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10 Luglio 2024
15:00

Cocktail con bitter e amari: i migliori 10 da provare

Bitter e amari (sono la stessa cosa) stanno trovando una seconda giovinezza e stanno diventando protagonisti dei drink. Anche tra i classici ci sono alcuni intramontabili, come Spritz e Negroni: vediamo i 10 drink con gli amari da provare assolutamente.

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Da qualche anno ormai gli amari e i bitter si stanno prendendo la scena della mixology internazionale ma non è ancora arrivato il loro momento: è probabile però che nell'immediato futuro il mercato di questi alcolici sia pronto ad esplodere in maniera potente e definitiva, facendo, in realtà, un gran favore al nostro Paese. L'amaro è una tradizione tutta italiana infatti e noi siamo riconosciuti nel mondo più che per questi alcolici che per la grappa, che possiamo considerare il nostro distillato nazionale. La tradizione degli amari italiani è millenaria e la dobbiamo alle influenze alchemiche importate dagli Arabi. Nei meandri della Scuola medica salernitana si trovano ancora ricette per "medicinali" miracolosi che non funzionavano ma che sono poi diventate delle bevande spiritose di tutto rispetto. I barman internazionali stanno cominciando a usarli e noi stiamo tenendo il passo, anche immettendo sul mercato dei nuovi prodotti molto buoni. Vediamo insieme i migliori cocktail con gli amari, a partire proprio da Spritz e Negroni, forse i più famosi, che non a caso sono italiani.

Amaro o bitter?

Nel linguaggio comune con bitter e amari parliamo di bevande molto diverse: uno può essere l'angostura o il Campari, l'altro può essere il Cynar o l'Amaro del Capo. I primi sono visti come parte di un cocktail, i secondi come digestivi. Questa distinzione c'è solo in Italia: all'estero è tutto "bitter". Anche da un punto di vista legale le due distinzioni non sussistono perché il metodo di produzione è lo stesso: spezie o altri prodotti lasciati a macerare nell'alcol, zucchero, acqua e colorante. La ricetta è la stessa e da regolamento dell'Unione Europea l'unica richiesta è che il prodotto abbia un tenore alcolico di almeno 15 vol.

I migliori drink con gli amari

Gli amari li abbiamo ammazzati noi italiani in primis: negli anni, soprattutto a partire dagli anni '80, li abbiamo relegati al ruolo di digestivo (una mal riposta fede in questo metodo). In realtà gli amari sono degli alcolici fantastici: molto versatili e, generalmente, di un livello piuttosto alto. Gli amari di qualità hanno molti sentori, un gusto persistente, e ce li si può godere anche da lisci. Il principale problema di queste "bevande spiritose" è forse anche la cosa più affascinante: la segretezza della ricetta. Nessuna azienda ufficializza la propria ricetta e questo impedisce alla regolamentazione di creare un disciplinare che potrebbe portare benefici al comparto.

Negli ultimi anni però questo scoglio sembra essere superato e sempre più bartender li rendono protagonisti dei propri drink. In realtà ci sono anche dei cocktail classici fantastici che hanno bitter e amari al centro del proprio mondo. Vediamo i 10 da non perdere.

1. Lo Spritz

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Lo Spritz è il simbolo dell'aperitivo italiano, vero e proprio emblema del nostro Paese. Ha un sapore rinfrescante, leggermente amaro e solitamente si fa con 3 parti di Prosecco, 2 di bitter e una parte di soda. Questo drink ha origini che risalgono all'occupazione austriaca del Veneto nel XIX secolo. I soldati austriaci, trovando i vini italiani troppo forti, usavano "spruzzarli" (dal tedesco "spritzen") con acqua frizzante per diluirli. Nel tempo, la ricetta si è evoluta e negli anni '20 e '30 del XX secolo, l'aggiunta di amari come Aperol ha dato allo Spritz il suo caratteristico colore e sapore. Quello "originale", il primo in assoluto, si faceva con il bitter Select però e perfino il bicchiere che usiamo è "sbagliato": la storia ci consegna il famoso tumbler basso e sottile da osteria come vero bicchiere per lo Spritz. Ovviamente ora sono più che accettati il baloon o un classico bicchiere da vino, purché non ci sia in nessun caso una cannuccia. D'altra parte questo cocktail è una sorta di "variante" del vino: berresti mai un Prosecco con la cannuccia?

