donna in cucina invenzione frigorifero

Eureka!” Esclamò il grande inventore Archimede quando, a seguito di una nuova scoperta, dal grande entusiasmo non riuscì a dire altro che “Ho trovato! Ho trovato” per celebrare la sua epifania, avuta improvvisamente mentre era in una vasca da bagno. Quell’espressione greca così celebre è entrata a gamba tesa nella storia, al punto che ognuno di noi almeno una volta nella vita l’ha utilizzata per festeggiare, non offendetevi se lo diciamo, una trovata seppur decisamente meno memorabile di quella del siracusano. Il celebre fisico e matematico siciliano (cittadino della Magna Grecia) dimostrò che il genio non ha bisogno di strumenti particolari per manifestarsi, ma solamente di una mente capace di cogliere dei piccoli particolari, degli “inneschi” apparentemente banali, che sfuggirebbero (e sfuggono) però alla maggioranza delle persone.

Quella di “genio” oggi è una parola sicuramente inflazionata, sdoganata, utilizzata forse con troppa leggerezza e poca cognizione di causa. Ma chi è effettivamente un genio? Colui che, tramite complesse formule fisico/matematiche tenta di risolvere i misteri del mondo, oppure chi con intuizioni nate da una necessità riesce a dare il suo contributo per semplificare la vita di ognuno, ogni giorno? A tutti balzano in mente i nomi dei i vari Einstein o Newton, solo per citarne un paio, quando si parla di geni. Noi però non faremo ricorso a complicati calcoli scientifici, ma a personalità che con le loro invenzioni hanno permesso al genere umano di affrontare con più leggerezza la quotidianità.

Nella fattispecie, la quotidianità nell’ambiente casalingo che più ci piace vivere: la cucina. E, postilla finale, in questo caso parliamo solo ed esclusivamente di donne. Scopriremo che tanti oggetti di uso comune, o cibi ai quali siamo particolarmente affezionati, sono nati grazie all’intuito di molte menti femminili. E chissà se almeno qualcuna di loro, al momento della propria intuizione, non abbia esclamato con entusiasmo “Eureka” proprio fece come il buon vecchio Archimede più di 2000 anni fa…

Intuizioni geniali e necessità: gli strumenti inventati dalle donne 

Forse non tutti sanno che molti oggetti oggi di uso comune in cucina portano la firma di donne che con le loro idee ci hanno decisamente semplificato le faccende casalinghe. Chi sono quindi le figure femminili che hanno cambiato la vita delle persone? Chi dobbiamo ringraziare per il mantenimento al fresco del cibo o, più banalmente, per riuscire ad aprire una pattumiera anche con le mani occupate?

 1. I sacchetti di carta con fondo piatto

sacchetti di carta con la spesa

Tra gli oggetti più utilizzati nella quotidianità, in particolar modo sulla scia della battaglia contro la plastica. I sacchetti di carta, nello specifico quelli dal fondo quadrato, sono stati inventati da una donna. Fu tale Margaret Knight, nella seconda metà del 1800, a escogitare il sistema di tagliare e attaccare il fondo piatto alle buste cartacee, in modo che potessero contenere una maggiore quantità di cibo. Questa trovata fu al centro di un’autentica disputa, considerando che contemporaneamente anche un uomo depositò lo stesso brevetto, puntando sulla forte misoginia del tempo. Sosteneva infatti che nessuna donna avrebbe avuto l’ingegno per creare un prodotto simile ma la Knight, dopo aver intentato causa, si vide riconosciuta l’invenzione nel 1871. Chissà se quell'uomo li avrà mai più utilizzati per portare la spesa.

 2. La lavastoviglie

lavastoviglie in cucina piatti

Uno degli elettrodomestici considerati tra più “moderni” in cucina è in realtà un’invenzione di 150 anni fa. La lavastoviglie è nata nel 1886 grazie alla ricca Josephine Cochrane, abituale organizzatrice di cene sfarzose presso la sua dimora. La nobildonna, stufa delle porcellane che si rompevano durante i lavaggi a mano, decise di creare uno strumento in grado di “salvaguardare” l’integrità di piatti e bicchieri. Fu così che venne alla luce il primo prototipo della lavastoviglie.

 3. Il frigorifero

donna in cucina frigorifero retrò

Basta ghiacciaie, niente più sale per conservare gli alimenti. Il frigorifero, una delle invenzioni più rivoluzionarie della storia recente, nella sua accezione moderna (cioè con alimentazione a corrente) venne brevettato nel 1914 grazie all’intuizione di Florence Parpart. Leggenda narra che il suo compagno, elettricista, l’aiutò nella progettazione dell’elettrodomestico attorno al quale, oggi, ruota il resto della cucina.

