
Se in Italia i tagli del pollo più popolari sono il petto e la coscia, nella cucina statunitense e in quella asiatica anche le ali di pollo hanno un ruolo da vere protagoniste, in particolare quando si parla di piatti tradizionali e dello street food, basta pensare alle celebri chicken wings a stelle e strisce, probabilmente una delle ricette più iconiche made in Usa per gustarle. Si tratta dell’arto anteriore del volatile, una parte piccola in termini di dimensioni, ma ricca di gusto, contenendo una quota di grassi e collagene superiore rispetto al petto, pur rimanendo all'interno di una carne generalmente considerata magra. Le ali di pollo sono le regine di preparazioni sfiziose, dalle fritture al forno, arricchite da marinature, glasse e condimenti speziati, piccanti o aromatici, passando dallo yogurt alla salsa barbecue, che insaporiscono ed esaltano la tenerezza della polpa. Mangiate con le mani, poi, diventano ancora più golose.
Come pulire le ali di pollo prima di cucinarle
Se sei poco pratico di ali di pollo, ma ti incuriosiscono, ci sono alcune informazioni utili da sapere per portarle in tavola nel migliore dei modi. Prima di tutto, l’ala del pollo è composta da tre sezioni distinte: la prima è la porzione più vicina al corpo, detta in inglese drumette, che somiglia a un fuso, contiene però diversi ossicini, ed è la più polposa; la seconda, invece, è la wingette o flat, ampia e piatta, attraversata da due ossicini paralleli, a cui segue la punta (o tip), dove a prevalere sono la pelle e la cartilagine. In commercio le ali si trovano intere, oppure già divise: in quest’ultimo caso tendono a prendere il nome di alette, termine che in italiano è tendenzialmente usato come sinonimo.
Se hai acquistato le ali complete, munisciti di un buon coltello affilato e separa le prime due parti all’altezza dell’articolazione: entrambe sono ottime per essere impiegate nella ricetta che hai scelto. La punta, invece, si scarta, ma non si butta: è sì povera di carne, ma diventa preziosa in brodi e fondi. Come per il pollo in generale, le ali non si lavano o si rischia la proliferazione batterica, e se è presente qualche residuo di piumaggio va tolto con una pinzetta o fiammeggiato, facendo sempre attenzione a non bruciarsi. La pelle, proprio come le ossa (finissime), nelle ali è fondamentale per dare la tipica sensazione di croccantezza e di “scrocchiare” in bocca: lasciale acclimatare una volta tolte dal frigorifero e tampona delicatamente con carta da cucina, così da eliminare l'acqua in eccesso. Va da sé che a seconda della materia prima la qualità cambia: il taglio è di per sé economico, quindi scegli se possibile un pollo a crescita lenta, biologico e non da allevamento intensivo, sarà ancora più conveniente perché rispetta il benessere animale.
Di seguito, ecco qualche idea per metterti subito all’opera.