19 Gennaio 2024 13:00

Cosa sono i polli broiler e come evitare di comprarli

Cosa sono i polli broiler, perché dovremmo evitare di mangiarli, quali sono le conseguenze sul pianeta e sulla nostra alimentazione. E, soprattutto, come fare a riconoscerli ed evitarli.

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A cura di Francesca Fiore
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Se è noto che la carne di pollo è una delle più consumate al mondo, forse non tutti sanno che la gran parte degli allevamenti da cui proviene è intensivo. All'interno di questi allevamenti ci sono i così detti polli broiler, ovvero polli da carne: tutti quei polli selezionati geneticamente con l'obiettivo di allevarli per consumarne la carne. E, fin qui, niente di particolarmente strano: il problema è che il pollo broiler viene "forzato" a una crescita che non ha nulla di naturale. Vediamo nel dettaglio cosa sono i polli broiler e come evitare di acquistarli.

Polli broiler: tutti li mangiamo, ma nessuno lo sa

Tutti avranno visto almeno una volta l'immagine dei tipici polli bianchi dalla cresta rossa e dalla pelle gialla, originati dall’incrocio di più razze per ottimizzare l'allevamento, ovvero venderli a un prezzo molto contenuto. Si tratta di polli broiler, la tipologia più diffusa: basti pensare che, in Italia, il 98% dei polli allevati sono broiler. Ma cosa vuol dire esattamente?

Il pollo broiler è un pollo che cresce più velocemente del normale: si tratta di una selezione genetica messa in atto per ottenere una crescita accelerata di petto e coscia, qualcosa che porta ai volatili enormi sofferenze. Questo tipo di allevamento, popolato dagli esemplari di Gallus gallus domesticus, è stato creato a partire dagli anni '30, per poi perfezionare le tecniche di allevamento durante gli anni '60: la crescita esponenziale della domanda ha spinto gli allevatori americani a creare incroci genetici che permettessero ai polli una crescita rapidissima, così da soddisfare la richiesta di carne. Durante il corso degli anni, queste tecniche di allevamento si sono spinte oltre, arrivando addirittura a garantire un tasso di crescita maggiore del 400% rispetto ai polli allevati con i metodi tradizionali.

Un animale allevato tradizionalmente, per fare un esempio, a 4 mesi di età arriva a pesare 1,2 kg, massimo 1,5 kg: il pollo broiler, in appena 45-50 giorni di vita, arriva a pesare quasi 3 kg. Questo tipo di polli, o forse sarebbe meglio chiamarli pulcini giganti, vive fra i 40 e i 60 giorni. Questo comporta per loro una serie di sofferenze atroci, prima di arrivare alla morte, ma permette a noi di mangiare carne di pollo a prezzi decisamente stracciati.

Come vengono allevati i polli broiler? Niente gabbie, ma in compenso capannoni sovraffollati (considera una superficie inferiore a un foglio A4 per ogni pollo) in cui sono stipati centinai e centinaia di polli, che convivono fra loro e con gli stessi escrementi che producono: l'aria diventa irrespirabile, perché il capannone non viene pulito se non alla fine del ciclo di vita. La crescita accelerata, favorita da mangimi ultra energetici, fa sì che le zampe di questi esemplari non riescano a sorreggere il loro peso, cosa che impedisce spesso agli stessi polli di spostarsi per bere e mangiare e causa fratture e rotture di ossa. Preda delle malattie anche se vengono vaccinati immediatamente, non vedono praticamente mai la luce del sole, ma vivono in una condizione di ventilazione e illuminazione forzate. Anche il ciclo luce – buio è programmato per poter spingere il più possibile la crescita dei polli.

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In tutto questo ci preme sottolineare come la Direttiva europea 98/58/CE obbliga i Paesi membri a rispettare le disposizioni a tutela del benessere degli animali allevati e a evitare loro dolori, sofferenze o lesioni inutili, cosa decisamente disattesa da un Paese come il nostro, dove il 98% dei polli sono broiler. Malgrado i richiami dell'Ue, infatti, è di qualche tempo fa la decisione del nostro governo di proseguire comunque su questa strada.