2. Il Negroni

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Il Negroni ha un gusto complesso e bilanciato, che combina il gin, il vermouth e il bitter che contribuisce enormemente con il suo caratteristico amaro e una leggera dolcezza. Il risultato è un cocktail armonioso con un sapore pieno e deciso, che è sia rinfrescante sia stimolante. Il Negroni è stato inventato a Firenze nel 1919. La leggenda ci racconta che il conte Camillo Negroni, desiderando un drink più forte rispetto al classico Americano (composto da vermouth rosso, Campari e soda), chiede al barman Fosco Scarselli del Caffè Casoni di sostituire la soda con il gin. Scarselli completa il cocktail con una fetta d'arancia anziché una scorza di limone per differenziarlo dall'Americano, e così nasce il Negroni. Questo drink è diventato rapidamente popolare e ha mantenuto il suo status di classico nel panorama dei cocktail, grazie alla sua semplicità e alla sua capacità di esaltare i sapori dei suoi tre ingredienti principali. Oggi è uno dei cocktail più iconici e apprezzati a livello mondiale, simbolo di eleganza e raffinatezza.

3. Il Paper Plane

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Il Paper Plane è stato creato da Sam Ross, un famoso bartender e co-proprietario di Attaboy a New York, mentre lavorava al bar Milk & Honey. Il cocktail prende il nome dalla canzone "Paper Planes" di M.I.A., che era popolare al momento della creazione del drink. Grazie alla sua facile preparazione e al suo gusto equilibrato, il Paper Plane è diventato rapidamente un classico moderno nei bar di tutto il mondo. La sua popolarità continua a crescere, facendo sì che venga spesso incluso nei menu dei cocktail bar di alto livello. È un drink molto equilibrato ma dal profilo gustativo complesso dato dal bourbon, dall'Amaro Nonino, dall'Aperol e dal succo di limone. Nessun sapore domina sugli altri, ma tutti gli ingredienti si fondono perfettamente per creare un'esperienza gustativa rinfrescante e piacevole.

4. L'Americano

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È amatissimo da tutti ed è composto da Campari, vermouth rosso e soda. Questo drink è spesso servito come aperitivo ed è apprezzato per il suo equilibrio tra dolcezza e amarezza. L'Americano ha origini che risalgono alla fine del XIX secolo. La sua storia è legata alla cultura del bere italiana e all'evoluzione del concetto di aperitivo.  Il cocktail è una variante del "Milano-Torino", preparato con Campari (prodotto a Milano) e vermouth rosso (originario di Torino). Il nome "Americano" sembra derivare dalla popolarità del drink tra i turisti americani durante il periodo del Proibizionismo negli Stati Uniti (1920-1933), quando molti americani viaggiavano in Europa per godere della libertà di bere alcolici. L'Americano è anche noto per essere stato il precursore del Negroni.

5. Il Mi-To

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Il Mi-To, abbreviato per Milano-Torino, è un cocktail classico italiano che rappresenta un pezzo di storia della mixology italiana. È composto da due ingredienti principali: Campari e vermouth rosso, entrambi originari delle città che danno il nome al cocktail (Milano per il Campari e Torino per il vermouth). È uno dei più antichi cocktail italiani, risalente alla fine del XIX secolo. Il nome "Milano-Torino" celebra le due città da cui provengono i suoi ingredienti principali. Milano è la città natale del Campari, creato nel 1860 da Gaspare Campari, mentre Torino è famosa per la produzione di vermouth, un vino aromatizzato nato nel XVIII secolo. Il Mi-To è considerato il precursore di altri famosi cocktail italiani, come l'Americano e il Negroni.

