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17 Settembre 2026
11:21

7 euro per la musica dal vivo: lo scontrino del Caffè Florian a Venezia fa discutere

Un aperitivo al celebre Caffè Florian di Venezia si trasforma in un caso per una voce insolita sullo scontrino: 7 euro per la musica dal vivo. Ma è una richiesta legittima? Ecco cosa dice la legge sulla trasparenza dei prezzi nei locali.

A cura di Lorenzo Napolitano
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Sedersi a un tavolino in piazza San Marco non è mai stato un affare per tasche leggere, questo lo sanno tutti. Quello che forse in pochi si aspettano, però, è di dover pagare anche per l'atmosfera sonora che accompagna lo Spritz. Eppure è successo proprio questo a una signora di Lucca che, al momento di saldare il conto al celebre Caffè Florian, si è trovata davanti a una voce tanto insolita quanto eloquente: "supplemento musica, 7 euro". Un dettaglio capace di trasformare un pomeriggio veneziano in un piccolo caso mediatico.

La ricostruzione: toast, Spritz e un'orchestrina da non sottovalutare

Tutto è cominciato con un'ordinazione tutto sommato classica per chi si concede una pausa in una delle piazze più fotografate al mondo. Un toast, un croissant salato con pomodoro e mozzarella, due Aperol Spritz: voci che, prese singolarmente, già lasciano intuire il conto finale. Il toast è costato 15 euro, il croissant 16, mentre i due cocktail hanno pesato 17 euro l'uno. Fin qui, nulla che possa sorprendere davvero chi conosce le tariffe dei locali storici affacciati su San Marco.

A far scattare la curiosità, e un pizzico di ilarità, è stata invece l'ultima riga dello scontrino: 7 euro aggiuntivi per la musica dal vivo. Nel locale, infatti, si esibiva una piccola orchestra composta da tre musicisti, che accompagnava le conversazioni dei clienti con le proprie note. Un dettaglio non improvvisato: sul tavolo era presente un dépliant che avvisava in anticipo della possibile maggiorazione legata all'intrattenimento musicale.

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Il conto complessivo è arrivato così a 72 euro. La cliente, raggiunta dal Corriere della Sera, ha raccontato l'episodio con un certo distacco divertito: sapeva bene che sedersi in un locale così rinomato, proprio nel cuore di piazza San Marco, avrebbe comportato una spesa importante, ma quello che non si aspettava, o forse semplicemente non aveva messo in conto, era di vedere la colonna sonora trasformata in una voce a parte sullo scontrino. "Quando ho letto quella voce sullo scontrino confesso che mi è scappato da ridere", ha raccontato.

Va detto che il caso veneziano non è affatto isolato. Un episodio molto simile era già avvenuto lo scorso anno a Ostuni, dove dei turisti si erano ritrovati altrettanto increduli davanti a un extra in bolletta legato all'accompagnamento musicale del loro aperitivo. E non è nemmeno l'unico precedente recente: a Ischia, durante una serata d'estate, una coppia si era vista addebitare la medesima voce, "supplemento musica", questa volta per un importo di due euro a persona, in un locale noto per unire caffetteria, lounge bar e pasticceria. A far discutere, in quel caso, non fu tanto la legittimità della richiesta quanto il modo in cui era stata percepita dai clienti: il racconto della coppia, rilanciato sui social dal deputato Francesco Emilio Borrelli, si chiedeva a chiare lettere se fosse davvero opportuno trasformare il piacere di un sottofondo musicale in una riga a parte sul conto.

Supplemento musica: è legale o no? Ecco cosa dice la normativa

Al di là dell'aneddoto simpatico, la vicenda solleva una domanda tutt'altro che banale: si può davvero far pagare la musica ai clienti di un bar? La risposta, per quanto possa sorprendere, è sì. Applicare un supplemento per l'intrattenimento musicale dal vivo è una pratica legittima e piuttosto diffusa, non solo nei locali storici delle grandi città d'arte ma anche in diversi esercizi commerciali che scelgono di offrire ai clienti un'esperienza più curata, con tanto di orchestrina o pianista.

Il punto, però, non è tanto la legittimità della maggiorazione in sé, quanto la sua trasparenza. Un esercizio commerciale può legalmente addebitare un costo aggiuntivo per la musica dal vivo a patto che questo venga comunicato in modo chiaro e preventivo alla clientela, ad esempio tramite il listino prezzi esposto, un cartello o, come nel caso del Florian, un dépliant lasciato sul tavolo prima ancora di ordinare. In questo modo il cliente è messo nelle condizioni di scegliere consapevolmente se accomodarsi o meno.  Le cose cambiano, e non poco, quando questa informazione manca del tutto. Se il supplemento musicale non viene segnalato in alcun modo prima del consumo, e compare soltanto a sorpresa sullo scontrino finale, la pratica smette di essere lecita e può configurarsi come una forma di scorrettezza commerciale nei confronti del consumatore.

Nel caso specifico del Caffè Florian, la comunicazione preventiva c'era, ed era esplicita: il dépliant sul tavolo informava chiaramente della maggiorazione legata all'esibizione dal vivo. Questo rende il supplemento perfettamente in regola dal punto di vista normativo.

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A cura di
Lorenzo Napolitano
Giornalista pubblicista dal 2024, ho scritto sia per la carta stampata che per redazioni online. Oggi, mi appassionano soprattutto le tradizioni culinarie dei paesi ispanofoni e l’arte bianca. Parlo di questo, e tanto altro, ai microfoni della Radio universitaria della Federico II di Napoli, attraverso il format “Storie da gustare”. La mia passione verso il mondo gastronomico si è sviluppata guardando Masterchef e ascoltando le storie di mio nonno, ex Maitre del Grand Hotel Vesuvio e Gran Maestro della ristorazione. Passione che oggi condivido anche con mia mamma foodblogger.
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