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13 Giugno 2026 15:00

I migliori pesci per la zuppa: quali specie scegliere e i segreti per non farli sfaldare

Profumata, ricca e profondamente legata alla tradizione marinara italiana, la zuppa di pesce è uno dei piatti più rappresentativi della cucina di mare. Per ottenere un risultato equilibrato e saporito, però, è fondamentale scegliere le specie più adatte a questa preparazione.

A cura di Francesca Fiore
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Tra le ricette simbolo delle coste italiane, la zuppa di pesce occupa un posto speciale grazie alla sua capacità di valorizzare il pescato locale. Da nord a sud esistono numerose varianti regionali – dal cacciucco livornese al brodetto dell'Adriatico, fino alla quatara pugliese – ma tutte condividono un principio fondamentale: la qualità e la varietà del pesce utilizzato.

A differenza di altre preparazioni, la zuppa di pesce prevede una cottura lenta e prolungata, che permette ai diversi ingredienti di rilasciare aromi e sapori nel brodo. Per questo motivo è importante selezionare specie con caratteristiche differenti, combinando pesci da zuppa, pesci più pregiati e, spesso, molluschi e crostacei. Ecco quali sono i migliori pesci da utilizzare e come sceglierli per ottenere una zuppa ricca e gustosa.

Zuppa di pesce: perché è importante scegliere le specie giuste

La riuscita di una buona zuppa di pesce dipende dall'equilibrio tra le diverse tipologie di pescato: alcuni pesci sono particolarmente adatti a insaporire il brodo grazie alla presenza di lische, pelle e tessuti ricchi di collagene, mentre altri contribuiscono con carni più pregiate e consistenti.

Utilizzare una sola specie può dare origine a un piatto meno complesso dal punto di vista aromatico: la tradizione, infatti, suggerisce di combinare pesci di fondale, pesci a carne bianca e ingredienti dal gusto più intenso, così da ottenere un brodo profondo e ben strutturato. Un altro aspetto importante riguarda la consistenza delle carni: alcune specie resistono bene alle lunghe cotture, mentre altre devono essere aggiunte solo negli ultimi minuti per evitare che si sfaldino.

I migliori pesci per la zuppa di pesce

Per preparare una zuppa saporita è consigliabile utilizzare una combinazione di specie diverse. Alcuni pesci sono particolarmente apprezzati per il loro contributo al gusto e alla struttura del piatto: ecco quali sono.

1. Scorfano

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Lo scorfano è considerato uno dei migliori pesci da zuppa: le sue carni sono compatte, saporite e ricche di gusto, mentre testa e lische contribuiscono a creare un brodo particolarmente intenso. Grazie alla sua struttura, resiste bene alle lunghe cotture senza disfarsi completamente, arricchendo il piatto di sapore. Avendo una struttura muscolare soda e lische robuste che rilasciano collagene, non teme i primi minuti di cottura. Va inserito all'inizio, subito dopo il fondo di pomodoro, perché ha bisogno di tempo per cedere il suo sapore intenso al brodo senza il rischio di disfarsi.

2. Gallinella

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La gallinella di mare è un altro grande classico delle zuppe di pesce: ha carni delicate ma consistenti e un sapore raffinato che si trasferisce facilmente al brodo. È molto utilizzata nelle preparazioni tradizionali del Centro Italia e rappresenta una delle specie più apprezzate per ottenere un risultato equilibrato. Pur non sfaldandosi immediatamente come i pesci bianchi da filetto, ha una polpa più tenera rispetto allo scorfano. Il momento ideale per aggiungerla in pentola è a metà cottura, quando il brodo ha già iniziato a restringersi ma mancano ancora una decina di minuti prima di spegnere il fuoco.

3. Tracina

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Spesso impiegata nelle ricette marinare tradizionali, la tracina possiede una polpa bianca e saporita che si presta perfettamente alle cotture in umido. Contribuisce a rendere il brodo più ricco e aromatico, mantenendo una buona consistenza anche dopo la cottura. Resiste bene alla cottura in umido, ma le sue carni tendono ad asciugarsi se lasciate bollire troppo a lungo: va inserita a metà percorso insieme alla gallinella, così da mantenere la polpa succosa pur arricchendo il guazzetto.

4. Pesce prete 

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Il pesce prete, chiamato anche lucerna in molte marinerie italiane, è un ospite fisso dei brodetti tradizionali. La sua testa grande e ricca di cartilagine è un vero concentrato di sapore per il fondo di cottura, mentre la polpa resta compatta e succosa. Le sue carni bianche sono magre, sode e coriacee al punto giusto: è uno dei pesci meno delicati di questa selezione. Proprio come lo scorfano, va inserito nella primissima fase della zuppa, poiché la sua struttura richiede calore e tempo per ammorbidirsi e dare corpo e densità al fondo.

5. Rana pescatrice

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La rana pescatrice, o coda di rospo, è uno dei pesci più utilizzati nelle zuppe moderne grazie alle sue carni sode e prive di spine. Mantiene perfettamente la forma durante la cottura e offre bocconi consistenti e gustosi, particolarmente apprezzati da chi preferisce una zuppa più ricca di polpa. Poiché non ha tendenza a sfaldarsi e le sue fibre rimangono compatte, tollera tempi di cottura lunghi. Può essere inserita a inizio cottura se tagliata a bocconcini spessi, o a metà cottura se ridotta in fette più sottili.

6. Pesce San Pietro

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Il pesce San Pietro è una delle specie più pregiate che si possano inserire in una zuppa di mare. Molto diffuso nelle ricette tirreniche, si distingue per le sue carni bianche, sode e incredibilmente delicate, che mantengono la forma senza sfaldarsi durante la cottura dolce. Inoltre, la sua testa grande e la struttura ossea sono perfette per essere riutilizzate nella preparazione del fumetto, garantendo un brodo ricco e profondo. I suoi filetti sono tenerissimi e sensibili al calore: se cotto troppo a lungo, si dissolve letteralmente nel brodo. Va trattato con i guanti bianchi e aggiunto solo negli ultimissimi 4-5 minuti di cottura dolce, adagiandolo sopra gli altri pesci quasi a sfruttare il vapore del guazzetto.

Non solo grandi classici: i pesci minori, i molluschi e i crostacei da usare

Una zuppa di pesce memorabile non vive però di soli giganti del fondale: la sua vera complessità nasce dall'incontro tra il pescato locale meno commerciale e la ricchezza del mondo dei molluschi e dei crostacei. È in questo mix che si esprime al massimo la tradizione della cucina povera marinara.

Accanto alle specie principali, un ruolo fondamentale è affidato a pesci considerati un tempo "secondari" ma ricchissimi di carattere. Il grongo e il palombo, ad esempio, apportano sapore e una consistenza carnosa senza appesantire il piatto con note eccessivamente grasse, mentre il nasello e il merluzzo regalano sfumature pulite e delicate che si integrano bene con il resto della preparazione. Un discorso a parte meritano le triglie e i piccoli pesci di scoglio da paranza: pur essendo ricchi di lische e difficili da ripulire nel piatto, sono delle vere e proprie bombe di gusto che i pescatori usano da sempre per dare intensità e quel tipico profumo di iodio e scogliera al brodo di base.

A completare questa sinfonia di sapori intervengono poi i frutti di mare, i cefalopodi e i crostacei, ognuno con un compito preciso nel bilanciamento del piatto:

  • Mitili e datteri di mare (cozze e vongole). Aprendosi dolcemente nel tegame, rilasciano la loro preziosa acqua di vegetazione, un liquido salmastro e naturalmente sapido che profuma il guazzetto e riduce la necessità di aggiungere sale.
  • Cefalopodi (calamari e seppie). Grazie alla loro polpa compatta e porosa, sono i migliori alleati per assorbire i sapori del fondo di cottura di pomodoro, aglio e vino, regalando al contempo una piacevole consistenza alla masticazione.
  • Crostacei (gamberi, scampi e mazzancolle). Posizionati in cima alla pentola nei minuti finali, apportano una nota visiva spettacolare e, soprattutto, una sfumatura dolce e delicata che va a bilanciare e ammorbidire il sapore forte e deciso dei pesci da zuppa.

Qual è il segreto di una buona zuppa di pesce?

Il vero segreto per evitare che la zuppa si trasformi in una poltiglia informe risiede nella stratificazione millimetrica delle cotture. Non tutti i pesci sono uguali: buttare tutto in pentola contemporaneamente è il modo più rapido per rovinare la materia prima. Cucinare una zuppa perfetta richiede pazienza e una scaletta temporale ben definita, divisa in tre momenti chiave in base alla delicatezza delle carni:

  1. I pesci da fondo e da brodo (meno delicati, da inserire a inizio cottura). Si tratta di specie come lo scorfano e il pesce prete hanno carni sode, coriacee e ricche di collagene, oltre a teste massicce che hanno bisogno di tempo per cedere i propri succhi. Vanno posizionati sul fondo della pentola fin dal primo minuto, subito dopo aver allungato il soffritto con il pomodoro o il fumetto. Saranno loro a subire la cottura più lunga (circa 20-25 minuti) e a creare la struttura del brodo.
  2. I pesci da polpa mediamente consistenti (da inserire a metà cottura). A metà percorso, dopo circa 10 minuti, è il turno di gallinella, tracina e dei bocconicini di rana pescatrice. Questi pesci hanno una consistenza intermedia: hanno bisogno di assorbire il sapore del sugo ma, se lasciati cuocere dall'inizio, si asciugherebbero perdendo la loro naturale succosità.
  3. I pesci nobili, i molluschi e i crostacei (più delicati, da inserire a fine cottura). Negli ultimi 4-5 minuti prima di spegnere il fuoco si aggiungono le specie più fragili, come i filetti tenerissimi del pesce San Pietro, insieme a gamberi, scampi, calamari, cozze e vongole. Il San Pietro e i crostacei devono quasi "fumare" e cuocere dolcemente sfruttando il calore e il vapore del guazzetto sottostante, mantenendo così intatta la loro consistenza setosa senza sfaldarsi o diventare gommosi.

Anche il fondo di cottura gioca un ruolo essenziale: generalmente si prepara con un generoso giro di olio extravergine d'oliva, aglio, prezzemolo e pomodoro (fresco o in passata leggera), ma le varianti regionali possono includere sfumature di vino bianco, aceto, peperoncino o erbe aromatiche differenti. Il pane tostato, spesso strofinato energicamente con aglio crudo, rappresenta il completamento tradizionale e strutturale del piatto: sistemato sul fondo del piatto o ai lati, serve a raccogliere e assorbire ogni singola goccia del saporito brodo.

Consigli per scegliere e preparare la zuppa di pesce

Quando si acquista il pesce è fondamentale verificarne la freschezza: gli occhi devono essere lucidi e sporgenti, le branchie di colore rosso vivo e le carni compatte ed elastiche. Un odore delicato di mare è sempre indice di buona qualità.

Per ottenere una zuppa equilibrata è consigliabile utilizzare almeno tre o quattro specie differenti, combinando pesci da brodo e pesci da polpa: prima della cottura occorre pulire accuratamente ogni ingrediente e, se possibile, utilizzare teste e lische per preparare un fumetto che renderà il brodo ancora più saporito.

Durante la preparazione è importante non mescolare eccessivamente, per evitare che i pezzi di pesce si rompano. Una cottura dolce e graduale permette di preservare consistenze e aromi, ottenendo una zuppa ricca, profumata e perfettamente equilibrata.

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