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31 Agosto 2023 13:00

Varietà di melone: 10 tipologie comuni e particolari da conoscere

Apprezzati d'estate, i meloni non sono tutti uguali. Anzi, ne esistono tanti, diversi per stagionalità, forma, colore, sapore: alcuni si possono mangiare perfino a Natale. Vediamo quali sono.

A cura di Federica Palladini
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Il melone è uno dei frutti più consumati durante la bella stagione: per la sua versatilità, infatti, è utilizzato in molte ricette dolci e salate, tradizionali e creative. Quello che probabilmente si sa meno è che di meloni ne esistono tantissime varietà rispetto a quelle che arrivano sulla nostra tavola. Il melone, dal nome scientifico Cucumis melo, appartiene alla grandissima famiglia delle Cucurbitacee, la stessa di zucchine, cetrioli, zucche e cocomeri (Citrullus lanatus) si divide in diverse cultivar che hanno colore, forma, sapore, profumo e occasioni d’uso diverse. Spesso, però, non è facile distinguerle e c’è il rischio di fare confusione.

Per esempio, una macro distinzione è quella tra meloni estivi e meloni invernali: i primi (tipo il cantalupo) non hanno una grande capacità di conservazione e sono disponibili solo da giugno a settembre, massimo ottobre, mentre i secondi hanno una maturazione più lunga, che permette di presentarli anche sulla tavola natalizia, uno su tutti il melone giallo. Vediamo quali sono le 10 tipologie da conoscere, da quelle più comuni alle più particolari.

1. Melone cantalupo

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Il melone cantalupo può essere definito come il melone estivo per eccellenza. Si riconosce facilmente grazie alla sua forma tondeggiante con buccia più o meno liscia, di colore verde-grigio-giallognolo e coste più o meno marcate; la polpa va dall’arancione pastello al rossastro e il suo profumo è intenso e il sapore dolce. Appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, del genere cantalupensis: tra le varietà appartenenti a questa tipologia ci sono il Cantalupo Comune, il Cantalupo di Charentais e il Cantalupo Prescott. La sua raccolta va da maggio a ottobre e il suo essere particolarmente succoso e saporito lo rende un ingrediente ideale per antipasti, come il classico prosciutto e melone, e per dolci, tipo una golosa cheesecake.

2. Melone retato

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Spesso cantalupo e retato vengono considerati sinonimi, ma non è così, in quanto il termine botanico del retato è melone reticulatus, che si distingue per avere una buccia verde-giallognola dalla caratteristica texture che ricorda una rete a maglie fini e una polpa soda che va dall’arancione spento al giallognolo, fino al bianco. Anche la costolatura spesso non è presente o è poco marcata. Si tratta di una tipologia molto diffusa, anch’essa estiva, che si trova da giugno a settembre: da gustare in preparazioni come quelle indicate per il cantalupo, in quanto altrettanto dolce e dissetante, ottimo anche in macedonie e insalate. Tra i meloni retati, da citare il Melone di Calvenzano, un piccolo paese della Bassa bergamasca dove questa cultivar – ora presidio Slow Food – esiste dalla fine dell’800: durante la Belle Époque era talmente pregiata da essere presente nei migliori ristoranti parigini.

3. Melone giallo o invernale

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Il melone giallo, detto anche melone bianco, nell’immaginario comune è anch’esso un melone estivo, soprattutto perché si collega alle regioni del Sud Italia, dov’è più diffuso e consumato. In realtà, questa tipologia è invernale, tanto da essere chiamata così, e si caratterizza per una maturazione più lenta rispetto alle varietà estive: per questo il melone giallo anche se raccolto durante la bella stagione si conserva più a lungo, e può trovare posto nella tavola natalizia. La sua forma è ovale, spesso allungata, e la sua buccia è rugosa, giallo paglierino e verde, mentre la sua polpa è dolce e profumata, di colore bianco o verde. Il melone invernale appartiene al gruppo degli inodorus, ovvero quando è integro non emana nessun aroma, che invece si sprigiona una volta tagliato: comprende diversi tipi coltivati soprattutto in Sicilia, come il Cartucciaro di Paceco e il Melone purceddu di Alcamo, entrambi Presidi Slow Food.

4. Melone verde Honeydew

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Il melone verde Honeydew è una varietà invernale appartenente al gruppo degli inodorus che viene dal Nord America e che è molto diffusa anche nei nostri mercati e supermercati. Ha una forma sferica, la buccia liscia bianca, solitamente priva di cicatrici e ammaccature, e la sua polpa può essere verde brillante o pastello, succosa e molto zuccherina, da qui il nome, melata in italiano. Si raccoglie durante l’estate, ma si conserva perfettamente tutto l’inverno, fino all’inizio della primavera: da portare in tavola in ricette semplici e fresche, come spiedini o frullati.

