Simili nella forma ma non nel gusto e nel sapore, ciliegie, visciole e amarene abbondano sui nostri banchi nei primi mesi caldi dell'anno e per molti sono dei veri e propri irrinunciabili peccati di gola. Cosa sono le visciole e in che periodo si trovano? Che differenza c'è tra amarene e visciole? E le ciliegie allora? Sfatiamo subito un falso mito: ciliegie, amarene e visciole non sono la stessa cosa e, come vedremo, nonostante le numerose somiglianze, derivano da piante diverse appartenenti alla stessa famiglia. Vi abbiamo un po' confuso? Niente paura, se anche a voi è capitato di confondervi almeno una volta, è arrivato il momento di imparare a riconoscerle e gustarle nel modo migliore possibile.

1. Ciliegie

Le ciliegie sono i piccoli frutti del Prunus Avium, anche noto come "ciliegio dolce". Diffuse già tra i faraoni d'Egitto, amatissime nell'antica Grecia e giunte in Italia al tempo dei romani, le ciliegie si distinguono per una polpa soda e abbondante, particolarmente succosa. Il gusto della ciliegia è dolce e amabile (non a caso delle ciliegie si dice che "l'una tira l'altra") e solo in Italia se ne contano numerosissime varietà, dalla Moretta di Vignola Igp alla Marostica di Vicenza passando per la "Ferrovia" barese. Più o meno dolci, tondeggianti o cuoriforme, le ciliegie si gustano al naturale o in ricette più o meno elaborate, sia dolci sia salate. La fioritura delle ciliegie avviene in primavera, contemporaneamente alla comparsa delle foglie, in un momento particolarmente. Depurative e dietetiche, nonostante il buon quantitativo di zuccheri, le ciliegie proteggono e sostengono il sistema immunitario, regolano e stimolano il sistema nervoso e presentano proprietà antiossidanti contrastando l'invecchiamento  cellulare e l'azione dei radicali liberi.

2. Visciole

Frutti della pianta Prunus Cerasus, conosciuto anche come "ciliegio acido" o "visciolo", le visciole sono piccole sfere non più grandi di 1,5 centimetri, caratterizzate da una polpa succosa e croccante poco aderente al nocciolo e un sapore dolce con un retrogusto acidulo. Utilizzate per lo più per la preparazione di marmellate, le visciole sono ciliegie selvatiche tipiche delle campagne delle Marche: qui crescono in maniera spontanea su piccoli alberi con rami dritti e foglie molto larghe, capaci di adattarsi anche a climi ostili. Nella tradizione marchigiana, le visciole vengono impiegate nella produzione del famoso quanto antico vino di Visciole, un vino liquoroso servito come da dessert a fine pasto.

Le visciole sono ricche di sali minerali e vitamine, in particolare vitamina C e vitamina B; contengono un quantitativo di betacarotene quasi dieci volte superiore a quello delle ciliegie e vantano proprietà antinfiammatorie, antireumatiche e antiossidanti. Ricche di acqua e fibre, sono consigliate in caso di diete ipocaloriche e dimagranti e si rivelano grandi alleate della mucosa intestinale e delle naturali funzioni dello stomaco.

3. Amarene

Le amarene, come le visciole, appartengono alla varietà di ciliegie a frutto acido e sono riconducibili alla pianta chiamata Prunus Cerasus. Piccole dimensioni, polpa e succo di colore chiaro e un gusto leggermente amarognolo e acidulo sono le caratteristiche principali delle amarene, apprezzate in confetture, conserve e sciroppi. Rispetto alle ciliegie, le amarene sono più piccole e più aspre, mentre dalle visciole si distinguono per un colore più chiaro e meno intenso.

E le marasche? Parliamo di una varietà di amarene dal sapore maggiormente acidulo, ottime in dolci e liquori come il celebre maraschino.