghiaccio e poi si serve in coppetta. Un drink molto semplice da preparare in teoria ma difficilissimo da fare perfetto: è tutto un gioco di temperature e stabilizzazioni. Solo pochi bar in Italia riescono a fare veramente bene questo celebre cocktail. La sua variante più famosa è il Banana Daiquiri, reso celebre da Fredo Corleone che lo ordina a Cuba in un pomeriggio con il fratello Mike ne Il Padrino II. Ha una tecnica di preparazione simile ai tiki: tutti gli ingredienti (con l'aggiunta di mezza banana) vengono messi in un frullatore e frullati, non shakerati. Drink molto gustoso e beverino.

3. Hemingway Special

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Un Hemingway Daiquiri direttamente dal bar in cui è nato

Questo drink ha tanti nomi: Hemingway Daiquiri o Papa doble, è la variante del Daiquiri che Hemingway ordinava quando si era stancato del classico cocktail. In questo caso la sua storia è certa e abbiamo addirittura un luogo di nascita: El Floridita, un bar ancora esistente a L'Havana in cui puoi trovare una statua del grande scrittore dell'Illinois e le foto di altri celebri frequentatori come Spencer Tracy, Gary Cooper e Jean-Paul Sartre. L'autore fu tra l'altro un "co-inventore" di questo drink: oggi si fa con rum bianco, maraschino, succo di pompelmo e succo di lime, ma prima dell'intervento di Hemingway c'era mezza dose di rum e l'aggiunta di zucchero come in un Mojito. Hemingway disse a Constantino Ribalaigua, bartender del Floridita, che gli sarebbe piaciuto di più senza zucchero e con il rum doppio. Fu accontentato. L'aggiunta del pompelmo è una versione ancora successiva e oggi è così che si fa nel resto del mondo (al Floridita invece restano fedeli alla tradizione).

3. Cuba Libre

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Questo drink lo hai assaggiato sicuramente in una delle tue serate in discoteca: il connubio tra rum e cola è tra i più semplici e famosi al mondo ed è per questo che il Cuba Libre ha tanto successo. Anche se le origini sono incerte, probabilmente questo drink è nato tra il 1900 e il 1902, poco dopo la fine della guerra ispano-americana che porta alla liberazione di Cuba (da qui il nome). Oggi lo associamo a Coca-Cola e Pepsi ovviamente, i due principali produttori di cola al mondo, ma all'inizio del Novecento queste aziende non esistevano, come lo facevano allora? Univano 5 cl di rum ad un acqua aromatizzata alla noce di cola, contenente una percentuale altissima di caffeina. Oggi il drink si fa allo stesso modo, sostituendo l'acqua con il celebre soft drink e con una spruzzata di lime in cima per aromatizzare il tutto.

4. Mai Tai

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Uno dei cocktail da aperitivo per eccellenza: il Mai Tai viene da Tahiti e si traduce letteralmente con "molto buono", quindi è una responsabilità prepararlo. In realtà è molto probabile che il drink abbia ben poco di caraibico. L'inventore è quasi certamente Victor J. Bergeron, titolare del Trader Vic's restaurant di Oakland, California. Questo signore è forse il più grande "autore" della cultura Tiki e il Mai Tai è il simbolo di questa tipologia di drink, non a caso viene ancor oggi associato fortemente alla zona polinesiana. Si prepara con rum bianco, Orange Curaçao, sciroppo di orzata e lime fresco ma c'è un trucco: bisogna aggiungere un cucchiaio di rum scuro in superficie per dare colore e liberare al meglio tutti i sapori.

