Il premio Nobel per la pace 2020 è stato assegnato al World Food Programme. La commissione norvegese che assegna il prestigioso premio ha deciso di conferire l'onorificenza all'agenzia dell'Onu per la solidarietà internazionale nella lotta contro la fame.

Le motivazioni della Norwegian Nobel Committee che ogni anno assegna il premio sono dovuti agli "sforzi nel combattere la fame, per il suo contributo nel migliorare le condizioni per la pace nelle aree colpite da conflitti e per la sua azione nel guidare gli sforzi per prevenire l'uso della fame come un'arma di guerra e conflitto". I ringraziamenti del WFP arrivano tramite il profilo Twitter dell'organizzazione: "Grazie di cuore al Nobel Committee per aver onorato il World Food Programme con il Nobel per la pace 2020. Questo è un potente promemoria per il mondo che la pace e #famezero vanno di pari passo".

Cos’è e cosa fa il Premio Nobel per la Pace 2020

Il Programma Alimentare Mondiale, detto anche PAM o WFP secondo la denominazione inglese, è l'agenzia istituita dalle Nazioni Unite che si occupa dell'assistenza alimentare. La sede è a Roma ed è la più grande organizzazione umanitaria del mondo, assistendo in media 100 milioni di persone in 78 Paesi del pianeta.

L'obiettivo del World Food Programme è aiutare le persone che non riescono a trovare o produrre cibo per sé e le proprie famiglie. Nato nel 1961 grazie a un'intuizione di George McGorven, all'epoca direttore del programma di aiuto alimentare degli Stati Uniti d'America, fu ratificato ufficialmente nel 1965 dopo 3 anni di sperimentazione.

Il programma è finanziato principalmente dai governi internazionali ma anche da donazioni private di aziende e singoli individui. Non si parla di pochi spiccioli: lo scorso anno il WFP ha raccolto circa 8 miliardi di dollari. Negli ultimi anni il ruolo del Programma Alimentare Mondiale è mutato rispetto al passato: oggi è un punto di divulgazione politica e culturale, che spinge molto su temi legati al cambiamento climatico e alla sostenibilità alimentare. Prima il PAM si "limitava" ad aiutare, oggi fa un'azione di prevenzione e sviluppo del territorio: quasi tutti i prodotti acquistati per sfamare le persone in difficoltà sono prese proprio dai Paesi in via di sviluppo. Questo permette non solo di risparmiare tempo e denaro sui costi di trasporto, ma anche di contribuire a sostenere e sviluppare le economie locali.

Il premio ha un forte significato politico ed è del tutto inaspettato. Favoriti al Nobel 2020 erano infatti i medici cubani che hanno girato il mondo per aiutare i Paesi più colpiti dal Covid-19, ma la commissione ha deciso di premiare un'organizzazione umanitaria che si occupa di alimentazione. Tra le motivazioni paventate dal New York Times potrebbe esserci una scelta politica contro Donald Trump, poche settimane dopo l'annuncio di voler ritirare i fondi dalla maggior parte delle organizzazioni umanitarie mondiali. L'attuale presidente degli Stati Uniti d'America nei giorni scorsi è entrato in aperta polemica con l'istituzione del Nobel, accusando i norvegesi di aver dato poco peso alle sue due (auto) candidature.