Un miliardo per olio, carne e grano: cosa prevede la legge ColtivaItalia appena approvata

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Il Senato ha approvato il piano da 1,184 miliardi per il triennio 2027-2029, con le cifre più alte destinate al settore olivicolo e al comparto della carne bovina nazionale.

Un miliardo e 184 milioni di euro per il cibo italiano, da spendere però fra il 2027 e il 2029, non domani mattina insomma. Il Senato ha approvato in via definitiva il ColtivaItalia, la legge che stanzia risorse per l'agricoltura e l'agroalimentare e che tocca da vicino tre tipologie di prodotto che consumiamo in tanti, cioè olio, carne e grano.

Il provvedimento ha incassato 76 voti favorevoli e nessun contrario, con ben 64 astensioni.

Che cos'è il ColtivaItalia

Si tratta di una legge quadro che raccoglie in un unico testo gli stanziamenti per il settore agricolo nel triennio 2027-2029, puntando sulle filiere in cui l'Italia produce meno di quanto consuma. Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida lo definisce il più grande piano strategico mai destinato al comparto.

La Coldiretti parla di "un risultato importante per il mondo agricolo e un passo avanti per rafforzare la sovranità alimentare del Paese". Una formula che torna spesso nei comunicati, nei fatti complicata da realizzare, visto quanto cibo straniero passa ogni giorno sulle nostre tavole.

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Quanti soldi vanno al settore dell'olio di oliva

Al settore olivicolo la legge destina 300 milioni di euro, la cifra più alta insieme a quella per la zootecnia, spalmandoli su tre anni in un modo piuttosto sbilanciato:

  • 50 milioni nel 2027
  • 200 milioni nel 2028
  • 50 milioni nel 2029

Le risorse finanziano il Piano olivicolo nazionale 2026-2030, che punterà sui nuovi impianti, sull'incremento della qualità dell'extravergine e sulla lotta alle fitopatie, mentre ad Agea (l'agenzia che eroga i contributi agricoli europei) vanno 12 milioni, sempre nel corso del triennio, da destinare all'assistenza tecnica delle aziende. La legge vieta inoltre l'espianto degli oliveti destinati agli oli a marchio di qualità per far posto a impianti di energia rinnovabile, a meno che le piante vengano reimpiantate nello stesso sito o in un'area vicina.

Contro la Xylella, il batterio che ha devastato gli uliveti pugliesi, è stata istituita una nuova figura con un portafoglio di tre milioni di euro: il Commissario straordinario nazionale. Rimarrà in carica fino al 31 dicembre 2028 e il suo entourage sarà composto da cinque funzionari e tre sub-commissari. Un provvedimento più che necessario in un periodo di crisi dell'olio italiano, stretto fra raccolti in calo e concorrenza spagnola.

Le risorse per la filiera delle carni e quelle in difficoltà

La seconda voce da 300 milioni prende il nome di "Allevamento Italia" e punta a ridurre la dipendenza dalle importazioni di carne bovina, che secondo i dati di categoria coprono ormai il 63% del consumo nazionale. I fondi serviranno a sostenere le strutture degli allevamenti e la linea vacca-vitello, cioè l'allevamento dei vitelli dalla nascita.

Le altre dotazioni per le filiere verranno distribuite in questo modo:

  • 300 milioni per l'approvvigionamento di prodotti agricoli, la competitività delle filiere locali e l'allevamento di vitelli autoctoni
  • 70 milioni per il fondo sulla sovranità alimentare, destinato alle filiere in sofferenza come grano tenero, orzo, mais e proteine vegetali
  • 10 milioni per i contratti di filiera del frumento, con il credito d'imposta che sale dal 20 al 40%
  • 3 milioni per le imprese di macellazione e 1 milione per il contrasto alla peste suina africana
  • 9,2 milioni per oleoturismo ed enoturismo

I dieci milioni destinati al comparto del frumento serviranno a cementare i rapporti tra i pastifici e i produttori, con prezzi e termini di quantità concordati in anticipo per tutelare il mercato del nostro grano duro, che ne ha davvero bisogno.

Cosa cambia per i controlli sull'origine dei prodotti

Il ministero, attingendo a un fondo di 650 mila euro, realizzerà una banca dati nazionale dei profili analitici, pensata per verificare origine geografica, varietà e composizione dei prodotti agroalimentari.

Altri 1,79 milioni andranno al rafforzamento del sistema di verifica dei certificati di cattura e del Nucleo Centrale Pesca Marittima, i venti militari della Guardia Costiera che controllano il pesce in arrivo dall'estero. Cambia anche la procedura sanzionatoria per chi non rispetta la legge: l'autorità di controllo potrà emettere una diffida per le violazioni sanabili e l'azienda avrà poi 60 giorni per regolarizzare la propria posizione pagando un terzo della sanzione minima, un meccanismo simile a quello già visto con l'etichetta dei salumi.

Gli aiuti ai giovani agricoltori

Per favorire il ricambio generazionale sono stati stanziati 150 milioni, divisi fra mutui agevolati per il 65% e contributi a fondo perduto per il 35%, destinati all'imprenditoria agricola giovanile e femminile. Ismea, l'istituto pubblico che gestisce la banca nazionale delle terre agricole, assegnerà 8.417 ettari in comodato gratuito per dieci anni a chi ha fra i 18 e i 41 anni. Al termine del periodo quei terreni si potranno acquistare al 50% del valore iniziale.

I Comuni, dal canto loro, potranno istituire una "banca comunale delle terre" per recuperare i terreni abbandonati, mentre il Crea, il centro di ricerca pubblico per l'agricoltura, assumerà cinquanta nuovi addetti alla ricerca e riceverà 10 milioni per finanziare laboratori e aziende sperimentali.

Quando arriveranno davvero i fondi

L'obiettivo dichiarato dal ministero consiste nel rendere le risorse spendibili nei primi mesi del 2027. Le associazioni agricole, intanto, hanno già fatto sapere che restano in attesa con una certa impazienza, visto che Cia, Copagri e Confagricoltura hanno chiesto tutte di accelerare sui decreti e di coinvolgere le rappresentanze nella scrittura dei provvedimenti.

Tra gli scaffali dei supermercati, nel frattempo, non cambierà nulla, perché i prezzi al dettaglio li decideranno anche quest'anno il raccolto spagnolo e il mercato europeo.

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