Giorno del Ringraziamento: i piatti più celebri

Il più famoso è il tacchino accompagnato dalla salsa di mirtilli, ma certo non è l'unico: stiamo parlando del piatti del Giorno del Ringraziamento, ricorrenza americana ormai famosa in tutto il mondo. Fulcro della festa, il pranzo (o la cena) in famiglia, un momento fondamentale della celebrazione, così come lo sono le ricette che si utilizzano.  Dal Cornbread, il pane di mais, alle mashed potatoes, passando per lo yam (torta di zucca) e per la torta con le noci peacan, ecco tutte le ricette tradizionali del Thanksgiving Day.

Thanksgiving Day: origini della festa e tradizione moderna

Anche se oggi è considerata una festa laica, il Giorno del Ringraziamento è una festa legata alla visione religiosa dei Padri Pellegrini, che arrivarono sulle coste americane nel 1620 a bordo della Mayflower. Questi, provenienti prevalentemente da Gran Bretagna e Irlanda, scappavano dalla persecuzione religiosa subita in patria a causa del credo calvinista: una volta arrivati già decimati sulle coste del Nuovo Mondo dovettero affrontare un inverno molto duro, a causa dell'impossibilità di coltivare gli stessi ortaggi della madrepatria. I terreni americani, infatti, avevano caratteristiche ben diverse da quelli europei: furono proprio i Nativi Americani a indicare ai nuovi arrivati quali prodotti coltivare e quali animali allevare, in modo da superare il secondo inverno. Naturalmente, si trattava di granoturco e tacchini, alimenti sconosciuti agli europei. Dopo le difficoltà del primo inverno, i Pellegrini indissero quindi un giorno di ringraziamento a Dio per l'abbondanza ricevuta e per celebrare il successo del raccolto. Alla prima festa furono invitati gli indigeni, senza i quali i "nuovi americani" non sarebbero sopravvissuti.

La prima proclamazione ufficiale della festa risale al 29 giugno 1676 per opera di Edward Rawson, che redasse un atto per conto del governatore della contea di Charlestown, in Massachusetts: nel documento, però, si parlava di indire una festa non solo per ringraziare ma anche per celebrare la vittoria contro gli "indigeni pagani". Fu però George Washington, il primo presidente degli Stati Uniti, a ufficializzare la giornata nazionale di ringraziamento nel 1789.

È quasi scontato dire che questa festa è stata a lungo contestata dai Nativi Americani, a causa della massiccia manipolazione dei dati che le istituzioni statunitensi hanno portato avanti per secoli con l'obiettivo di minimizzare lo sterminio degli indigeni. In particolare, due studiose nordamericane, Judy Dow e Beverly Slapin, si sono domandate pubblicamente se l'elaborazione del mito del Thanksgiving non serva a reprimere i sensi di colpa dei bianchi per aver sottratto le terre (e la cultura) ai nativi americani.

Giorno del Ringraziamento, la parata di New York

La grazia presidenziale ai due tacchini

Un elemento molto particolare di questa festa, entrato in scena solo nel 1963, è quella della grazia presidenziale ai due tacchini. Ad aprire la strada a questa usanza John Fitzgerald Kennedy che, in quell'anno, scelse di non cucinare il tradizionale tacchino donato al Presidente dalla National Turkey Federation fin dal 1947 e di salvargli la vita concedendo appunto la "grazia presidenziale". Oggi questo è una dei momenti più amati dagli americani: la National Thanksgiving Turkey Presentation, com'è stato chiamato il rito, si svolge due giorni prima della festa, quando la grazia viene concessa a due tacchini. Il primo, infatti, ha il compito di aprire la parata sulla Main Street di Disneyland, poi entrambi vengono trasferiti nel ranch di Frontierland, nel parco stesso (se ne graziano due proprio nel caso in cui il tacchino che deve aprire la parata abbia qualche problema). Dal 2003 sono proprio i cittadini americani a scegliere il nome dei tacchini, votando sul sito della Casa Bianca.

Cosa si mangia durante il Giorno del Ringraziamento

È il cinema ad aver reso così famoso il pranzo del Giorno del Ringraziamento: tacchini ripieni con salsa al mirtillo si vedono in quasi tutti i film sulla vita familiare americana, ma anche le sfilate cittadine hanno molti riferimenti al cibo. L'atto del mangiare che rappresenta la condivisione delle risorse con i Nativi Americani: è questo il significato che la gran parte degli americani dà a questa festa, malgrado le contestazioni storiche e gli eventi del passato che celebravano la loro "vittoria".  Nel Giorno del Ringraziamento, in tutte le città americane si svolgono parate con carri allegorici e festeggiamenti vari: anche nello stato libero associato di Porto Rico si celebra il Thanksgiving Day. Ma passiamo dunque alle ricette che non possono mancare sulla tavola del Giorno del Ringraziamento.

