5 Luglio 2022 11:00

Cosa mangiare attorno al lago Gurrida, ricette e piatti all’ombra dell’Etna

Alle pendici dell'Etna c'è un lago che d'estate quasi sparisce, ma d'inverno viene così alimentato dalle piogge da sommergere gran parte dei vigneti circostanti. Cosa vedere attorno al lago di Gurrida e quali sono le specialità del luogo.

A cura di Alessandro Creta
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A ridosso delle pendici dell’Etna, quello di Gurrida rappresenta l’unico bacino lacustre all’interno del Parco Nazionale del Vulcano. Si tratta di un lago formatosi a seguito di un’eruzione, avvenuta nel 1500, che causò con i suoi detriti lo sbarramento di un fiume, contribuendo alla nascita di questo specchio d’acqua totalmente immerso nel verde della natura siciliana, tra i comuni di Bronte e Randazzo in provincia di Catania. Si tratta dell’unico lago europeo originatosi da uno sbarramento lavico e dalle sue sponde è possibile ammirare l’Etna in tutta la sua magnificenza.

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Non è raro, nel corso delle estati, un fenomeno decisamente curioso. Durante la bella stagione, specialmente in un periodo prolungato di siccità, può infatti capitare che il lago vada in secca, di fatto prosciugandosi. Al contrario d’inverno, quando le piogge si fanno copiose e con il contributo anche di qualche nevicata, il bacino allarga la sua capienza, arrivando anche ad allagare i vigneti circostanti. E proprio grazie a questa singolare condizione che il vino qui prodotto va poi ad assumere particolarissime qualità organolettiche.

Cosa vedere attorno al lago Gurrida

Il lago Gurrida è meta di numerosi appassionati di bird watching, in quanto rappresenta un’importante zona di sosta di molti uccelli durante le loro migrazioni. Per i più atletici, invece, da queste parti cominciano vari percorsi e sentieri montani, per una bella escursione alle pendici dell’Etna.

Una visita la meritano anche i vicini borghi di Bronte e Randazzo. Nel primo, noto per la produzione dei rinomato pistacchio, è possibile visitare l’antica residenza (chiamata impropriamente castello) del colonnello Horazio Nelson, ammiraglio inglese nominato anche Duca di Bronte.

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Castello Nelson a Bronte – dalla pagina Facebook Sicilia

È qui presente anche un giardino inglese, voluto dallo stesso Nelson, di oltre 5000 metri quadrati e con al suo interno numerose piante secolari. Gli appassionati di speleologia a Randazzo possono visitare la Grotta del Burrò, ampia galleria di scorrimento lavico situata a oltre 1220 metri d’altezza e lunga circa 240.

Cosa mangiare vicino al lago Gurrida

Fare una selezione delle specialità gastronomiche che può offrire la Sicilia è davvero difficile. Qualche tempo fa avevamo girovagato per i Nebrodi alla ricerca delle specialità del Parco Nazionale, scendiamo ora un po’ più a sud e proviamo a scoprire alcune delle prelibatezze dei comuni alle pendici dell’Etna.

 1. Pistacchio

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Impossibile anche solamente citare Bronte e non parlare del pistacchio locale. Questo prodotto, vero re dell’export (e di numerosi tentativi di imitazione), si realizzano oltre a creme e granelle anche numerose e gustose ricette. Dagli spaghetti al pistacchio alle fettuccine con la salsa ottenuta da questo frutto secco, passando per paste condite da pesto di pistacchio e prosciutto. Le declinazioni in cui viene lavorato in cucina questo prodotto sono davvero tante, dai primi sino al dolce.

2. Filletti

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Dalla pagina Facebook Pistacchio di Bronte

Parlando proprio di dolci al pistacchio ecco la filletta (al femminile nella declinazione al singolare). Si tratta di una preparazione popolare della tradizione locale, antica ricetta brontese a base di farina, zucchero e uova, cotta in una piccola padella di rame unta di burro. Al suo interno non poteva di certo mancare il pistacchio più famoso d’Italia.

3. Pasta ‘ncasciata

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Altra specialità tipica del luogo, si tratta di maccheroni conditi da ingredienti genuini come finocchietti selvatici, mollica fritta, sarde e sugo di pomo­doro. Semplicità e gusto per la pasta ‘ncasciata, un piatto facile da realizzare e particolarmente amato dal commissario Montalbano.

4. Formaggi

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Questa è una zona davvero ricca di formaggi. Piacintinu, ricotta (con la quale si riempiono anche i gustosi cannoli), tuma, pecorino locale, canestraio (prodotto a marchio Pat), ma anche la provola dei Nebrodi, anch’essa certificata dal riconoscimento di prodotto agroalimentare tradizionale.

5. Fragole

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Non lontano da Bronte il comune di Maletto è noto per la coltivazione delle fragole, frutto al centro dell’economia locale sin dalla metà del secolo scorso. La varietà più rinomata è la fragolina, dalle dimensioni ridotte ma dal sapore spiccatamente dolce.

 6. Arancini

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Sarebbe un sacrilegio non citare l’arancino, qui rigorosamente al maschile secondo la tradizione catanese. Re dello street food praticamente in tutta la Sicilia, l’arancino non ha di certo bisogno di tante presentazioni. Recentemente è stato eletto anche tra le specialità fritte più buone del mondo e la disputa sul genere del suo nome è più viva che mai.

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Quello che i piatti non dicono
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