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13 Febbraio 2026 0:02

Ultimo Skill test e una triste eliminazione a MasterChef Italia 15: cosa è successo nella decima serata

Sette i concorrenti rimasti in gara che, in questo nuovo appuntamento, hanno affrontato una Mystery box dal sapore orientale, un Invention test molto interessante e uno Skill test interamente dedicato al mare e diviso in tre step. Al termine della puntata uno dei concorrenti più amati ha dovuto lasciare la masterclass: scopriamo chi è.

A cura di Arianna Ramaglia
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Stiamo per arrivare alle battute finali di questa quindicesima stagione di MasterChef, una produzione Sky Original prodotta da Endemol Shine Italy in esclusiva su Sky Uno e in streaming solo su NOW, sempre disponibili on demand. I sette cuochi amatoriali ancora in gara si sono dovuti sfidare in una Mystery box presieduta da un'ospite d'eccezione: Anna Zhang, vincitrice, appena un anno fa, del titolo di MasterChef, che ha portato alcuni dei suoi prodotti del cuore. Per l'Invention test, invece, gli aspiranti chef hanno potuto assistere a una bellissima cucinata a sei mani di Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli, dovendo poi replicare il piatto realizzato.

Per l'ultimo Skill test della stagione, infine, le cucine della masterclass hanno aperto le porte a uno degli chef che ha fatto del mare la sua filosofia. Parliamo di Ángel León, 3 stelle Michelin al ristorante Aponiente a Cadice, in Spagna, che ha portato nello show cooking più famoso del mondo la sua idea di gastronomia marina, mettendo a dura prova gli aspiranti chef, uno dei quali, alla fine, ha dovuto abbandonare la cucina di MasterChef.

Una Mystery box orientale

La puntata si apre con l'ingresso dei sette aspiranti chef rimasti in gara che si preparano ad affrontare una nuova Mystery box per dimostrare ai giudici, in modo sempre più avvincente, di meritare il titolo di nuovo MasterChef italiano. Per l'occasione arriva nella masterclass un'ospite che meglio di chiunque altro sa cosa vuol dire essere dietro quei fornelli: è Anna Zhang, vincitrice della scorsa edizione di MasterChef. Adesso, però, lei si trova dalla stessa parte dei giudici che le chiedono com'è stato il periodo dopo la vittoria: "È stato un turbinio di emozioni, mi sono dedicata subito al libro che è riuscito ad arrivare anche in una buona posizione in classifica, quindi sono stata davvero soddisfatta. Poi ho visto anche per la prima volta chi mi ha tifato e ho capito che ho davvero fame di questo mondo, del mondo della cucina". Dopo queste parole, che hanno fatto emozionare Carlotta, i concorrenti sono pronti ad alzare la box, sotto cui troveranno alcuni degli ingredienti preferiti della chef: daikon, lemongrass, colatura di alici, tofu, rombo, pak-choi, longan – è un frutto parente del litchishiitake, miglio e zafferano. Ingredienti "versatili, che sanno di casa" per Anna Zhang e che gli aspiranti chef dovranno utilizzare, tutti o solo in parte, per preparare un piatto degno di questa sfida.

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Dopo i 45 minuti di tempo a disposizione, i giudici annunciano un cambio di programma per gli assaggi: non saranno loro a chiamare i tre più bravi, ma vogliono che siano gli stessi concorrenti ad avere la consapevolezza di essere "il migliore". Quindi, chi crede di esserlo, può portare il piatto al cospetto dei giudici che, se confermato, permetteranno al vincitore di saltare il prossimo Invention test, salvandosi direttamente. Chi, invece, si propone ma non vince, avrà uno svantaggio nella prossima sfida. Il primo ad alzare la mano è Matteo R., seguito da Carlotta e Alessandro. È proprio il piatto di quest'ultimo ad andare per primo all'assaggio: il suo "Il rombo di Francesca", composto da un carrè di rombo ripieno di funghi shiitake e salsa al rombo, su salsa teriyaki, pak-choi e longan, piace ai giudici, che lo giudicano molto interessante, equilibrato anche se il rombo risulta leggermente troppo cotto. Il secondo assaggio è quello di Carlotta con "Azzardo" con un involtino di pak-choi con tofu marinato al mirin, soia e vino di riso, con chips di pak-choi e dashi ai funghi shiitake, zafferano e daikon. La sua creazione piace molto ai giudici, sia per l'impiattamento sia per il sapore e l'abbinamento dei vari ingredienti. Infine arriva Matteo R. che presenta "Rombo di tuono" con un rombo marinato con lemongrass e cotto nel succo di longan, con crema di daikon e zafferano, funghi shiitake e pak-choi al forno. Anche il suo piatto viene apprezzato dai giudici, se non per qualche piccolo difetto. Tutti i piatti presentati, quindi, hanno convinto i giudici, ma a vincere è Carlotta, grazie soprattutto alla sua capacità di "aver esaltato gli ingredienti senza snaturarli e per aver pensato fuori dagli schemi". Grazie a questa vittoria, può saltare l'Invention test e salire direttamente in balconata.

