
Il pesce San Pietro è un pesce di acqua salata appartenente alla famiglia delle Zeidae, un esemplare dal corpo ellissoidale, lungo e molto schiacciato sui fianchi, riconoscibile per la bocca di grandi dimensioni simile a un tubo. La testa, anch'essa di grandi dimensioni, presenta numerose protuberanze e spine mentre il colore è verde olivastro, con riflessi argentei e dorati. Su ogni fianco, il pesce San Pietro presenta due piccole macchie tondeggianti di colore violaceo con bordi grigi e proprio questa caratteristica ha dato vita alla leggenda da cui scaturisce il suo nome.
Si racconta, infatti, che sia stato San Pietro in persona a imprimergli con le dita quella macchia nera sui fianchi, durante l’episodio in cui estrasse dalla bocca di un pesce una moneta per pagare la tassa del tempio. Il pesce sarebbe, appunto, il nostro pesce San Pietro e le due macchie nere sarebbero le impronte del pollice e dell'indice lasciate dal Santo mentre lo teneva in mano. Non è l’unica storia a cui è legato questo esemplare ittico: il suo nome scientifico è Zeus faber, scelto dal naturalista Carl Linnaeus nel 1758 per la regalità attribuita anticamente al pesce (Zeus) e per via della forma delle sue spine e pinne (faber).
Il San Pietro vive prevalentemente nei fondali dei mari temperati e tropicali, compresi Mediterraneo e Mar Nero, è un pesce dalle carni bianche, delicate, sode e compatte: un prodotto del mare che, in cucina, predilige cotture poco invasive che ne lascino quasi totalmente inalterato il sapore e l'aroma. Facile da reperire sui banchi delle pescherie e molto semplice da pulire, il pesce San Pietro viene per lo più consumato intero o a filetti. Non ci resta che conoscere tutto quello che c'è da sapere su questo pesce “leggendario”.
Proprietà e benefici del pesce San Pietro
Tra i pesci comuni il San Pietro viene considerato una specie pregiata per diverse ragioni: certamente per le carni sode e dal sapore delicato, ma anche per la facilità con cui è possibile pulirlo e lavorarlo e per il suo ottimo profilo nutrizionale. Le qualità nutritive del pesce San Pietro, infatti, sono eccellenti. Il suo basso contenuto calorico (circa 83 kcal per 100 grammi di pesce) lo rende un alimento adatto alle diete ipocaloriche, ha un alto contenuto di acidi grassi polinsaturi Omega-3 e un buon apporto di proteine dall'alto valore biologico (16,2 grammi per 100 grammi di pesce). Completano il profilo nutrizionali i sali minerali, tra cui spicca in particolare il potassio, e una bassissima percentuale di grassi.
Come si traduce tutto questo a livello di benefici per il tuo organismo? Inserire il pesce San Pietro nella tua alimentazione aiuta:
- La salute cardiovascolare. La massiccia presenza di Omega-3 aiuta proteggere il cuore e a ridurre i trigliceridi e la pressione del sangue.
- Il controllo del peso. Essendo un pesce molto magro e leggero, si inserisce perfettamente nei regimi per perdere peso. Inoltre le proteine gli danno un forte potere saziante, insieme a un’ottima digeribilità.
- Rafforza la funzione muscolare e nervosa. La presenza di potassio aiuta a regolare i liquidi nelle cellule e supporta i muscoli e i nervi.

Il pesce San Pietro ha controindicazioni?
Il consumo di pesce San Pietro non ha particolari controindicazioni mediche generali: è un alimento leggero, digeribile e sicuro se cucinato e trattato correttamente. Presta attenzione solo se soffri di particolari allergie o ipersensibilità verso le proteine ittiche e, come nel caso di qualsiasi altro pesce, ricorda che può ospitare parassiti come l’Anisakis. Per scongiurare questo pericolo va eviscerato subito o consumato previa cottura completa, mentre per il consumo crudo deve obbligatoriamente passare prima per la pratica dell’abbattimento preventivo.
Usi in cucina del pesce San Pietro
Il pesce San Pietro viene considerato un pesce pregiato sostanzialmente per due motivi: le sue carni sono molto saporite e gustose, tanto che molti intenditori lo considerano il più raffinato tra i pesci comuni. Inoltre, le lische di grandi dimensioni rendono estremamente agevole la pulizia del pesce, sia prima che dopo la cottura, e proprio questa sua caratteristica lo rende particolarmente adatto anche al consumo da parte dei bambini.

Ma come si cucina il pesce San Pietro per valorizzarlo al meglio? Il modo migliore per esaltarne il sapore è attraverso cotture delicate e il meno aggressive possibili. Il San Pietro può essere cucinato intero o filetti: meglio evitare fritture o cotture veloci e decise e optare per una cottura delicata in padella, magari all'acqua pazza, lavorazione non invasiva ma estremamente saporita, in cui le carni saporite del pesce si sposano alla perfezione con il sughetto espresso a base di pomodorini tagliati in spicchi, aglio, olio, vino bianco e acqua. Ottima anche la cottura a vapore, da ultimare con una spruzzata di limone biologico e un filo di olio extravergine di oliva a crudo, e da servire con un’insalata croccante.

Se vuoi renderlo un pochino più sfizioso, una ricetta classica e veloce che si sposa perfettamente con il suo sapore è il pesce San Pietro alla mugnaia: passa i filetti in un velo di farina, scrollando quella in eccesso, sciogli una noce di burro in una padella antiaderente e aggiungi i filetti. Cuoci a fuoco medio per circa 3-4 minuti su ciascun lato, togli il pesce, spruzza con succo di limone fresco, prezzemolo tritato e un pizzico di sale, e finisci il tutto irrorando il pesce con il fondo di cottura. Il pesce San Pietro è molto buono anche cotto al forno, adagiato su un letto di patate da condire con un filo d'olio, sale, pepe e da sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco.