In 75 chilometri, due regioni e tre province. Nel nostro tour gastronomico fra Senigallia e Rimini, che sa (anche) di mare e salsedine, ci lasciamo cullare dalle onde dal vicinissimo Adriatico, alla scoperta dei piatti tipici della cucina che unisce questa zona di confine. Si parte dalla provincia di Ancona, si attraversa quella di Pesaro-Urbino e si termina nella città che fu di Federico Fellini, meta turistica icona degli anni sessanta e settanta ma che ancora oggi resiste a colpi di discoteche, mare, cocktail e piadine.

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in foto: Il centro storico di Fano

E, se vi concentrate ascoltando attentamente, avvicinandoci verso le località romagnole sentirete sempre più chiare le note di "Abbronzatissima", mentre l'odore di piadina tra strutto e squacquerone si fa via via più intenso e inebriante.

Quali sono i piatti tipici tra la Romagna e le Marche

Ovviamente il pesce è la materia prima d'eccellenza nelle città che andremo a attraversare. Cercheremo però di essere il meno banali possibile, presentandovi qualche preparazione a sorpresa che magari non sapevate fosse associabile a uno di questi centri.

Spoiler alert: la piadina e i cappelletti, però, non ce la siamo sentita di escluderli. Da queste parti sarebbe stato come macchiarsi di lesa maestà…

Ecco dunque una serie di piatti tipici da assaggiare fra Senigallia e Rimini, per un itinerario degno delle cartoline italiane anni ’60.

 1.  Senigallia – Oca al forno

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In questo breve ma intenso viaggio gastronomico partiamo dalla città di Mauro Uliassi, lo chef che ha fissato Senigallia nella cartina geografica delle mete gourmet italiane conquistando le 3 Stelle Michelin. Citazioni doverose le meritano la grigliata o il fritto misto di pesce, ma anche il brodetto è particolarmente diffuso lungo questo tratto di costa. Abbiamo scelto di proporvi però un piatto che esce dalla considerazione di cucina di mare.

Stiamo parlando dell’oca al forno, accompagnata da un battuto di pancetta, salvia, aglio, rosmarino e maggiorana e particolarmente diffusa sulle tavole durante il periodo estivo. Una vera sorpresa da scoprire insomma, anche nei mesi più caldi. Per rinfrescarvi potete sempre concedervi un calice del buon verdicchio dei non lontani Castelli di Jesi.

 2. Fano – Brodetto e moretta

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Risaliamo la costa ed entriamo in provincia di Pesaro e Urbino. Ci fermiamo a Fano, splendida cittadina di origine romana con le mura che ancora cingono l’affascinante centro storico. Qui è un must assaggiare il brodetto alla fanese, deliziosa zuppa di pesce, di estrazione povera, accompagnata da pane bruscato.

In origine il brodetto veniva realizzato direttamente sulle barche dai pescatori e con il passare del tempo è diventata una vera specialità nelle cucine di case e ristoranti locali.

Fano è famosa nella zona anche per la sua moretta. Se in altre parti d'Italia questo è il nome di una torta con cioccolato e panna, qui la muréta è un tipico caffè realizzato con anice, rum, brandy e una scorza di limone. Una preparazione non proprio estiva, ma che nasce anch’essa da usanze marinare. Tradizione vuole infatti che i marinai, per tenersi caldi in mare durante i mesi invernali, usassero correggere il loro caffè con i liquori presenti nelle stive.

 3. Pesaro – Pasticciata

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Mangiare e amare, cantare e digerire: questi sono in verità i quattro atti di questa opera buffa che si chiama vita e che svanisce come la schiuma d’una bottiglia di champagne. Chi la lascia fuggire senza averne goduto è un pazzo”. Usiamo una citazione di Gioachino Rossini per introdurci a Pesaro, città nella quale il grande compositore, e grande forchetta, nacque nel 1792.

Qui, per omaggiare la sua memoria, i pesaresi hanno ideato la pizza alla Rossini, una margherita con uovo sodo e maionese. Noi però vogliamo presentarvi anche la pasticciata, una ricetta locale a base di tagli magri di carne bovina arrosto accompagnati da una presenza importante di spezie e aromi.

 4. Cattolica e Riccione – Piadina

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Già a Pesaro iniziavamo a sentire odore di piadina, ma è giusto parlare di questa ricetta in territorio romagnolo. Cattolica e Riccione sono i primi due importanti centri che incontriamo una volta superato il monte San Bartolo e, con lui, anche il confine marchigiano. In Romagna su tutta la costa è diffusissima una delle preparazioni locali più iconiche, dall’impasto che si fa via via più spesso salendo verso nord.

Tradizione vuole la piadina farcita con prosciutto e squacquerone, un formaggio tipico della zona fresco e cremoso. Citazione dovuta la meritano anche i passatelli, pasta all’uovo particolarmente diffusa in queste zone proposta sia in brodo sia in versione più asciutta.

 5. Rimini – Cappelletti

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Il nostro mini tour termina là dove inizia la via Emilia. Ovviamente la piadina è un must anche a Rimini, ma nella città di Fellini sono un evergreen adatto a tutte le stagioni i cappelletti, seppur il brodo con queste temperature potrebbe un po' stonare. Anche con sughi o ragù sono comunque una bontà. I caplèt, come vengono chiamati qui, sono ripieni con carne mista ma non è raro trovarne con la farcia al formaggio.