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Una salsa gustosa, facile da preparare, dal sapore delicato e inconfondibile: parliamo della salsa cocktail, chiamata anche salsa rosa. Il prodotto ha numerosissime varianti e altrettante "paternità" ma la sua storia è molto interessante. In Italia la salsa cocktail è composta da maionese, ketchup e cognac a cui viene aggiunta della senape, la salsa Worcestershire e, in alcuni casi, anche della panna fresca da cucina o yogurt.

La storia della salsa cocktail non ha una vera linea temporale, viene tramandata oralmente come se fosse un mito greco. La tradizione "orale" del III Millennio corre sui social network e infatti per la storia della salsa rosa ci dobbiamo affidare a un tweet diventato virale e alle controversie che ne sono scaturite. La ricostruzione di questa storia ha dell'incredibile e ci ha portati sullo scranno di un Premio Nobel per la Chimica.

Tutte le versioni di un'unica salsa

Il problema principale nella genealogia di questa salsa sta nella sua semplicità: nella sua versione più nota e diffusa al mondo la ricetta della salsa rosa è composta solo da ketchup e maionese. In realtà esistono tantissime versioni in giro per il mondo, nate nei periodi più disparati ma non per questo copiate le une dalle altre. Semplicemente ci sono degli elementi di base che sono diffusi in tutto il globo, che hanno fatto venire la stessa idea a tante persone diverse.

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In Regno Unito per esempio la salsa rosa è solo ed esclusivamente con ketchup e mayo. Gli anglosassoni hanno dato anche il nome della inventrice: Fanny Cradock, la stessa cuoca che avrebbe inventato il cocktail di gamberi. In Italia, come abbiamo detto, la salsa rosa si prepara aggiungendo alla maionese salsa di pomodoro o ketchup, senape, salsa Worcestershire e/o il cognac. Per ultima va aggiunta la panna opportunamente montata o lo yogurt. Anche in Belgio la ricetta è molto simile, con la differenza dell'alcolico (whisky e non cognac) e l'eliminazione panna e yogurt. I francesi, di solito mai allineati soprattutto in fatto di salse, in questo caso hanno unito la ricetta italiana e belga: si può utilizzare indifferentemente il cognac o il whisky; questa è anche una delle poche ricette francesi in cui viene messo il ketchup. In Spagna alla ricetta italiana si aggiunge succo d'arancia e succo di limone, al posto del cognac si usano dei brandy iberici.

La cosa si complica quando si attraversa l'Oceano Atlantico: negli Stati Uniti e in Canada la salsa cocktail viene di solito preparata senza maionese. C'è una ricetta del 1953 di un cookbook della Better Homes and Gardens (una prestigiosissima rivista americana) che prevede l'utilizzo di salsa piccante mischiata con la salsa al cren, succo di limone, Worcester, tabasco e cipolla grattugiata.

La ricostruzione della storia della salsa rosa attraverso i tweet

Nel 2017 la Heinz, una delle aziende leader del settore agroalimentare mondiale, lancia una salsa rosa in bottiglia nel Medio Oriente. Unisce ketchup e maionese e il gioco è fatto; il prodotto spopola sul mercato al punto da porre la compagnia davanti a un dilemma: la dovremmo lanciare anche negli Stati Uniti?

Questa domanda viene posta per davvero su Twitter e diventa virale: chiedono agli americani se vogliono la "mayochup" sul mercato tramite un sondaggio. Qualora il quesito avesse raggiunto i 500 mila "sì" sarebbe entrata in produzione. Il risultato è stato clamoroso, con quasi un milione di voti e circa 30 mila risposte. In questi 30 mila tweet c'è tutta la storia della salsa cocktail.

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Gli utenti si sono sbizzarriti cercando di capire chi avesse inventato la salsa rosa e le risposte più accreditate ci hanno dato una nazione, l'Argentina, e pure un ideatore e non un inventore qualsiasi. Sembra che a creare questo prodotto sia stato un giovanissimo Luis Federico Leloir che, negli anni ’20, mangiando gamberetti con i suoi amici del Plata Golf Club decide di accompagnarli con un mix di maionese e ketchup. Gli amici chiamano questo nuovo prodotto "salsa golf" o "salsa da golf" e l'idea di Leloir spopola in tutto il Paese.

Il giovane inventore di una delle salse più celebri al mondo non si è limitato al food. Crescendo ha intrapreso gli studi in medicina: Luis Federico Leloir diventa ricercatore e nel 1970 ottiene il prestigioso Premio Nobel per la Chimica. A lui dobbiamo degli importantissimi studi sugli alimenti, sulle intolleranze e sul rapporto che il cibo ha con la nostra salute