5. Piña colada

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Un altro classico dei Tiki: la Piña colada è un drink immortale ma troppo spesso frainteso, distrutto dai bar che pensano di fare tanto con poco. Siamo abituati a vederlo come un bibitone dolce, una sorta di granita alcolica da bere a bordo piscina o addirittura in acqua. Nulla di più sbagliato. Innanzitutto non è un frozen ma un cocktail "normale" quindi non ci deve essere l'effetto granita. Devono sentirsi l'ananas, il cocco, lo zucchero, la melassa, il caramello ma deve avere una spinta acida. Lo dobbiamo dire chiaramente: se non ti piace la Piña colada probabilmente non ne hai mai assaggiata una fatta davvero bene. Per preparare questo drink servono il rum chiaro cubano, la crema di cocco, il succo d’ananas fresco, succo di lime, una fetta d’ananas e il ghiaccio tritato. Frulla il tutto per una trentina di secondi così da rompere per bene il ghiaccio: occhio alle quantità di questo ingrediente, non devono essere superiori ai 75 grammi altrimenti rischi di fare un frozen. La Piña colada è un cocktail leggero, snello, piacevolissimo e mai invadente, assolutamente da provare. Il nostro suggerimento per una Piña colada perfetta è 5 cl di rum cubano, 6 cl di estratto d'ananas, 2,5 cl di estratto di cocco, 0,5 cl di sciroppo di zucchero, un pizzico di sale e 75 gr di ghiaccio tritato. Servi poi il drink in un bicchiere hurricane con il ghiaccio a cubetti e guarnisci con cannuccia e ombrellino. Il sale può essere sostituito da un rum con una spiccata nota salmastra e minerale (se ne trovano di ottimi anche sotto i 25 euro). Se non hai un hurricane utilizza un classico tumbler alto, come quello delle fotografie: in questo caso non mettere il ghiaccio a cubetti nel bicchiere.

6. Caipirissima

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Come puoi dedurre, la Caipirissima è una delle varianti della Caipirinha. Il rum chiaro va a sostituire la cachaça. È un drink beverino e rinfrescante, mantiene quindi le caratteristiche della "madre" grazie alla presenza del lime. Questo drink è spesso bistrattato ma in realtà è fondamentale, anche solo dal punto di vista semantico. La Caipirissima si fa con zucchero, lime, menta, ghiaccio e rum. Questi ingredienti ti dicono qualcosa? Sono gli stessi del Mojito. La Caipirissima può essere vista in due modi: una Caipirinha col rum al posto della cachaça oppure come un "Mojito pestato". In questo drink infatti lime e menta si pestano, cosa da non fare mai nella versione "originale". In realtà sconsigliamo comunque di pestare la menta perché fa fuoriuscire la clorofilla, una sostanza molto amara che va a influenzare le note gustative del cocktail. Limitati al pestaggio del lime.

7. Canchanchara

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Il Canchanchara è il progenitore di Daiquiri e Mojito. È forse il primo vero cocktail nato a Cuba. Il Canchánchara ha un gusto ruvido e spigoloso, si sente che è arcaico. È fatto per dissetare e infatti si beve nelle ciotole di terracotta com'è da tradizione dell'America Latina. Gli ingredienti sono semplici e vanno miscelati tutti insieme: rum, miele, lime e acqua, da gustare rigorosamente in spiaggia. A Cuba oggi chiedere un Canchánchara porta automaticamente al rum ma un tempo l'indicazione era di una generica "aguardiente". In Spagna, Portogallo e nelle relative ex colonie l'aguardiente è un termine generico per indicare un distillato o un liquore che ha tra il 29% e il 60% di vol. quindi è meglio essere specifici.

8. Dark ‘n' Stormy

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Pur essendo molto beverino e rinfrescante, come quasi tutti i cocktail a base di rum nati nei Caraibi (in questo caso ci troviamo alle Bermuda), ha un tenore alcolico molto alto e si sente tutto alla bevuta. Gli ingredienti sono solo due: rum scuro e ginger beer per un rapporto del 60% (quindi 10 cl di ginger e 6 cl di distillato). Esteticamente è molto bello perché il rum ha una densità leggermente diversa rispetto al soft drink e quindi, aggiungendolo per ultimo, crea uno strato più scuro che va a sfumarsi a 3/4 del bicchiere. Il Dark ‘n' Stormy è un cocktail fondamentale per la storia della mixology: è infatti l'unico drink il cui è nome è un marchio registrato. La dicitura appartiene alla Gosling Brothers Ltd, un'azienda produttrice di rum, che dichiara di averlo inventato nell'arcipelago di Bermuda poco dopo la prima guerra mondiale. Proprio per questo motivo, secondo i canoni, questo drink potrebbe essere fatto solo con il Gosling Black Seal, il rum dell'azienda detentrice del marchio.

9. Planter’s Punch

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Un tempo con il termine Planter's Punch non si identificava un cocktail ma un'intera categoria: tutti i drink a base di succhi di frutta, angostura, spezie e curaçao, allungati con il seltz erano Planter's Punch. Questo ci deve far capire l'influenza che ha avuto il drink nato, probabilmente, in Gran Bretagna all'inizio del ‘600. È uno dei cocktail più antichi della storia ed è uno di quelli che ha la storia più tragica: prima bevuto dai marinai nei lunghi viaggi in mare, poi diventato il drink delle piantagioni (da qui il nome), la bevanda di ristoro degli schiavi. Queste persone mescolavano il distillato di canna da zucchero e succo di frutta per tirare avanti. Oggi il drink è molto più evoluto e si fa con rum scuro, succo d'ananas, granatina, succo d'arancia e sciroppo di zucchero, da terminare con tre gocce di angostura.

