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15 Agosto 2026 9:00

I piatti degli anni ’90 che abbiamo amato di più (e che non smetteremo di amare)

Siamo tutti pervasi da un “effetto nostalgia” che, ciclicamente, riporta in auge mode e usanze del passato. Ora è il turno degli anni ‘90, ma ti ricordi quali erano le ricette immancabili dell’epoca? Scopriamo i piatti più iconici del decennio.

A cura di Martina De Angelis
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Il presente che viviamo è sempre più mutevole e caotico, con il risultato, tra i tanti, di essere tutti pervasi da un “effetto nostalgia” sempre più intenso. Lo dicono anche i sociologi: desideriamo sempre di più il conforto di un’epoca passata, un periodo che idealizziamo filtrando i brutti ricordi e mettendo in luce solo le cose belle, che ci fanno sentire al sicuro. È per questo che, ciclicamente, tornano in auge usanze e abitudini dei decenni passati, nella musica e nella moda, e persino in cucina. Ora è il turno degli anni ‘90: lo dicono le tendenze dell’abbigliamento, le serie tv che strizzano l’occhio a quell’epoca, i remake/sequel delle pellicole cult del periodo, e il ritorno (o la riscoperta) di piatti che hanno gettato le basi di molte tendenze di oggi.

Ma negli anni ’90, tra una canzone delle boy band cantata a squarciagola, le serate con il Festivalbar e l’avvento dei teen drama, che cosa mangiavamo quando andavamo al ristorante? Il cibo, proprio come la moda e la musica, racconta le trasformazioni e le caratteristiche di un’epoca, e i piatti degli anni ‘90 esprimono proprio tutte le tendenze di quel decennio. È il periodo in cui inizia la globalizzazione del mercato, si diffondono i fast food, si scopre la cucina esotica, ma è un’epoca anche di grande contraddizione. Parallelamente, infatti, si inizia a cercare una vita più sana: si parla sempre più di dieta mediterranea e di cibi light, inizia a prendere piede una nuova filosofia di cibo e di vita “slow food” con la riscoperta delle tradizioni e dei territori locali, delle Dop e delle Igp, oggi ancora attualissima. In cucina, si assiste ad una “fuga dagli eccessi”. La parola d’ordine è “light”, in risposta all’opulenza di panna e salse della cucina anni '80, ma allo stesso tempo la cucina esotica affascina e trova sempre più spazio. Sei pronto a riscoprire i piatti che più andavano di moda negli anni ‘90? Ecco un revival delle icone gastronomiche del decennio, intramontabili e spesso ancora apprezzate tutt’oggi, un po’ per bontà, un po’ sulla scia del famoso “effetto nostalgia”.

1. Cocktail di gamberi

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Scommettiamo che ti è capitato, durante un matrimonio o una festività, di iniziare il pasto tenendo in mano una coppa di vetro piena di gamberi affogati in una salsa rosa a base di maionese e ketchup. Il cocktail di gamberi è l’antipasto di mare per eccellenza, facile e d’effetto, apprezzato ancora oggi proprio per la sua semplicità. Nato probabilmente durante il Proibizionismo, quando i bar usarono le coppe da Martini per servire antipasti scenografici, si diffuse in Europa negli anni ’60 grazie ad alcuni programmi televisivi britannici e si impose in Italia a partire dagli anni ’80. Fu talmente un successo che, negli anni ’90, non c’era menu che non lo presentasse, soprattutto in occasioni festive come i cenoni di Natale e Capodanno. Per preparare il celebre cocktail serve solo pulire e lessare i gamberetti e i gamberi, immergerli in una deliziosa salsa rosa a base di maionese, ketchup e salsa Worcestershire e servirli all'interno di coppe di vetro, adagiati su una foglia di lattuga fresca e decorati con un gambero intero o con una fetta di limone.

2. Insalata russa

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Al pari del cocktail di gamberi in quanto a fama c’è l’insalata russa, che con la “vera” insalata russa non c’entra poi molto. Questa ricetta da antipasto ha una vera e propria età dell'oro a partire dagli anni '80 e per tutti gli anni '90, periodo in cui diventa un must: non c'era festa, cenone o banchetto di matrimonio che non prevedesse questo antipasto freddo come grande protagonista. Ispirata alla celebre "Insalata Olivier" creata a Mosca nell'800, in Italia si trasformò nel tipico piatto ricco delle feste: la versione nostrana è a base di patate, carote e piselli sbollentati, freddi e tagliati a cubetti, avvolti in abbondante maionese spesso fatta in casa. Fondamentale la forma, liscia e perfetta, spesso modellata in cupole o piramidi e, negli anni ’90, con decorazioni varie, dai fiori composti con le verdure a spicchi di uova, da code di gambero e fette di salmone fino alla copertura lucida con uno strato di gelatina alimentare. Oggi l’insalata russa è meno diffusa e, quando si trova, è una versione evoluta, più leggera e con presentazioni più moderne.

