
Un video diventato virale nelle ultime ore mostra un rider fermo in strada, a Napoli, intento a consumare del cibo dalla confezione che avrebbe dovuto – probabilmente – consegnare a un cliente. Le immagini, riprese da un residente e finite sui social, sono state condivise anche dall'Eurodeputato Francesco Emilio Borrelli, scatenando un'ondata di commenti e reazioni. Dalla confezione visibile nel filmato sembrerebbe che l'ordine sia stato effettuato tramite Fresco, ma su questo punto, come sul resto della vicenda, non ci sono conferme ufficiali. Infatti, è bene chiarire che dalle poche immagini circolate non è possibile stabilire con certezza cosa sia realmente accaduto prima che partisse la consegna.
Inoltre, non si può non tenere in considerazione che dal video la busta appare danneggiata, strappata in più punti: un dettaglio che, di per sé, rende difficile immaginare che quel pacco potesse essere recapitato a un cliente. Allo stesso modo, non è neppure inequivocabile che si tratti dell'ordine di un cliente terzo: sulla base di quanto visibile, il rider potrebbe anche aver consumato un proprio pasto, regolarmente ordinato e destinato a una sua pausa durante un turno di lavoro. Prima di trarre conclusioni, vale quindi la pena ricostruire gli scenari plausibili e capire cosa prevede, in linea generale, la prassi di settore.
I possibili scenari: cosa può giustificare il gesto e cosa no
Nel mondo delle consegne a domicilio esistono situazioni, tutt'altro che rare, in cui un rider si ritrova con un ordine tra le mani senza poterlo più recapitare. Può succedere che il cliente non risponda al citofono o al telefono entro il tempo massimo di attesa previsto dalla piattaforma (in generale tra i 5 e i 10 minuti), oppure che l'ordine venga annullato all'ultimo momento, magari proprio nei minuti in cui il rider è già in viaggio con il pacco. In questi casi, il ristorante o l'esercizio commerciale non può riprendere il cibo già preparato e sigillato, per evidenti ragioni igienico-sanitarie: una pietanza che è uscita dalla cucina ed è stata trasportata all'esterno non può essere rimessa in vendita, né riconsegnata ad altri clienti.
Il rider, a quel punto, si trova materialmente con un pasto che non può più portare a destinazione e che nessuno può recuperare. Nessuna normativa o regolamento di piattaforma attribuisce esplicitamente al fattorino il diritto di mangiare quel cibo, ma è altrettanto vero che, di fronte all'alternativa di gettarlo, consumarlo appare una scelta più che comprensibile dal punto di vista pratico, oltre che meno dispendiosa in termini di spreco alimentare. In uno scenario di questo tipo, insomma, il rider non starebbe commettendo nulla di scorretto nei confronti del cliente, semplicemente perché la consegna a quel cliente non sarebbe più possibile per cause a lui non imputabili.
Diverso sarebbe invece il caso in cui il rider avesse approfittato della situazione consumando parte di un ordine ancora regolarmente attivo e destinato a un cliente in attesa. Un comportamento del genere solleverebbe questioni evidenti sotto il profilo dell'igiene alimentare e del rispetto verso chi ha pagato per ricevere il proprio pasto integro. Al momento, sulla base di quanto diffuso pubblicamente, non è possibile stabilire con certezza in quale dei due scenari rientri l'episodio, né tantomeno se il pasto in questione appartenesse effettivamente a un cliente o allo stesso rider. In assenza di tutti questi dettagli, ogni giudizio sul comportamento del rider è giusto definirlo prematuro.