5. Melone verde sardo o Piel de Sapo

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Una tipologia che viene dalla Spagna, diventata però una tipicità della Penisola del Sinis, nella Sardegna centro-occidentale: si tratta del melone verde sardo, detto anche Piel de Sapo, ovvero pelle di rospo per la sua tipica buccia esterna rugosa, di colore verde e maculata di nero, che ricorda quella dell’anfibio. Essendo una varietà invernale, è disponibile in commercio da giugno fino a settembre: la sua polpa è croccante, bianca e molto zuccherina, ricorda il gusto del miele come l’Honeydew, mentre la forma può essere allungata o tondeggiante. In cucina si gusta in coppia con il jamon, ma è ideale anche in zuppe fredde, tipo gazpacho.

6. Melone Mantovano Igp

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Quando si pensa al melone estivo più classico, tondo, dalla buccia verde-grigiolina e la polpa arancione, quello di riferimento è il Melone Mantovano Igp, un’eccellenza lombarda e italiana dalla lunga storia, che parte dai giardini dei Gonzaga nel XV secolo per arrivare a estendersi nel corso degli anni nella zona della Bassa padana, esportato in tutta Europa e negli Stati Uniti. Il marchio di Indicazione Geografica Protetta arriva nel 2013, tutelato da un Consorzio. All’interno di questa varietà sono compresi meloni sia del genere cantalupensis sia reticulatus: c’è il melone retato con fetta Supermarket (quello più iconico), il melone liscio Tamaris, tondo con gusto e profumo agrumato, preferito dagli chef nei loro piatti gourmet, e il melone retato senza fetta Harper, che non presenta scanalature, ma solo la caratteristica buccia reticolata.

7. Meloni pugliesi: carosello e barattiere

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Se scendiamo nel tacco d’Italia troviamo due varietà di meloni dal gusto che somiglia più a quello del cetriolo che del frutto classico: stiamo parlando dei carosello e barattiere, specialità della cucina pugliese, da gustare crudi, conditi con poco olio e sale o nella cialledda, un’insalata di origine contadina con pane, pomodori e cipolle tipica della Puglia e della Basilicata. Questi meloni pugliesi appartengono alla famiglia delle Cucurbitacee e vengono raccolti acerbi (da maggio a luglio) proprio per consumarli come se fossero dei cetrioli: hanno quindi una polpa croccante, ricca di acqua e la buccia verde chiaro, con possibili striature. Ne esistono diverse sottovarietà, come per esempio il Carosello di Manduria, selezionato dall’Arca del gusto di Slow Food come prodotto importante per la conservazione della biodiversità del territorio.

8. Melone serpente

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Il melone serpente fa parte dei cucumis melo del gruppo flexuosus, classificati così per la loro forma allungata, più o meno contorta, che ricorda appunto quella del rettile. Si tratta anche in questo caso di meloni che hanno diverse caratteristiche in comune con i cetrioli: dal colore verde scuro alla polpa chiara, passando per il gusto e l’utilizzo in cucina. La sua origine è antica, portato nel bacino del Mediterraneo dai popoli dell’Asia Minore: in Italia è conosciuto come tortarello, viene consumato in veste di ortaggio e si distingue in tre varietà principali: abruzzese-molisano, siciliano e barese, che difficilmente escono dai confini delle zone di produzione. In Sardegna è coltivato fin dal ‘700 nell’Isola di San Pietro il melone serpente Facussa (parola che deriva dall’arabo faguss, ovvero cetriolo), protagonista della tipica capunadda carlofortina: un’insalata a base di tonno, facussa, pomodoro e cipolla.

9. Melone amaro

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Tra i meloni non dolci si trova anche la Momordica charantia, un frutto a metà tra il cetriolo e la zucchina che è conosciuto con diversi nomi, tra cui melone amaro, e appartiene sempre alla specie dei cucumis melo. Si trova perlopiù nelle zone tropicali, ed è un frutto dalla forma allungata, con buccia verde bitorzoluta, particolarmente aspro di sapore, che viene utilizzato soprattutto nella medicina ayurvedica, per le sue proprietà benefiche antiossidanti e antinfiammatorie. Va consumato quando è acerbo, in quanto, al contrario della maggior parte della frutta e della verdura, la sua polpa più matura più diventa aspra. Nella cucina asiatica, si mangia cotto in ricette salate, saltato in padella, in zuppe speziate e curry.

10. Melone Dino

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Potremmo dire che il melone Dino (o Melon Dino in inglese) è la varietà più amata dagli instagram lovers: quando ci si imbatte in questo frutto è impossibile non fotografarlo. Si tratta di una tipologia che per la forma tonda e per la buccia liscissima, biancastra con qualche macchia scura ricorda quella di un uovo di dinosauro, ed è proprio per questo che si chiama così. La sua produzione si è diffusa nel nostro Paese negli ultimi anni, ma è un melone messo a punto in Corea e poi venduto a un’azienda brasiliana che ne detiene il marchio. Si tratta di una varietà dalla polpa bianca, zuccherina e molto dissetante, particolarmente indicato per sorprendere a tavola i più piccoli.

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