 4. Il frullatore elettrico e le mensole nel frigo

frullatore elettrico invenzione

Lillian Gilbreth è stata la prima donna a entrare nella National Academy of Engineering, prestigioso istituto statunitense, ed è passata alla storia con l’appellativo di Lady Of Engineering. Soprattutto dopo la morte del marito, e con 12 figli al seguito, la sua vita in cucina non sarà stata certamente semplice, e lei si impegnò con tutta sé stessa per aumentare efficienza e produttività in ambito domestico. Il frullatore elettrico è nato da una sua intuizione, ma anche la pattumiera con il pedale utilizzabile quindi anche con le mani occupate. Stessa “madre” anche per le mensole all’interno del frigo, a dividere i vari scomparti.

Distrazioni e fortunate coincidenze: le ricette "in rosa" nate per sbaglio

Nessun colpo di genio stavolta, ma principalmente errori o disattenzioni provvidenziali da parte di cuoche più o meno esperte. Chissà se tra i vostri piatti preferiti non ce ne sia uno, o più, nati da "fortunate" dimenticanze. Per la serie, non tutto il male vien per nuocere…

 1. I cookies con cioccolato

piatto con cookies al cioccolato

La maggior parte di noi almeno una volta nella vita li ha mangiati. Chissà quanti di voi li hanno preparati, per assaporarli caldi appena sfornati. Particolarmente apprezzati per colazione, da immergere nel latte freddo, ma anche per un veloce quanto ghiotto spuntino, i cookies sono probabilmente tra i biscotti più amati e iconici al mondo. L’intuizione, per ovviare a una necessità improvvisa, fu di Ruth Wakefield; locandiera che nel 1930 li creò “per sbaglio”. Mentre stava preparando dei dolcetti per alcuni suoi ospiti, infatti, si accorse di aver finito la cioccolata da cucina. Pensò bene di sbriciolare una barretta nell’impasto, credendo che i pezzi di cacao si sarebbero sciolti in fase di cottura. Per fortuna ciò non avvenne, altrimenti non avremmo mai avuto i cookies.

 2. I brownies

brownies al cioccolato

Rimaniamo in tema parlando di un’altra preparazione con la cioccolata protagonista. I brownies, leggenda vuole, sono frutto della distrazione di una casalinga statunitense che, nella realizzazione di una torta al cioccolato, dimenticò di aggiungere il lievito. L’impasto, quindi, non aumentò di volume e per ovviare alla sua svista la donna decise di tagliare a quadrotti grossolani il dolce, presentando ai suoi ospiti una specialità tutta nuova. Chissà che pressione per lei al momento del primo assaggio…

 3. La Tarte Tatin

tarte tatin ricetta mele invenzione donne

Anche in questo caso l’origine di una delle ricette francesi più famose è dovuta a un errore. Siamo a fine ’800 in un hotel transalpino, gestito dalle sorelle Tatin. Una di loro nel preparare una classica torta di mele dimenticò di aggiungere sul fondo la pasta brisè, e in forno la frutta si caramellizzò con il burro e lo zucchero. Solo a fine cottura venne aggiunta la pasta, e ai clienti il dolce venne presentato “rovesciato”. L’apprezzamento verso la torta fu tale che la ricetta venne sistematicamente replicata, e da quel piccolo hotel si diffuse poi in gran parte del Paese. Oggi viene preparata anche con albicocche e pesche, mentre le varianti salate sono realizzate con pomodorini o finocchi.

4. I Baci Perugina

baci perugina confezione bigliettino invenzione

Gli innamorati di tutta Italia almeno una volta nella vita si sono scambiati gli iconici dolcetti con nocciola intera, e chissà quante relazioni sono state salvate dai famosi quanto romantici cioccolatini. Celebri sia per la loro forma che per il messaggio poetico nascosto nell'incarto, furono inventati nel 1922 da Luisa Spagnoli. L’imprenditrice escogitò un modo originale per il riciclo intelligente di nocciole e cioccolato e diede vita a un bon bon dalla silhouette irregolare che in origine venne chiamato “cazzotto”. Furono ribattezzati Baci da Giovanni Buitoni, figlio di uno dei fondatori della Società Perugina.

5. La birra

anfore di birra

Concludiamo il nostro viaggio scavando molto indietro nel tempo. Non possiamo parlare di invenzione nel senso stretto del termine, ma stando a varie testimonianze storiche per migliaia di anni la produzione della birra è stata affidata alle donne. Non sappiamo chi abbia “creato” la bevanda al luppolo, ma secondo un articolo pubblicato sul Telegraph una decina di anni fa “…quasi 7.000 anni fa in Mesopotamia e Sumeria, le abilità delle donne erano così rispettate che solo a loro era permesso produrre la bevanda o gestire una taverna”.