17 Marzo 2022 15:00

Nutriscore minaccia i piatti italiani a base di formaggio. Le ricette “a rischio”

Anche l’Associazione dei Formaggi Italiani Dop contro il sistema Nutriscore. Nuovo attacco per il discusso criterio di etichettatura degli alimenti: mette a rischio alcuni piatti simbolo della cucina italiana.

A cura di Alessandro Creta
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Qualora Nutriscore dovesse essere approvato a livello europeo, sarebbero a rischio molti piatti simbolo della cucina italiana. Tanti dei quali a base di prodotti d’eccellenza nostrani come i formaggi. A lanciare l’allarme è stata Afidop, l’Associazione dei Formaggi Italiani Dop.

Avevamo già parlato nelle scorse settimane del discusso Nutriscore, il controverso sistema di “etichettatura” dei cibi che pioggia i suoi principi su fondamenta non così solide e poco soggette al buon senso riferito a una dieta consapevole. Si tratta di un progetto nato e promosso in Francia, con il quale si tenta di guidare i consumatori verso la scelta di cibi più o meno sani, indicati in etichetta con colore verde, arancione o rosso a seconda del loro grado di “dannosità” per la nostra salute. Un modello, però, fortemente ingannevole per il consumatore e, di riflesso, dannoso anche per tanti produttori.

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Questo sistema, adottato oggi in Francia, Belgio e Germania, soprattutto in Italia ha riscosso molte critiche e raccolto non poche controversie. E giustamente, aggiungiamo noi: basti pensare che seguendo alla lettera questa teoria l’olio extravergine di oliva, nonostante i suoi provati effetti benefici sull’organismo, viene considerato più deleterio rispetto (per esempio) alle patatine fritte. Il motivo? Il maggior quantitativo di calorie e grassi sui 100 grammi di prodotto presi in considerazione. Peccato che, e non è difficile arrivarci, nessuno si azzarderebbe mai a consumare una tale quantità di olio di oliva in una volta sola. Come, invece, accade per le patatine.

Questo, in poche e semplici parole, il paradosso alla base di un criterio oggettivamente discutibile e al vaglio dell'Unione Europea.

Nutriscore, la protesta Afidop

Detto quindi della fragilità di fondo di questo sistema tutto francese, la Afidop (Associazione dei Formaggi Italiani Dop) ha lanciato l’allarme: qualora Nutriscore dovesse essere approvato a livello europeo, sarebbero a rischio un gran numero di prodotti (e piatti) simbolo della cucina italiana. Proprio perché i consumatori in fase di acquisto verrebbero fortemente condizionati dalle indicazioni in etichetta. Secondo un'indagine dell’Osservatorio Waste Watcher International, realizzata su un campione di 7 mila cittadini a livello mondiale, 3 consumatori su 4 si lascerebbero influenzare dalle informazioni nutrizionali sull'etichetta stessa.

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La Afidop, solo per fare un esempio, ha stilato un elenco di piatti iconici a base di formaggio che rischierebbero di essere fortemente danneggiati dal sistema di classificazione francese. In sostanza gran parte dei prodotti caseari a marchio Dop come Asiago, Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di bufala campana, Parmigiano Reggiano e Pecorino romano, rischierebbero di essere fortemente limitati nelle vendite, causando un grave danno economico a tutto il comparto.

Nutriscore: quali sono i piatti italiani “a rischio”

Diciamo no al Nutriscore alle etichette basate su quantitativi di riferimento scollegati dalle abitudini di consumo nella dieta quotidiana", dichiara il presidente di Afidop, Antonio Auricchio, come riportato direttamente dal sito dell’associazione. Sito nel quale poi viene presentato un elenco di preparazioni tipicamente italiane, con i formaggi protagonisti a “rischio”.

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Tra queste la caprese con Mozzarella di bufala campana, il risotto con radicchio e Gorgonzola, spaghetti al pomodoro con Parmigiano Reggiano, la cacio e pepe con Pecorino romano o ancora l’acquacotta maremmana con Pecorino toscano.

Qualora il Nutriscore dovesse essere approvato dall’UE, il calo delle vendite previsto solo nel comparto dei formaggi (Dop e Igp) si assisterebbe sui 4 miliardi di euro.

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Quello che i piatti non dicono
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