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Il cibo italiano continua a conquistare i consumatori di tutto il mondo e, nonostante la pandemia, migliora i propri numeri. La varietà e la golosità della nostra tradizione fanno gola a tutti e un esempio ne è la piadina romagnola Igp. Nel 2020, per la prima volta nella storia, la piadina ha sfondato il muro delle 20 mila tonnellate di prodotto per un +23,3% rispetto al 2019. La certificazione di Indicazione Geografica Protetta è entrata in campo nel 2014 e in sei anni la crescita è stata esponenziale e sorprendente, per un +225%, numeri davvero straordinari che sottolineano il grande lavoro fatto dal consorzio.

Com'è fatta la piadina romagnola

Il ruolo dell'etichetta Igp nello sviluppo di questo mercato è evidente: l'87% della produzione di piadine in Italia avviene proprio secondo i crismi del consorzio. Ma com'è che una classica ricetta della piadina si trasforma in "Piadina Romagnola" o "Piada Romagnola Igp"? Il disciplinare in realtà non è molto stringente, di base obbliga ai consociati di non usare conservanti, aromi e additivi vari.

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Divide il prodotto in due categorie: la classica, compatta, friabile e spessa; e la Riminese, più morbida, sottile e con un diametro maggiore. Quest'ultima può essere prodotta solo nelle province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e nella parte della provincia di Bologna a est del fiume Sillaro. Gli ingredienti sono solo quattro: acqua, farina 00, sale e grassi, sta poi al produttore scegliere se usare lo strutto o l'olio d'oliva.

Il presidente del consorzio, Alfio Biagini, dice che l'aumento delle vendite "testimonia l'apprezzamento dei consumatori che hanno visto nell'Igp una garanzia di qualità del prodotto. La certificazione stabilisce il pieno rispetto, da parte di un apposito organo di controllo, del disciplinare di produzione secondo i quattro ingredienti cardine della tradizione".

Come farcire la piadina romagnola Igp

La bellezza della piadina romagnola è che può essere farcita nei modi più disparati. Sta tutto nella fantasia del cuoco. I ripieni più tradizionali sono sicuramente con i salumi, come prosciutto cotto, salame, coppa e coppa di testa, e formaggio, su tutti lo squacquerone. Altra farcia tipica è con la salsiccia cotta alla brace, o alla piastra, spesso accompagnata dalla cipolla caramellata o arrostita.

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Molto buona anche con la porchetta d'Ariccia e per i più golosi consigliamo una farcitura con hamburger, salsa barbecue, insalata e pomodori, come un classico panino. Altro abbinamento, ormai diventato un must, per i ghiotti è con il kebab: soprattutto in Italia il binomio tra il piatto di origine Turca e la piadina romagnola è tra i più fortunati in circolazione.

Un ripieno che suggeriamo e che viene dal Mezzogiorno è con prosciutto crudo e mozzarella, interessante anche la farcitura vegetariana con squacquerone e rucola. Ottima anche la versione vegana: la piada preparata con l'olio al posto dello strutto, il tofu in sostituzione della carne e un accompagnamento di melanzane grigliate, rucola e pomodoro.

Abbiamo detto che l'unico limite è la fantasia e allora provatela con il salmone affumicato e pepe rosa oppure con le alici e la mozzarella o perché no, con una tartare di tonno. La piadina si sposa molto bene col pesce, ottima è con un'altra tartare, di orata, abbinata alla tzatziki, rucola, mandorle tostate, zucchine gratinate e peperoni cruschi. A proposito di influenze greche, la piadina romagnola può essere farcita anche come un classico gyros, una versione ellenica della piada.

Per chi è più da dolce che da salato, una semplice spalmata di crema alla nocciola, o una marmellata, è semplice ed efficace.