Di stranezze gastronomiche in queste pagine ne avete viste probabilmente molte. Dai crostacei gustosi ma che sembrano zampe di gallina al fungo messicano che cresce nelle pannocchie, passando per la banana blu o le foglie d’ostrica. Opere firmate da una natura apparentemente beffarda e divertita, che si è dilettata nella creazione di specie (naturali e animali) di cui forse non conoscevate nemmeno l’esistenza.

Al nostro elenco di bizzarrie che si possono trovare in giro per il mondo se ne aggiunge una decisamente peculiare, che a una prima occhiata potrebbe sembrare un ardito quanto diverto ritocco fotografico, ma è quanto madre natura è riuscita a creare con la sua infinita fantasia. Non è difficile cogliere, solamente guardando l’albero della jabuticaba, quale sia la strana quanto affascinante (e unica) particolarità di un arbusto tipico delle foreste brasiliane.

Ci troviamo di fronte a uno degli alberi tra i più peculiari al mondo. Questa pianta, che fa parte della stessa famiglia del mirto (e che è entrata nell’Arca del Gusto Slow Food), conquista l’occhio e la curiosità sin dal primo sguardo. I frutti non crescono alle estremità dei rami, come avviene solitamente nelle altre specie, bensì direttamente lungo tutto il loro corpo e sul tronco. Ecco quindi numerose palline, quando mature di colore violaceo tendente al nero, che ricoprono il fusto quasi nella sua interezza; regalando uno spettacolo visivo unico al mondo. Spettacolo che è probabilmente più affascinante quando i frutti non sono maturi: nel momento in cui i fiori bianchi e soffici come nuvolette sembrano vestire l’albero di una candida patina, quasi come se fosse ricoperto di neve.

fiori bianchi jabuticaba
in foto: I fiori della jabuticaba

Jabuticaba: origine del nome e caratteristiche

La jabuticaba, pianta conosciuta da oltre 400 anni ma sicuramente molto più “antica”, è il nome che i conquistadores portoghesi diedero all'albero. Letteralmente significa “luogo dove vivono le tartarughe” e si trova prevalentemente nel Paese della samba, in particolar modo all’interno della foresta atlantica dello Stato di Minas Gerais. Qui ha trovato l’habitat giusto per preservarsi: per crescere infatti ha bisogno di un clima costante tutto l’anno, oltre che di molta acqua e umidità garantite dalle abbondanti precipitazioni locali.

Il nome non è certo casuale: ai piedi degli alberi, quando i frutti cadono a terra, giungono in massa numerosi esemplari di tartaruga, ghiotti di questi acini neri molto somiglianti alla tradizionale uva. Altro nome della pianta, infatti, è uva di montagna, o uva silvestre/selvatica.

frutti neri acini jabuticaba
in foto: I frutti della jabuticaba

L’accostamento all’uva non è solo visivo ed estetico. Con i frutti della jabuticaba, infatti, si produce una bevanda alcolica molto simile al vino. La sua buccia, inoltre, è particolarmente ricca di tannini e antociani (che le conferiscono un sapore piuttosto acre) e per questo solitamente il frutto si mangia solo dopo averlo pulito della sua pelle. Gli acini, inoltre, devono essere consumati rapidamente perché dal momento della loro raccolta iniziano a fermentare dopo tre o quattro giorni.

Le proprietà dei frutti di jabuticaba

La polpa, di colore bianco, ha un sapore dolce con una piccola nota acida. Al suo interno sono presenti al massimo 4 semi, ma non pensate di piantarli per avere a casa la vostra jabuticaba personale. Prima di tutto, perché la pianta ha bisogno di temperature costanti tutto l’anno e tanta acqua. In secondo luogo, un esemplare di questa specie impiega quasi 8 anni per crescere e fare i primi frutti. Se non siete armati di una buona scorta di pazienza (e molto tempo da dedicarne), insomma, limitatevi solamente a mangiare gli acini.

frutto di jabuticaba in mano

Con i frutti della jabuticaba possono essere realizzate marmellate, dolci, gelatine, bevande alcoliche e analcoliche. Le popolazioni locali consumano i suoi acini per combattere prevalentemente problemi di stomaco, asma e tonsille gonfie. La polpa è ricca di ferro, fosforo, vitamina C, alcune ricerche inoltre ne hanno anche individuato all’interno una sostanza antiossidante molto potente, chiamata jaboticabin, ritenuta antitumorale.