10. Long Island Ice Tea

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Questo lo abbiamo ritrovato anche nei drink da bere con la vodka e lo ritroviamo anche con gin e tequila. C'è di tutto nel Long Island Ice Tea, anche il triple sec. Si completa poi con succo di limone, sciroppo di zucchero e cola. Mescola tutto delicatamente e decora con la buccia di limone.

11. Hurricane

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Qui andiamo sul pesante: l'Hurricane è uno dei drink più alcolici che ci siano. I succhi di frutta da miscelare camuffano la pesantezza ma 6 cl di rum chiaro e i 6 cl di rum scuro (possibilmente proveniente dalla Giamaica) si fanno sentire. Miscela i due distillati con lo shaker insieme a succo d'arancia, di lime, frutto della passione e sciroppo di zucchero. Aggiungi poi un cucchiaio di granatina per rendere il tutto più piacevole. Il nostro suggerimento comunque è di dimezzare le quantità dei rum anche se non è proprio canonico.

12. Zombie

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Un cocktail che si chiama così certo non può essere leggero: lo Zombie alza l'asticella del tasso alcolico, segna un punto di non ritorno. Lo Zombie è talmente potente da creare leggende e racconti piuttosto bizzarri intorno alla sua origine. L'inventore di questo Tiki, Ernest Raymond Beaumont Gannt (più conosciuto come Donn Beach), lo ha inventato come "riparatore dei sogni infranti" e per tutta la sua vita obbliga lo staff del locale a non servire più di due Zombie ad una stessa persona. Questo drink è stato un mistero per tanti anni perché la ricetta è rimasta segreta per decenni. In realtà non è che l'enunciazione della ricetta abbia aiutato così tanto i bartender. La versione originale dello Zombie ha ingredienti indecifrabili realizzati da Donn in persona come il falernum fatto in casa (un liquore molto difficile da trovare), o il "Donn mix", un blend di sciroppo di cannella e succo di pompelmo fresco. È un Tiki e come da tradizione si utilizza un frullatore a bassa velocità o con la funzione pulse facendo attenzione a non creare un cocktail frozen ma il nostro consiglio lo prendiamo in prestito dal wrestling: non provare a farlo a casa. Rivolgiti all'amichevole bar di quartiere per sperare, forse invano, di trovare uno Zombie fatto a regola d'arte.

13. Painkiller

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Simile alla Piña colada, è un drink delizioso, dal sapore molto speziato. Il Painkiller si realizza col rum scuro e se vuoi essere proprio ligio alla tradizione devi usare il Rum British Navy Original Pusser’s, quello che era il rum della marina inglese. Aggiungi poi ananas, succo d'arancia e crema di cocco. Riempi con ghiaccio tritato metà bicchiere pre-raffreddato, shakera i succhi e il cocco e poi aggiungi il rum. Mescola nello shaker e poi versa in un bicchiere. Tocco esaltante una grattugiata di noce moscata.

14. Barracuda

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È un drink elegantissimo che, quando fatto bene, è di un perfetto color oro. È l'unico drink a base di rum nato in Italia. Il Barracuda è stato creato da Benito Cuppari alla fine degli anni '60, un bartender genovese di stanza sulla nave Michelangelo. È anche l'unico cocktail di questo lotto a non essere nato "per i clienti": Cuppari lo ha inventato in occasione di un'importante gara per bartender negli Stati Uniti. Il Barracuda gli ha dato la vittoria. Questo drink ricco di sfumature e pieno di gusto si realizza con rum ambrato, succo d'ananas, un po' di Galliano (un liquore toscano a base di diverse erbe e spezie tra cui anice, liquirizia e vaniglia), qualche goccia di succo di lime e con un top di Prosecco. Si serve nella coppa Margarita con del ghiaccio. Shakera rum, Galliano, succo d'ananas e di lime con del ghiaccio poi versa tutto nel bicchiere dopo aver tolto il ghiaccio e colma la coppa fino all'orlo con del Prosecco.

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A cura di
Leonardo Ciccarelli
Nato giornalista sportivo, diventato giornalista gastronomico. Mi occupo in particolare di pizza e cocktail. Il mio obiettivo è causare attacchi inconsulti di fame.
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