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"Azzardo" – Il piatto di Carlotta

Invention test a sei mani

Nell'Invention test, per questa puntata, non c'è nessun invitato. O meglio, gli ospiti d'onore saranno gli stessi tre giudici: Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, indossate le loro giacche da chef, si preparano per una cucinata a sei mani. L'obiettivo della sfida è replicare il piatto degli chef: per questo motivo, i concorrenti possono ammirare i tre giudici realizzare e comporre il piatto, segnando tutti i dettagli, le dosi e i consigli. Parte la preparazione: Locatelli comincia a disossare il piccione, partendo dalle cosce, passando poi al petto e al filetto, mentre Barbieri si occupa della pasta fresca. Cannavacciuolo nel frattempo mette del vino dolce in pentola per ridurlo, con un cucchiaino di glucosio, mentre prepara il succo di carote con una centrifuga. Il filetto di piccione viene marinato con zucchero, sale e agrumi, mentre Barbieri spadella petto, fegatini e rognone, insieme a porro e burro per preparare il ripieno dei tortellini che verrà frullato insieme a uovo, parmigiano, sale, pepe e noce moscata. Mentre Locatelli prepara uno jus con tutte le parti del piccione, Cannavacciuolo rifinisce in modo elegante una carota, che viene messa in padella con il suo succo che servirà a glassare la carota stessa. Barbieri, nel frattempo, mette pancetta tagliata in concassé in una padella con aceto e cioccolato insieme al fondo preparato da Locatelli e Cannavacciuolo: il tutto servirà a guarnire i tortellini. La coscia del piccione viene glassata con salsa kimchi, soia e miele, mentre Locatelli spiega che il petto deve essere servito al sangue e gamba e testa, invece, super croccanti. Con tutti gli ingredienti pronti, gli chef procedono all'impiattamento che gli aspiranti chef dovranno replicare alla perfezione.

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Le preparazioni sono davvero tante e gli aspiranti chef cominciano a capire la difficoltà della sfida: realizzare da soli un piatto preparato da tre chef professionisti. Tortellini, ripieni, salse, glassature, fondi: un mix di sapori messi insieme divinamente che i concorrenti possono assaggiare, a eccezione di Matteo R. e Alessandro, come svantaggio per aver perso la Mystery box. Per loro due, inoltre, non sarà disponibile neanche un secondo vantaggio che avranno, invece, gli altri sfidanti: un aiuto di cinque minuti da parte dei tre chef, in qualsiasi momento della sfida fino a 15 minuti prima della fine. La prima a chiamare i tre giudici è Dounia, in difficoltà con il piccione. Il secondo è Niccolò a cui Barbieri spiega precisamente come realizzare dei tortellini perfetti. Il terzo è Teo, seguito da Matteo Lee a 20 minuti dalla fine, sotto pressione per via delle troppe preparazioni da terminare.

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Il primo ad andare all'assaggio è Teo che convince i giudici, soprattutto per i tortellini stesi e farciti molto bene. A seguire arriva Dounia che purtroppo non riesce a convincere del tutto i giudici, con sapori poco bilanciati ma una cottura del piccione ottima. Prosegue Matteo Lee che secondo Barbieri ha lavorato "bene ma non benissimo" ma apprezza i tortellini che risultano molto precisi. È il turno di Matteo R. che non ha avuto la possibilità di richiedere l'aiuto degli chef: nonostante ciò, il piatto risulta davvero ben fatto, con ingredienti equilibrati, dimostrando così ai giudici di essere "in completa ascesa", come afferma Locatelli. Segue il secondo svantaggiato della sfida, Alessandro che, a differenza del suo compagno, non riesce a soddisfare i giudici, che trovano qualche difetto nelle varie preparazioni. Niccolò, allo stesso modo, non convince i giudici: alcune parti della carne non sono cotte alla perfezione e i tortellini sono un po' crudi.

Dopo gli assaggi, i giudici annunciano il vincitore: Matteo R., che avrà un fantastico vantaggio nello Skill test. Tra Dounia, Alessandro e Niccolò, invece, è proprio quest’ultimo a risultare il peggiore. Però, a sorpresa di tutti, Niccolò non deve abbandonare la cucina di MasterChef, poiché i giudici hanno premiato la sua capacità di aver portato a termine un piatto davvero molto complicato. Gli danno quindi un'altra opportunità, mandandolo direttamente al duello finale del successivo Skill test.

