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20 Marzo 2022 15:00

Tiramisù Day: 5 curiosità (+1) sul dolce italiano più amato finito pure nello spazio

In occasione del Tiramisù Day, il 21 marzo, 5 curiosità (+1) legate al dolce italiano più famoso all’estero. A Treviso c’è un museo dedicato, è stato mangiato nello spazio e preparato da una stampante 3D.

A cura di Alessandro Creta
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Come molti altri piatti della tradizione gastronomica italiana, anche la sua origine sembra poco chiara e piuttosto nebulosa. Come tante ricette della nostra cucina, in tanti se ne litigano la paternità. Allo stesso modo, però, ci sono ben poche preparazioni in grado di travalicare i confini regionali mettendo d’accordo veramente tutti, quasi legando da Nord a Sud il Paese. Tra queste c’è sicuramente il tiramisù, probabilmente il dolce d’eccellenza della gastronomia italiana e capace di unire idealmente lo Stivale trovando consensi tra i gusti più disparati della gente.

Il tiramisù mette d’accordo praticamente tutti, con la sua golosità e cremosità rappresenta un vizio al quale è difficile dire di no. Dolce al cucchiaio da assaporare a fine pasto oppure come break, a colazione o merenda, tutte le ore sembrano adatte per gustarselo. L’importante, aggiungiamo noi, è che sia di qualità. E, giustamente, una delle preparazioni italiane tra le più note all’estero non poteva non avere una giornata dedicata. Il 21 marzo, per l’appunto, cade il Tiramisù Day; dunque quale miglior occasione per non concedersi un felice strappo alla dieta?

Strappo che (piccolo spoiler a quanto seguirà), nel 2013, si concesse anche Luca Parmitano, nonostante la rigida quanto ferrea dieta che devono osservare gli astronauti. Niente di strano, verrebbe da pensare, se non fosse che lo star man siciliano si è mangiato una porzione di tiramisù direttamente nello spazio. È solo una delle curiosità legate a questo dolce che ora andremo a snocciolare.

Spazio, felicità e 3D: le curiosità sul tiramisù

Per celebrare degnamente la giornata dedicata al tiramisù, andiamo a scoprire qualcosa di più su questo dolce unico.

 1. Dove è nato il tiramisù?

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Sono molte le teorie, le leggende, legate alla nascita del tiramisù. Le due maggiormente storiche (ma meno attendibili) scavano molto indietro nel tempo. Una di queste risale addirittura al 1600, quando si narra come a Siena in occasione della visita di Cosimo III de' Medici sia stato preparato un dolce molto simile all’attuale tiramisù, chiamato zuppa del duca. L’altra, invece, si riferisce al 1800, quando ne venne realizzato una sorta di antenato per compiacere Cavour. Difficile però dare credito a queste teorie: ai tempi infatti non erano ancora noti metodi di conservazione degli alimenti per garantire la commestibilità del preparato.

Mangiare un tiramisù ante litteram, non preservato come si deve, avrebbe insomma causato non pochi problemi. Meno romantico, ma più credibile, risalire alla metà del 1900. È in questo periodo che pare più accreditata la nascita del tiramisù, con Veneto e Friuli Venezia Giulia a litigarsi l’origine del dolce. Una disputa che continua da decenni (e che probabilmente durerà in eterno) nonostante nel 2010 l’Accademia Italiana della Cucina abbia rilasciato un atto in cui dichiara come la vera ricetta sia nata a Treviso. Noi ci rifacciamo agli atti ufficiali, vostro onore.

