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31 Agosto 2026
12:58

Allergia vs intolleranza alimentare: quali sono le differenze e come capire di cosa si tratta

Allergia e intolleranza possono sembrare la stessa cosa, ma dentro il nostro organismo succedono cose molto diverse. Sono Simone Gabrielli, biologo nutrizionista, e ti spiego la differenza tra le due reazioni e come capire se soffri di intolleranze o allergie alimentari.

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Allergia o intolleranza? Ti confondi sempre e non sai mai quale sia la differenza? In realtà, si tratta di due reazioni molto diverse: l'allergia alimentare è una risposta eccessiva del sistema immunitario a una sostanza chiamata allergene; può comparire anche dopo aver assunto una quantità molto piccola dell'alimento e provocare sintomi che vanno dall'orticaria fino, nei casi più gravi, allo shock anafilattico. L'intolleranza alimentare, invece, coinvolge il metabolismo e il sistema digestivo, è generalmente dose-dipendente e può causare soprattutto gonfiore, crampi, dolori addominali e altri disturbi intestinali.

Anche i tempi di reazione possono cambiare: un'allergia può comparire nel giro di pochi minuti o qualche ora, mentre un'intolleranza tende a manifestarsi più lentamente. Ma perché il nostro organismo reagisce in modo così diverso? La risposta sta proprio nei meccanismi che si attivano al suo interno.

Sono Simone Gabrielli, biologo nutrizionista, e ti spiego quali sono le differenze tra allergie e intolleranze alimentari, come si manifestano e quali esami possono aiutare a capire di cosa si tratta.

Cosa sono le allergie alimentari

Nel caso delle allergie, è il sistema immunitario a entrare in azione contro una sostanza esterna, chiamata allergene, che viene riconosciuta come una minaccia: a quel punto, l'organismo produce anticorpi specifici che provocano il rilascio di istamina e fanno partire la reazione allergica.

Una delle caratteristiche principali è la quantità necessaria a scatenare la reazione: può bastare anche una quantità molto piccola dell'alimento, persino una semplice traccia. La risposta può comparire rapidamente, da pochi minuti fino a qualche ora dopo l'esposizione all'allergene e i sintomi possono essere molto diversi per intensità e manifestazione: si va da sfoghi sulla pelle e orticaria a nausea e crampi, fino al gonfiore di bocca, lingua e vie respiratorie; nei casi più gravi, invece, può verificarsi uno shock anafilattico.

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Tra gli allergeni alimentari più comuni troviamo latte, uova, crostacei, molluschi, pesce, frutta a guscio, arachidi, soia, lupini, semi di sesamo e cereali contenenti glutine. Attenzione però a non confondere questi ultimi con la celiachia: in passato veniva considerata erroneamente un'intolleranza, mentre oggi sappiamo che è una malattia autoimmune.

Cosa sono le intolleranze alimentari

Con le intolleranze il meccanismo cambia: non è il sistema immunitario a provocare la reazione, ma sono coinvolti soprattutto il metabolismo e il sistema digestivo. Per questo motivo la quantità di alimento consumata può fare la differenza: l'intolleranza è infatti generalmente dose-dipendente, ovvero, dipende dalla soglia personale entro la quale una persona può assumere una determinata sostanza senza sviluppare sintomi. Superata quella quantità, invece, possono comparire disturbi soprattutto a livello dell'apparato digerente.

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In molti casi il problema è legato alla carenza o al malfunzionamento di un enzima necessario per metabolizzare una specifica sostanza. È il caso dell'intolleranza al lattosio, la più conosciuta: quando l'enzima lattasi è carente, il lattosio non viene correttamente scomposto e arriva nell'intestino, dove viene fermentato dai batteri. Da qui possono comparire gonfiore, dolori addominali e diarrea.

C'è però un caso particolare che può creare confusione, ovvero l'allergia al nichel: questa coinvolge il sistema immunitario, ma la reazione è dose-dipendente. Il nichel è presente nel terreno e nell'acqua e può quindi trovarsi in diversi alimenti, tra cui pomodori, cacao e legumi. In questo caso, piccole quantità possono essere tollerate senza provocare sintomi e la reazione può comparire quando viene superata una soglia personale di accumulo, per esempio consumando diversi alimenti ricchi di nichel nella stessa giornata. È proprio questa caratteristica a renderla facilmente confondibile con un'intolleranza. Quando si parla di SNAS, Sindrome dell'Allergia Sistemica al Nichel, siamo però di fronte a una patologia allergica: una volta superata la soglia personale, il sistema immunitario può provocare gonfiore, nausea, crampi e stanchezza.

Come capire se si tratta di allergia o intolleranza

Se sospetti di avere un'allergia o un'intolleranza alimentare, la prima cosa da fare è rivolgersi al medico: in base ai sintomi e alla tua storia clinica, potrà valutare quali accertamenti sono necessari.

Se il sospetto è quello di un'allergia, il medico può prescrivere test specifici e validati, come il Prick test o il dosaggio delle IgE nel sangue: questi esami permettono di verificare la presenza di una risposta immunitaria nei confronti di determinati allergeni.

Per le intolleranze, invece, purtroppo non esiste un test capace di individuare in un colpo solo cento o duecento alimenti responsabili dei disturbi. I test del capello, del sangue o della forza muscolare che promettono di scoprire decine o centinaia di intolleranze non hanno validità scientifica: il rischio è quindi quello di spendere soldi e iniziare a eliminare alimenti senza una reale necessità. Gli unici test ufficialmente riconosciuti e validati per le intolleranze, infatti, sono i Breath Test per il lattosio e per il fruttosio. In generale, se hai dei sintomi sospetti, evita il fai da te e non eliminare intere categorie di alimenti senza prima averne parlato con un professionista.

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