6. Il Negroni sbagliato

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Il Negroni Sbagliato ha un gusto leggermente più leggero e fresco rispetto al Negroni classico perché sostituisce uno spumante (solitamente Prosecco) al gin. È nato negli anni '70 al Bar Basso di Milano, secondo la leggenda grazie al barman Mirko Stocchetto: mentre preparava un Negroni, per errore utilizzò lo spumante al posto del gin. Il risultato piacque tanto che divenne un classico a sé stante. Il Negroni Sbagliato è diventato popolare grazie alla sua leggerezza e alla sua facilità di bevuta, mantenendo comunque la complessità del Negroni originale. Oggi è amato sia dai puristi dei cocktail che dai nuovi appassionati, rappresentando una scelta sofisticata e alcolicamente accessibile per gli aperitivi.

7. Il Boulevardier

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Il Boulevardier è un cocktail classico che può essere visto come una variazione del Negroni, dove il gin è sostituito dal bourbon o dal rye whiskey. Questo cambio conferisce al cocktail un profilo gustativo più caldo e robusto. Questa è però una semplificazione data dagli ingredienti simili: in realtà il Boulevardier è un drink che ha una storia e una riconoscibilità propria e non è realmente la variante di nessun drink, è solo una casualità. Questo cocktail è stato infatti creato negli anni '20 del XX secolo e prende il nome dalla rivista "Boulevardier", pubblicata a Parigi. Il cocktail è associato a Erskine Gwynne, un espatriato americano che fondò la rivista. La ricetta appare nel libro "Barflies and Cocktails" di Harry McElhone, pubblicato nel 1927, il proprietario del famoso Harry's New York Bar a Parigi, un ritrovo popolare per gli espatriati americani e non solo. Il bar è ancora attivo e il bartender è Harry McElhone: il nipote di quello "originale".

Questo drink riflette l'influenza culturale e culinaria degli anni '20, un'epoca di sperimentazione e creatività nella mixology. Oggi, il Boulevardier è considerato un classico, apprezzato per la sua profondità di sapore e il suo equilibrio perfetto, e viene spesso servito nei cocktail bar di tutto il mondo.

8. Il Cynar flip

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Foto da Tumblr

Realizzato con l'omonimo amaro a base di carciofo, uno sciroppo a base di chiodi di garofano, whiskey canadese, un uovo intero e Cointreau. Questi ingredienti lavorano insieme per creare un cocktail ricco, cremoso e delicatamente agrodolce. È stato inventato da Jayce Kadyschuk, bartender del Clive's di Victoria, in Canada. Il termine "flip" nel nome indica la categoria: i flip sono una famiglia di drink che tradizionalmente includono un uovo intero (e non solo l'albume) per conferire al cocktail una texture ricca e vellutata.

9. Il Fusettone

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È arrivato sul mercato da appena un paio d'anni ma è amato da tutti: un semplicissimo drink low alcol a base di bitter Fusetti e soda al pompelmo. Due ingredienti per un cocktail semplicissimo ma dal sapore complesso, composto dalle note amare e aromatiche del Fusetti e dalle note fresche, agrumate e dolciastre della soda al pompelmo rosa. Un long drink che ha conquistato una grande fetta di pubblico sia in Italia sia all'estero, facendosi forza di una grande comunicazione e di un brand ambassador d'eccezione come Flavio Angiolillo, oltre ad essere ideatore del Fusetti è anche uno dei più bravi e famosi bartender del mondo. Il Fusettone è un esempio della tendenza contemporanea nella mixology di creare varianti moderne di classici cocktail italiani, utilizzando ingredienti nuovi e interessanti per offrire esperienze di gusto innovative.

10. Il Bensonhurst

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Altro esempio di nuovi cocktail che seguono la moda degli amari: il Bensonhurst è un cocktail moderno, creato da Chad Solomon, un famosissimo bartender americano, che prende il nome dal quartiere Bensonhurst di New York. È una variazione del classico Manhattan, con ingredienti unici che gli conferiscono un profilo di gusto distintivo. Si fa con whiskey canadese, vermouth, Cynar e maraschino. L'ideazione fa parte di un menu dedicato ai quartieri di New York: questo è dedicato al quartiere italo-americano di Brooklyn, noto per la sua ricca storia culturale.

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A cura di
Leonardo Ciccarelli
Nato giornalista sportivo, diventato giornalista gastronomico. Mi occupo in particolare di pizza e cocktail. Il mio obiettivo è causare attacchi inconsulti di fame.
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