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15 Maggio 2024 15:00

Paste di legumi: come sono fatte e come inserirle nell’alimentazione

Realizzate soprattutto con farina di ceci, lenticchie rosse e piselli, si tratta di alternative alla pasta tradizionale più proteiche, ricche di fibre e senza glutine. Vediamo se fanno bene e come usarle in cucina.

A cura di Federica Palladini
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La pasta è uno degli alimenti più consumati in Italia: stando ai dati riportati da Il Sole 24 Ore se ne mangiano 23 chili a testa all’anno. Uno dei motivi della sua popolarità è la praticità con cui si prepara e si condisce. Non è un caso, quindi, che tra gli scaffali dei supermercati siano comparse da qualche tempo le paste di legumi, alternative alla classica pasta di grano che possono andare incontro a rinnovate esigenze di dieta: sono pensate specialmente per chi soffre di celiachia e per chi ha scelto di limitare o di eliminare le proteine derivate dagli animali, preferendo quelle vegetali. Conosciamole meglio.

Paste di legumi: come sono fatte e valori nutrizionali

Cercare dei sostituti alla farina di frumento, anche in chiave senza glutine, non è certo una novità: si tratta di una consuetudine che è ormai entrata all’ordine del giorno quella di vedere, per esempio, in panificazione prodotti realizzati con materie prime differenti, dalla scelta di altri cereali come la segale o il farro, passando per la canapa, l’amaranto e le farine di legumi. Sono proprio queste ultime le protagoniste delle paste a base di ceci, lenticchie rosse, piselli e, raramente, fagioli che stanno sempre più prendendo piede, anche grazie al fatto di essere vendute nei medesimi formati classici, come penne, rigatoni, fusilli. Chi fa il pane in casa sa perfettamente quanto siano più difficili da lavorare delle farine classiche, bilanciando la corretta quantità d’acqua nell’impasto: trovare un prodotto già pronto che può essere usato allo stesso modo dell’originale è senza dubbio un grande vantaggio.

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Ci sono dei benefici per la salute? Il profilo nutrizionale di queste paste è più ricco di quelle tradizionali. Provenendo dai legumi hanno una maggiore quantità di fibre (anche più del doppio): risultano più sazianti, favoriscono il transito intestinale e tengono sotto controllo la glicemia. Sono inoltre un’ottima fonte di proteine vegetali a discapito dei carboidrati (ne hanno circa un terzo in meno, ciò significa minore dose di zuccheri). Una porzione si aggira sui 100-120 grammi rispetto ai 70-80 grammi della pasta di semola e si può considerare un pasto completo. In commercio è facile trovare anche paste di legumi che vedono mix con altre farine, tipo quella di riso o di mais, inserite per espletare funzioni di appetibilità o tecnologiche, al fine di ottenere un prodotto pienamente soddisfacente.

Come usare le paste di legumi: una possibilità in più per variare

Come si introducono le paste di legumi nella propria dieta? Il consiglio è quello di non renderle esclusive: la farina è il risultato di una lavorazione e quindi è meglio consumare i legumi freschi, così come l’apporto di cereali (a meno che non ci siano impedimenti di salute) è sempre raccomandato dai nutrizionisti. Dal punto di vista pratico, la pasta di grano è più semplice da abbinare a diversi condimenti, dato il suo sapore neutro, mentre le paste di ceci, lenticchie rosse o piselli hanno sapori più definiti, che ricordano la loro provenienza.

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In genere sono più dolciastre, perfette quindi da combinare con ingredienti che possano creare un piacevole contrasto, tipo il sugo di pomodoro dalla componente acida, oppure spinaci e biete, più amarognoli e un buon ragù di verdure, con zucchine e peperoni. Essendo già proteiche, l’accoppiata con pesce e carne sarebbe da evitare. Ultimo dettaglio: se sei un fan della pasta al dente, potresti rimanere deluso. La cottura si aggira intorno ai 6-8 minuti, quindi rapida, ma la consistenza tende comunque a essere morbida e non tenace.

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