3. Insalata di riso

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Negli anni '90 si assiste a un vero e proprio “boom dei barattoli”: i supermercati si sono riempiti di cibo in scatola e mais, tonno, piselli e sottaceti erano sempre pronti in dispensa. Il risultato? La diffusione del piatto svuota frigo per eccellenza, re incontrastato di pranzi al mare e gite fuori porta: l’insalata di riso. Stabilire l’origine dell’insalata di riso è una missione praticamente impossibile, in questo piatto troviamo influenze dell’antica Roma, arabe e persino spagnole, con un chiaro rimando alla Paella, appunto, che veniva utilizzato come pietanza di festa dall’800 in poi. Quello che è certo, però, è che in Italia diventa un piatto iconico negli anni ’90, perché era il piatto perfetto per le nuove abitudini. Risolveva il pranzo in modo facile e veloce, bastavano una scatoletta di tonno, wurstel, mais e sottaceti, costava poco da preparare e piaceva a tutti. Ai giorni nostri è diventata più raffinata, light, talvolta anche gourmet, ma è ancora amatissima.

4. Penne alla vodka

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Le penne alla vodka sono state un'icona assoluta dei "mitici" anni '80 che ha continuato a spopolare anche nei primi anni '90, soprattutto nei menu dei ristoranti di tendenza, alle feste di compleanno e nei buffet delle discoteche. Il fascino del piatto stava tutto nel suo sugo cremoso a base di pomodoro, panna, pancetta e, ovviamente, una sfumata di vodka, che serviva non solo a dare sapore ma anche a legare la parte grassa con quella acida. Anche se negli anni ’90 il piatto subisce un calo di popolarità a favore di altre mode culinarie, rimase comunque una presenza fissa nei menu di ristoranti e feste casalinghe.

5. Il risotto alla crema di scampi

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Insieme alle penne alla vodka, questo è il primo piatto che ha letteralmente monopolizzato i ricevimenti di matrimonio, le comunioni e i menu delle grandi occasioni per tutti gli anni ’90. Il risotto alla crema di scampi era l’emblema della raffinatezza e della cucina "di lusso" del decennio, capace di unire il sapore del mare a una cremosità avvolgente. La ricetta che ti sarà capitato di ordinare al ristorante si basava su un bizzarro ma efficacissimo compromesso: una base di scampi frullati e concentrato di pomodoro (che donava il tipico colore rosa salmone) legata dall'immancabile panna da cucina, usata generosamente per ottenere la consistenza vellutata allora tanto di moda. Spesso il piatto veniva completato con un paio di scampi interi poggiati sopra come decorazione scenografica. Oggi gli chef lo considerano superato a favore di risotti più tecnici e agrumati, ma per chi ha vissuto quel periodo rimane il comfort food marittimo per eccellenza.

6. I tortellini panna e prosciutto (e a volte piselli)

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Il piatto preferito dei bambini degli anni '90 e il salvacena casalingo per eccellenza. Era il trionfo del comfort food del decennio: i tortellini industriali (spesso confezionati secchi o anche freschi, dato che cominciavano a spopolare nei banchi frigo dei supermercati) venivano conditi con panna da cucina, dadini di prosciutto cotto e, in alcuni casi, pisellini fini in scatola o surgelati. Un primo a dir poco leggendario per quelle giovani generazioni.

7. Il filetto (o scaloppina) al pepe verde

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Se le penne alla vodka erano il primo per eccellenza dei menu, il filetto al pepe verde era il re indiscusso dei secondi di carne nei ristoranti. Rappresentava il piatto "di lusso" ma accessibile, cremosissimo grazie alla panna (che nei secondi resisteva ancora alla grande), sfumato col brandy e reso pungente dai grani di pepe verde in salamoia.

8. Bresaola con rucola e scaglie di grana

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La tendenza crescente della ricerca di una alimentazione più sana si concretizza nel piatto simbolo del “mangiare leggero” degli anni ’90: la bresaola con rucola e scaglie di grana, diventato in quel decennio un vero cult. Complice del successo è proprio la bresaola, che nel 1996 diventa prodotto Igp e inizia a diffondersi anche al di fuori dei confini lombardi: salume di manzo magro e ricco di proteine, era perfetta per le diete. Da sola, però, era un po’ triste e i regimi light non prevedevano il pane, quindi come risolvere? Aggiungendo altri due ingredienti salutari e che ne bilanciano anche il sapore: la rucola, pianta dal sapore un po' amaro e pepato, usata per dare freschezza, e le scaglie di grana, che aggiunge sapidità e grassi buoni. La combinazione risulta buonissima e anche esteticamente appagante, con il rosso scuro della carne, il verde acceso della rucola e il giallo chiaro delle scaglie. Il condimento classico è rimasto invariato nel tempo e, se forse nei menu non compare più, a livello casalingo è ancora un piatto molto gettonato per un pasto leggero ma gustoso.