 2. Un museo dedicato

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Treviso

Per avvalorare la tesi dell’origine trevigiana proprio in città hanno voluto inaugurare qualche anno fa un museo interamente dedicato al tiramisù. Presso Casa dei Carraresi nel 2018 è stato aperto uno spazio che raccoglie tutto ciò che vi ruota attorno, tra ricette, aneddoti, immagini, ricordi della gente e gli strumenti per preparare uno dei dolci italiani più famosi e consumati. Non casuale, come detto, la sede del museo: una delle tesi più accreditate (probabilmente la più credibile) vuole il tiramisù, nella sua ricetta senza mascarpone (aggiunto quasi 20 anni dopo, si narra per un errore), nato proprio a Treviso presso il ristorante Le Beccherie (il cui storico titolare è scomparso pochi mesi fa) nel 1955.

 3. Tirami(più)su: l'arrivo nello spazio

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Dalla pagina Facebook di Luca Parmitano

Il tiramisù viene gustato in praticamente tutto il mondo. A ogni latitudine questo dolce al caffè ha saputo conquistare i palati appartenenti a più culture gastronomiche, diventando una delle ricette italiane più note all’estero. Ebbene, questa preparazione è riuscita ad andare oltre, conquistando anche lo spazio. Merito del nostro Luca Parmitano: l’astronauta siciliano nel 2013 (e nuovamente 6 anni dopo) ha espressamente richiesto una scorta di tiramisù per la sua missione in orbita; ed è stato lo chef Davide Scabin a realizzarne una variante speciale: un tiramisù disidratato messo in busta poi consumato all’interno della Stazione Spaziale Internazionale a 400 km di altezza. Altra ricetta che tiene alto (è il caso di dirlo) il nome della gastronomia italiana, dopo la pizza preparata qualche mese fa all’interno della stessa navicella. Prossimo step la Luna?

 4. Tirami-su di morale, la ricetta della felicità

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Non esageriamo nell’affermare come nel tiramisù sia racchiusa la ricetta del buon umore. Questo dolce, tanto calorico quanto gustoso (circa 500 calorie per 175 grammi di prodotto) contiene infatti una sostanza, la serotonina, chiamata anche ormone della felicità. Stato d’animo che potrebbe, se non scomparire, quantomeno offuscarsi leggendo i valori nutrizionali di una porzione di tiramisù, composta al 58% da grassi, 35% carboidrati e 7% di proteine. Uno sgarro, però, non fa male: una gioia ogni tanto è concessa.

 5. Everybody says tiramisù

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Tutti quanti, di fatto, conoscono il tiramisù. Se in Italia è un’istituzione della nostra cucina, anche all’estero il dolce riesce a difendersi in modo egregio. Si tratta, infatti, della quinta parola italiana più conosciuta a livello internazionale in riferimento alla gastronomia, la prima riguardante i dolci. Stando a una ricerca condotta dall’Accademia della Crusca, tra l’altro,  il termine tiramisù è presente a livello globale come “italianismo gastronomico” in 23 differenti lingue. Mica male.

 6. Il dolce stampato in 3D

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Dalla pagina Facebook Tiramisù World Cup

Quello qui sopra vi sembra un "normalissimo" tiramisù, come tanto altri se ne vedono in giro? E se vi dicessimo che questo dolce nello specifico non è stato realizzato dalle sapienti mani di un pasticcere, bensì dagli ingranaggi di una stampante? 

Abbiamo parlato fin qui di storia, e di tradizione, legata al tiramisù. Accanto alla storia, però, va considerato anche il futuro: come si può “innovare” una ricetta tanto consolidata, e replicata, a livello mondiale? Con la tecnologia: pochi giorni fa infatti, in occasione della Tiramisù World Cup, questa prelibatezza è stata realizzata con l’utilizzo della stampante 3D. Uno strumento, fornito degli ingredienti necessari per la realizzazione della ricetta, capace di ricreare la preparazione per la quale ha ricevuto le istruzioni in via digitale. Una nuova prospettiva per la cucina, che apre alla realizzazione delle ricette (anche) a distanza. Assicura chi ha assaggiato il tiramisù creato con la tecnologia in 3D come il sapore e il gusto non abbiano risentito del tocco “robotico”. A prova di scettico.

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Quello che i piatti non dicono
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