Il formato di pasta più cercato dagli italiani su Google non è lo spaghetto, che si piazza comunque terzo, superato incredibilmente dai paccheri e perfino dagli gnocchi.
Le graduatorie portano la firma di Google Trends, che in vista del World Pasta Day del 25 ottobre ha contato i click e le ricerche degli italiani sui formati e sui condimenti preferiti di quest'anno. Il quadro che ne viene fuori premia la pasta da sugo "importante" e riserva qualche stranezza regionale.
Qual è il formato di pasta più cercato dagli italiani
In testa si piazzano, come detto, i paccheri, davanti agli gnocchi e agli spaghetti, mentre chiudono la lista le orecchiette e i fusilli. Ecco l'ordine completo delle ricerche:
- Paccheri
- Gnocchi
- Spaghetti
- Rigatoni
- Tagliatelle
- Ravioli
- Pappardelle
- Tortellini
- Orecchiette
- Fusilli
I paccheri, grossi tubi lisci di origine campana che a Napoli chiamano anche schiaffoni, vincono per un motivo pratico: trattengono i sughi densi e si prestano anche alla farcitura.

Il secondo posto degli gnocchi è abbastanza prevedibile, mentre nella zona centrale la pasta fresca all'uovo occupa quattro posizioni su dieci, fra tagliatelle, ravioli, pappardelle e tortellini. Le orecchiette pugliesi e i fusilli, cioè due formati che le classifiche di vendita collocano molto più in alto, chiudono la fila.
I condimenti più cercati, dal ragù alla Norma
Sul fronte dei sughi vince il ragù alla bolognese, seguito dal pesto alla genovese e dall'amatriciana, mentre la carbonara si ferma al quarto posto, un risultato curioso per il piatto che ogni anno si fregia di giornate celebrative e polemiche furibonde. I dieci condimenti più cercati sono questi:
- Ragù alla bolognese
- Pesto alla genovese
- Sugo all'amatriciana
- Sugo alla carbonara
- Sugo alla puttanesca
- Sugo all'arrabbiata
- Sugo alla carrettiera
- Sugo aglio, olio e peperoncino
- Sugo allo scoglio
- Sugo alla norma
L'elenco conferma il peso delle ricette del repertorio nazionale, con una sola eccezione popolare come aglio, olio e peperoncino, che vale l'ottava posizione. La Norma catanese, con le melanzane fritte e la ricotta salata, chiude l'elenco al decimo posto.
Quali sono i sughi più cercati per ogni regione
Le classifiche regionali raccontano gusti meno prevedibili, a partire dalla Lombardia, dove la ricetta più cercata è la pasta alla Montecarlo, seguita dalla pasta con gli asparagi. Il sugo unisce carne trita, concentrato di pomodoro e panna, con il pesto in diverse versioni, e rappresenta un cult della cucina anni Ottanta, la stessa delle penne alla vodka e dei cocktail di gamberi.
In Toscana vincono le eliche e la pasta con i carciofi, mentre il primato del Lazio spetta alle lorighittas, gli anellini di semola intrecciati a mano a Morgongiori, in Sardegna.

La Sicilia pesca invece nel suo repertorio, con la pasta con i tenerumi, cioè le foglie tenere della zucchina lunga, e la pasta con le sarde nella versione palermitana.
Quanta pasta mangiano gli italiani ogni anno
La giornata mondiale della pasta cade il 25 ottobre, giunta alla ventottesima edizione, è promossa dai pastai di Unione Italiana Food insieme alla International Pasta Organisation. L'appuntamento del 2026 si allarga a una settimana e prenderà luogo a Parma, con la chiusura dedicata alla filiera della produzione fissata per il 27 e il 28 ottobre.
A spiegare il clamore attorno al tema sono i numeri, perché ogni italiano consuma 23,1 chili di pasta all'anno e i pastifici nazionali ne producono 4,2 milioni di tonnellate, con oltre il 60 per cento destinato all'estero e spedito in più di 200 Paesi. I consumi interni, invece, calano leggermente, nello specifico dello 0,9 per cento in volume.

Fra le ricerche virtuali e la dispensa reale dell'italiano medio, però, la distanza è notevole, perché spaghetti e penne insieme valgono quasi l'80% della pasta venduta in tutto il Paese, cioè i due formati che nessuno ha bisogno di cercare su Google.