9. Paella all’italiana

Paella

La prima grande incursione della cucina internazionale nei menu di casa e dei ristoranti è stata la paella, ma in una versione tutta nostrana. Negli anni '90 ci fu un grande aumento dei viaggi verso la Spagna e questo portò molti italiani a scoprire la cucina iberica. Tornati in patria, nacque il desiderio di ritrovare quei sapori di vacanza, e cosa c’era di meglio della paella? L’iconico piatto spagnolo al suo aspetto è colorato e scenografico, gustosissimo e ha una natura fortemente conviviale: la ricetta ideale per le cene abbondanti, soprattutto con tanti commensali. Così la paella inizia a comparire nei menu dei ristoranti italiani, ma spesso modificata per andare incontro ai gusti locali. Così nasce la “paella all’italiana”, preparata con riso nostrano come Carnaroli e Arborio e quindi più simile al risotto che alla vera e propria paella. Anche gli ingredienti cambiano: la classica ricetta spagnola è a base di pesce oppure a base di carne, mentre in Italia si iniziò a mischiare carne e pesce insieme nella cosiddetta "paella mista". A volte si aggiungevano ingredienti tipici italiani, come piselli più dolci e gamberi nostrani.

10. Plumcake

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Dolce soffice e profumato che non ha bisogno di presentazioni: preparato con pochi ingredienti e con la sua inconfondibile forma, è amatissimo da tutti per la sua semplicità. Il plumcake è il dolce tipico della prima colazione, compagno ideale di una tazza di tè o di una merenda a scuola. Perché gli anni ’90 lo hanno trasformato in un’icona? Questo soffice dolce, nato in Germania e poi diffuso nei paesi anglosassoni, è diventato popolarissimo grazie ai plumcake del Mulino Bianco e le famose pubblicità della "Famiglia del Mulino". Inoltre nelle confezioni si trovavano spesso gadget e sorpresine molto collezionati dai ragazzi, come i celebri animaletti gommosi che si illuminavano al buio, caratteristica che ne incentivava ulteriormente l’acquisto. La Mulino Bianco pubblicizzava i plumcake come prodotti sani e naturali grazie alla presenza dello yogurt, e tutt’oggi il dolce fatto in casa è considerato una merenda leggera e sana ma molto gustosa. Con il passare del tempo la ricetta fu rielaborata e oggi si trova a qualsiasi gusto, da quello allo yogurt, al variegato al cioccolato, al caffè, farcito con varie creme, fino ad arrivare alla variante salata.

11. Panna cotta

panna cotta ai frutti di bosco

La panna cotta è un grande classico della tradizione italiana, un dolce al cucchiaio di origine piemontese – pare infatti sia nata agli inizi del Novecento nelle Langhe – semplice e scenografico a base di panna fresca, zucchero, gelatina e vaniglia. Questo dolce tanto semplice quanto delizioso è diventato un'icona nel corso degli anni ’80 e ’90, perché era un dolce facile da fare, economico e molto scenografico. Era il dessert perfetto per i ristoranti di quel tempo, che volevano stupire i clienti con un tocco di eleganza senza passare troppo tempo in cucina e inoltre, pur essendo un dolce ricco, veniva percepita come fresca ed elegante rispetto ai pesanti dolci con creme al burro del passato. La panna cotta ha resistito al cambiamento delle mode gastronomiche ed è talmente amata da essere diventata un dolce considerato tipico della tradizione italiana. Negli anni ’90 il composto base (con panna, latte, zucchero e gelatina) veniva guarnito solo con salsa ai frutti di bosco o al caramello, oggi si trova letteralmente con qualsiasi crema dolce o a base di frutta.

12. Il profiteroles

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Se negli anni ’90 volevi chiudere in bellezza una cena al ristorante o festeggiare un compleanno, la scelta del dessert ricadeva quasi fatalmente su di lui: una scenografica montagna di bignè che dominava i carrelli dei dolci di mezza Italia. Il profiteroles, pur avendo origini rinascimentali legate alla Francia, ha vissuto la sua vera consacrazione pop proprio sul finire del millennio. Diventò il re della pasticceria della domenica perché incarnava l'idea del dolce ricco e visivamente irresistibile. La versione che sicuramente ti sarà capitato di mangiare prevedeva bignè farciti di panna montata e ricoperti da una densa glassa al cioccolato, decorati con ciuffetti di panna extra. Oggi ha ceduto il passo a dolci al piatto più minimalisti, ma resta un’icona imbattibile della memoria golosa di quel decennio.

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Quello che i piatti non dicono
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