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Uno Skill test che ha il profumo del mare

Per l'ultimo Skill test di questa stagione entra nella cucina di MasterChef uno chef che ha rivoluzionato la gastronomia marina nel suo ristorante Aponiente, 3 Stelle Michelin a Cadice e primo in Andalusia a ottenerle: Ángel León. È lui stesso a spiegare agli aspiranti chef da cosa prende ispirazione la sua cucina: "Per me il mare è stato uno stile di vita, un'ossessione fin da piccolo" racconta, sognando di trovare lì dentro "tutto ciò che si trova sulla terra, come per esempio frutta, tuberi, cereali, fiori. Questa è un po' la filosofia di Aponiente". Lo Skill test si divide in tre fasi, tutte presiedute da Ángel León, con l'ultima sfida in cui il peggiore affronterà Niccolò.

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Primo step

Un risotto di plancton marino è il piatto portato dallo chef per i sei concorrenti in sfida che deve essere replicato. "Il plancton è un ingrediente che abbiamo scoperto noi" afferma lo chef che procede a spiegare il piatto, definendolo molto semplice, con una base di cipolla e seppia, a cui si aggiunge il riso, si mescola, si aggiunge il fumetto, alla fine di tutto si unisce il plancton e si risotta. Importante, sottolinea chef León, è che il plancton, che sarà in polvere, si reidrati bene nell'acqua, mescolandolo per evitare la formazione di grumi. Le guarnizioni del risotto sono invece realizzate con aioli tradizionale – semplicemente tuorlo d'uovo e aglio e poi montati con olio di semi di girasole e un po' di limone, come una maionese – e garusoli, lumache di mare, da bollire in acqua. Per Matteo R., vincitore dell'Invention test, c'è un grandissimo vantaggio: la possibilità di essere aiutato dallo chef Ángel León in persona per 5 minuti. Inoltre, può decidere chi tra gli sfidanti deve rimanere fermo per i primi 10 minuti: il concorrente scelto è Teo.

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Risotto di plancton marino di Ángel León

Dopo 45 minuti, i primi tre aspiranti chef ad andare all'assaggio sono Dounia, Matteo Lee e Matteo R.. Il primo piatto, quello di Dounia, non convince i giudici, sia per la presentazione – in quanto il piatto non è stato pulito dopo l'impiattamento – sia per il riso che risulta crudo, anche se per León il sapore è buono. Dounia, quindi, deve affrontare il secondo step dello Skill test. Anche la replica di Matteo Lee presenta qualche difetto, come l'olio d'oliva aggiunto alla fine che nel piatto originale non è presente e l'aioli risulta un po' troppo forte. Anche lui, purtroppo, deve affrontare il secondo step. Neanche l'ultimo piatto, quello di Matteo R. conquista i giudici, in quanto risulta insipido e senza sapore, per questo è costretto a tornare dietro i fornelli.

Proseguono poi i restanti tre. Si inizia con Carlotta il cui piatto risulta buonissimo, "con il riso cotto perfetto, il sale giusto, l'aioli perfetto" secondo lo chef León. Carlotta, quindi, è salva e può salire in balconata. È il turno di Alessandro che, purtroppo, non è riuscito a ultimare il piatto: manca l'aioli. Oltre a questo, il piatto risulta comunque poco carico di sapore, il plancton si sente poco e il riso risulta duro. Anche per lui non è ancora il momento della balconata e deve, quindi, tornare dietro i fornelli. Finisce Teo che, nonostante lo svantaggio, presenta un piatto molto buono e con sapori decisi: anche lui sale diritto in balconata.

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Secondo step

Le luci della masterclass si spengono e lo chef León fa immergere i concorrenti nella bioluminescenza marina, un fenomeno attraverso cui alcuni organismi viventi producono luce grazie a reazioni che convertono energia chimica in luminosa. "È un granchio che produce luce marina. Nel ristorante Aponiente c'è un momento in cui spegniamo la luce e serviamo una zuppa luminescente, così che i clienti possano mangiare la luce del mare". Lo chef, dopo questo incredibile spettacolo, alza la cloche dove si trova il secondo piatto portato per l'occasione: una triglia in un pil pil preparato con peperoncino e aglio, che viene accompagnata da una pianta salata saltata. La particolarità del piatto è nella modalità di cottura, quella del sale vivo: "Quello che facciamo è trasformare l'acqua del mare in sale, portando il sale a una temperatura di 90 gradi". Ciò che devono fare i concorrenti è preparare un piatto di mare, composto da una triglia cucinata con la tecnica del sale vivo, più una salsa e un contorno. Ángel León mostra ai concorrenti come funziona la sua tecnica: prende una bottiglia fredda contenente dell'acqua e la versa sopra il pesce e, nel momento in cui cade nel piatto, si trasforma in una sorta di crosta di sale calda. Lo chef annuncia che, per questa prova, darà ai concorrenti "mezzo litro di acqua e mezzo litro di sale, che farete bollire venti minuti, poi lo metterete qui dentro (indicando le bottiglie ndr) e porterete al freddo, perché avrete bisogno di quindici minuti per farlo raffreddare". Una tecnica nata, come spiega León, per richiamare l'attenzione sulla produzione del sale, quando le saline presenti nel suo posto in cui vive sono passate da trecento a una.