Le conseguenze del consumo di carne di polli broiler

Tralasciando l'enorme inquinamento provocato dagli allevamenti intensivi e la tragicità della vita di questi animali, le conseguenze del consumo di questo tipo di animali hanno un impatto importante anche sulla nostra salute. È stata la stessa EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare dell'Ue, a confermare, ormai diversi anni fa, che la carne di pollo è una delle cause principali dei casi di campilobatteriosi (infezioni da Campylobacter) nell’uomo: ma non è l'unica patologia, infatti anche la salmonellosi deriverebbe in gran parte dal consumo di questo tipo di carne.

In generale, è ormai chiaro come consumare prodotti da allevamenti intensivi come quelli dei polli broiler crei problemi alla salute umana.

  • Il cibo prodotto con l'allevamento intensivo, infatti, possiede scarse capacità nutritive: la crescita accelerata e i metodi usati per produrre carne da allevamento intensivo fanno sì che sugli scaffali dei nostri negozi arrivino prodotti che hanno perso le loro proprietà originarie e che risultano scarsamente nutritivi.
  • Può provocare resistenza agli antibiotici, ovvero quel fenomeno per cui i farmaci sono poco efficaci o non lo sono per niente. La maggior parte degli antibiotici ingeriti però proviene proprio dagli allevamenti intensivi: l'Italia è il terzo Paese europeo a farne il maggior uso, secondo i più recenti dati dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA).
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L’aspetto di un pollo ruspante

Come riconoscere (ed evitare di comprare) un pollo broiler

Affidarsi a un macellaio di fiducia, che ci fornisca informazioni sulla provenienza, nonché sui metodi di allevamento, delle sue carni è sempre la cosa migliore: ma per coloro che non hanno questa possibilità, come fare a riconoscere una carne di qualità al supermercato? Purtroppo i polli broiler non hanno un marchio che mi metta in "evidenza" rispetto altri polli, ma ci sono degli elementi da osservare per evitare questo tipo di acquisti.

Per prima cosa, devi sempre leggere bene l'etichetta, dove sono riportati varie informazioni: oltre a taglio, peso, data di scadenza, provenienza e le eventuali certificazioni.

  • Preferisci sempre animali allevati con metodo biologico, ove possibile, o provenienti da allevamenti all’aria aperta, liberi di muoversi e alimentati con cibi sani.
  • Se lo compri intero osserva le dimensioni di petto e cosce: devono essere proporzionati al resto del pollo e non eccessivamente grandi. Un petto molto gonfio e largo è il segnale che si tratta di un pollo allevato intensivamente.
  • Il peso è un elemento fondamentale: i polli di allevamento di alta qualità dovrebbero avere un'età compresa fra i 3  e i 4 mesi di vita e un peso che va dal kg al 1,4 kg. Il pollo ruspante, invece, dovrebbe pesare fra 1,2 kg e i 2 kg.
  • La carne deve essere soda, rosea (o tendente al giallo nel caso dei polli ruspanti) ed elastica al tatto: verifica che si può fare solo dopo averlo comprato.
  • Un'altra verifica che puoi fare mentre lo cucini è la quantità di acqua che perde: se le sue dimensioni si riducono di circa la metà puoi essere abbastanza sicuro che quella carne non viene da un allevamento estensivo (e decidere quindi di rivolgerti ad altri commercianti per i prossimi acquisti).
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A cura di
Francesca Fiore
Giornalista gastronomica appassionata da sempre di tradizioni locali, prodotti tipici e itinerari culinari, approdo a Ciaopeople nel 2019, dopo aver collaborato per anni con le principali riviste di settore, diretto un programma radiofonico e un magazine cartaceo incentrato sui viaggi gastronomici. Cresciuta in un ambiente naturale come quello dei Nebrodi che fa della gastronomia uno dei suoi punti di forza, sono una grande amante di tutti quei contesti sincretici dal punto di vista gastronomico e mi appassiono molto alle storie personali. Oltre al grande peso che il cibo ha nella mia vita - non solo in termini di lavoro quotidiano, ma anche di studio e ricerca - mi interesso di storia italiana e internazionale, che seguo durante il tempo libero, amo smodatamente gli animali e la mia terra d’origine.
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Quello che i piatti non dicono
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