1. Antipasti, dal Cornbread alla zuppa di zucca

Giorno del Ringraziamento, i piatti più celebri: il cornbread

Se è vero che negli Stati Uniti non c'è una suddivisione specifica fra le portate, è altrettanto vero che prima del protagonista, il tacchino, la tavola del Giorno del Ringraziamento è ampiamente imbandita. Si parte dal Cornbread, cioè il pane fatto con la farina di mais, cereale molto coltivato prima dai Nativi Americani e poi dagli americani. Il pane si può sbocconcellare insieme a diverse verdure, fra cui anche gli stick di zucca fritta ma anche insalate di fagiolini lessi e carote arrostite con la buccia. La zucca, prodotto autunnale per eccellenza, può essere presentata in diverse varianti, come la zuppa di zucca, una vellutata da mangiare prima della portata principale o il purè. Immancabili sulle tavole della festa le pannocchie arrostite, che vengono cosparse di burro fuso.

2. Il re della tavola del Ringraziamento, sua maestà il tacchino

Giorno del Ringraziamento: i piatti più celebri

Eccoci alla portata principale, quel bel tacchino luccicante di dimensioni abnormi che da sempre vediamo nei film. La ricetta tradizionale, conosciuta da noi come "tacchino all'americana", è lunga e laboriosa e in alcune famiglie inizia già il giorno precedente la festa. Il tacchino deve pesare almeno 5 chili, in modo che con un solo animale si possano sfamare tutti i commensali. Ci sono diverse varianti per la sua preparazione: in alcuni casi il tacchino viene fatto marinare per un giorno interno in una salamoia con spezie come cannella e chiodi di garofano, o a secco con erbe aromatiche. Anche sul ripieno ci sono diverse usanze: chi lo cuoce a parte, rendendo poi la cottura del tacchino più veloce, chi invece farcisce il tacchino con un ripieno crudo, come da ricetta originale. Nel ripieno solitamente si trovano pane di mais raffermo o riso, verdure come sedano, aglio e cipolla, mirtilli secchi, bacon o salsiccia, burro chiarificato e infine odori come timo, rosmarino e salvia. In molte zone degli Stati Uniti esiste poi una variante che prevede un ripieno fatto con una sorta di purè di castagne. Una volta riempito e legato, il tacchino dovrà cuocere per almeno 3 ore a 190° ed essere spennellato con il suo liquido di cottura ogni 15 minuti, in modo che una volta in tavola sia completamente lucido e ingrassato. Se volete sperimentare questo piatto, lungo da preparare ma ricco di soddisfazioni, ecco la nostra ricetta del tacchino ripieno all'americana.

3. Le salse: la Gravy e la salsa all'ossicocco (mirtilli)

Giorno del Ringraziamento, i piatti più celebri: la salsa ai mirtilli o all'ossicocco

Di importanza cruciale per la buona riuscita del pranzo sono le salse di accompagnamento. La salsa Gravy si fa con il liquido di cottura del tacchino a cui si aggiungono le sue interiora, alcune verdure, un pò di brodo di tacchino e dell’amido di mais per renderla densa. Quando il tacchino viene servivo è condito con questa golosa salsa: in questo modo non diventerà mai secco. Utilissima soprattutto per "ripassare" le fette di tacchino ripieno nei giorni successivi alla festa, è una salsa che viene usata anche per altri piatti come i polpettoni o gli arrosti.

L'altra salsa celebre, forse la più famosa, è quella ai mirtilli. In realtà, la ricetta originale non prevede proprio il mirtillo classico, ma l'ossicocco: detto anche mirtillo palustre o mortella di palude, è un sotto genere di piante appartenenti al genere Vaccinium, la famiglia dei mirtilli, anche se secondo alcuni studiosi dovrebbe essere considerato come un genere a sé stante. Non a caso, i maggior produttori di questa specie sono gli Stati Uniti, in particolare il Wisconsin e il Massachusetts.  Ad ogni modo, oggi spesso troverete la ricetta della salsa fatta con i mirtilli, perché non è facile reperire l'ossicocco fuori dai confini americani.  Per prepararla, si riscaldano in un tegame alcuni di questi frutti freschi, a cui poi si aggiungono zucchero di canna, zenzero fresco, buccia e succo d’arancia. Può sembrare dolce ma in realtà questa salsina è in perfetto equilibrio fra le note acide, dolci e sapide: si serve fredda accanto al tacchino.

4. I contorni: dalle mashed potatoes ai cavoletti di Bruxelles

Giorno del Ringraziamento, i piatti più celebri: il cornbread

Anche i contorni, spesso interscambiabili con gli antipasti, hanno la loro importanza nel menù del Giorno del Ringraziamento. Fra questi troverete sicuramente le patate dolci al forno e le mashed potatoes, cioè il purè di patate (ma anche quello di zucca, come già detto), o ancora fette di patate dolci arrostite e condite con spezie o zucchero. Un altro contorno che spesso si trova sulle tavole americane sono i cavoletti di Bruxelles al forno e poi ancora carote, rape e barbabietole, sempre arrostite o sott'aceto, insalate autunnali.

5. I dolci: Pumpkin pie e Pecan pie

Giorno del Ringraziamento, i piatti più celebri: pecan pie

Altro capitolo importante sono i dolci, spesso messi in ombra dalla fama del tacchino. In realtà per questa festa ci sono dei dolci specifici da realizzare come la Pumpkin pie, la torta di zucca, o Pacan pie, una crostata fatta con sciroppo d'acero e noci pecan; e poi ancora i cinnamon muffin (muffin alla cannella), i brownies al cioccolato e caramello, ma anche una classica apple pie sarà sempre presente sulla tavola del Ringraziamento.