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Gli aspiranti chef hanno 60 minuti a disposizione per realizzare il proprio piatto con la tecnica del sale vivo, insieme ad altri ingredienti scelti dallo chef. Matteo R., in quanto (ancora) vincitore dell’Invention test, decide di svantaggiare Matteo Lee che deve cucinare con 10 minuti in meno. Il primo ad andare all'assaggio è Alessandro con "Una magia per Luca" a base di triglia, cavolfiore e pesto di uova di triglia. Il piatto viene lodato da León che lo giudica molto buono, saporito, elegante ed equilibrato, aggiudicandosi così la salvezza.

"Fanta-triglia" è il nome del piatto di Matteo R. – con una triglia marinata con mirin accompagnata da crema di asparagi e carota viola – che risulta troppo salato e non convince i giudici. Matteo Lee presenta "Sale la cazzimma" con triglia marinata con mirin, cavolo viola, asparagi e una crema di cavolfiore cotto nel latte di mandorle: un piatto troppo neutro, in cui non c'è sapore e dove gli ingredienti non sono ben amalgamati. Termina gli assaggi Dounia con "L'apprendista stregone" composto da una triglia in infusione di peperoncino e olio con crema di asparago bianco in latte di mandorla e asparagi verdi sbianchiti. Un piatto semplice ma ricco di sapore che le vale la salvezza immediata, salendo in balconata. Tra Matteo R. e Matteo Lee, i due piatti peggiori, a essere salvo è il primo. Matteo Lee deve affrontare Niccolò nell'ultimo step.

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Terzo step

L'ultima cloche dello chef Ángel León nasconde 10 ingredienti di mare portati da lui: fegato di rana pescatrice, bottarga di muggine, radice di alga, che come spiega León ha una consistenza molto simile a quella dei fagiolini ma sa di mollusco. Si prosegue con le piante alofite, la pelle di murena, le squame di pesce, il granchio, la chistorra o salsiccia di mare, portata in quanto lo chef è specializzato in insaccati di mare, come anche il guanciale marino e la zostera, che "assomiglia a una quinoa o a un riso", ultima scoperta dello chef. Per la prova, i due sfidanti devono cucinare con 5 ingredienti a testa, che si assegneranno a vicenda ogni 5 minuti. Matteo R. può decidere chi è il primo di loro a scegliere gli ingredienti ed è Niccolò, che assegna a Matteo Lee la pelle di murena, che a sua volta dà a Niccolò le piante alofite. Con 30 minuti a disposizione, i due sfidanti cominciano la prova. Gli altri ingredienti che compongono il piatto di Niccolò sono squame di pesce, fegato di rana pescatrice, guanciale di mare e granchio. Matteo Lee, invece, deve lavorare con bottarga di muggine, salsiccia di mare, zostera e radice di alga.

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Al termine della prova, si passa ai due assaggi. Comincia Matteo Lee con "Zostera esplosiva" composto da zostera saltata con salsiccia di mare, radice di alga kombu, pelle di murena fritta e bottarga grattugiata. Il cereale risulta molto secco mentre la pelle non ha terminato perfettamente la cottura, ma lo chef León lo considera comunque un buon piatto. Niccolò, invece, con il suo "Ci vuole un fegato così" ha preparato un fegato di rana pescatrice scottato sopra una foglia di ostrica, guanciale marino croccante e squame di pesce fritte, salsa di guanciale, fegato, bisque di granchio e olio di piante alofite. "È un piatto con molta personalità" afferma lo chef León, anche se confessa che la ricetta può piacere solo a chi ama il mare, in caso contrario "non piacerà mai". Dopo un'attenta analisi da parte dei giudici, arriva il verdetto finale: a dover abbandonare per sempre la cucina di MasterChef è Matteo Lee, mentre il piatto di Niccolò viene considerato da Cannavacciuolo "uno dei migliori di questa edizione".

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