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17 Febbraio 2024 15:00

Quali sono le differenze tra cappuccino, latte macchiato e caffellatte?

Il cappuccino ha una schiuma golosa, mentre il caffellatte ne è privo. Il latte macchiato si serve rigorosamente in un bicchiere alto di vetro e non nella tazza di ceramica. E le distinzioni non finiscono qui.

A cura di Federica Palladini
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Per moltissimi italiani la sveglia al mattino fa rima con caffè, specialmente con quello della moka di casa o l’espresso del bar. C’è chi lo ama liscio e chi, invece, con l’aggiunta di latte, che sia vaccino come da consuetudine o di origine vegetale, dalla soia all’avena. Tra le bevande più celebri che vedono l’unione di questi due elementi ci sono il cappuccino, il latte macchiato e il caffellatte. Tre icone della colazione all’italiana conosciute da tutti e che, nonostante la somiglianza, si distinguono per la proporzione degli ingredienti usati e per la loro preparazione. Ecco quali sono le differenze, così da non avere più dubbi a riguardo.

Le differenze tra cappuccino, latte macchiato e caffellatte

Cappuccino, latte macchiato e caffellatte sono tre bevande calde molto diverse tra loro, nonostante alla base abbiano gli stessi ingredienti, ovvero il caffè e il latte. In genere, si realizzano unendo caffè espresso e latte vaccino intero, gustoso e corposo. Esistono ovviamente diverse varianti a seconda delle preferenze (dall’utilizzo dello zucchero a quello del caffè ristretto, passando per la temperatura), ma ci sono dei dettagli precisi che differenziano queste bevande l'una dall’altra e che le definiscono a seconda della quantità di latte, della presenza o meno della schiuma, della preparazione e di come vengono servite.

1. Cappuccino

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Il cappuccino si riconosce subito per la grande quantità di schiuma soda e soffice realizzata con latte montato. Al bar il latte è montato attraverso il vapore, grazie all’apposita “lancia a vapore”, mentre a casa è possibile replicarla con altri metodi (per esempio con un montalatte, con le fruste elettriche o con un frullatore a immersione). La caratteristica principale del cappuccino è proprio la sua schiuma, che tecnicamente viene definita crema, in quanto morbida e densa, mai ariosa. Le quantità sono tra i 150-180 ml di latte e i 25-30 ml di caffè, che corrispondono a quelli di un classico espresso. Il cappuccino si ottiene versando in una tazza di ceramica grande e bassa prima il caffè e poi aggiungendo in modo delicato, ma deciso la crema di latte, che andrà a “bucare” il caffè formando la tipica coroncina più scura, mentre il centro sarà bianco candido. Proprio per la sua compattezza, il latte montato si presta a essere modellato, creando le decorazioni in superficie tipiche della latte-art. Comunemente, il cappuccino può essere servito con una spruzzata di cacao amaro in polvere.

2. Latte macchiato

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In questo caso protagonista non è il caffè, ma il latte, usato in quantità maggiore – si arriva ai 200 ml – mentre la tazzina di caffè espresso in accompagnamento risulta “quasi facoltativa”. Come si fa il latte macchiato? Il latte viene montato a vapore come si fa per il cappuccino anche se lo si può tenere un po’ più liquido: in questo caso sarà meno schiumoso. Lo si versa all’interno di un bicchiere alto (detto tumblr) fin quasi all’orlo: a questo punto il barista unisce i 25 ml di caffè, oppure lascia che sia il cliente stesso a scegliere quanto macchiare, portando l’espresso a parte. Il latte si colorerà leggermente di marrone, restando molto chiaro, e si formerà uno strato bianco di schiuma superficiale più o meno consistente e spesso.

3. Caffellatte

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Il caffellatte tra le diverse preparazioni è quella più casalinga: qui, infatti, non sono previste né schiuma, né crema di latte. Si tratta, infatti, semplicemente di aggiungere a 25-30 ml di caffè tra i 150 e i 200 ml di latte caldo. Si può servire in tazza grande di ceramica o si trova al bar nel tumblr, lo stesso del latte macchiato. Ha una consistenza molto liquida e un colore marroncino uniforme, in quanto non vi è presente nessuna stratificazione.

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