Ogni mattina milioni di italiani si svegliano ponendosi la stessa domanda: quanti secondi ci vorranno prima che il biscotto pucciato nel latte diventi una pappetta molle?
Il Salvagente, il mensile che sottopone a prove di laboratorio i prodotti del supermercato come mozzarelle e passata di pomodoro, se n’è posta un’altra di domanda, meno filosofica e molto più utile, cioè quali sostanze nasconda quel biscotto oltre agli ingredienti scritti in etichetta.
Il periodico ha affidato al laboratorio dell'Università Federico II di Napoli l'analisi di 29 biscotti, 13 classici e 16 integrali, alla ricerca di acrilammide e micotossine da funghi e muffe: la prima è un contaminante che si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la cottura ad alte temperature (superiore ai 120° C) e le seconde sono tossine che contaminano i cereali. Con i risultati, la rivista ha quindi stilato una classifica che tiene conto anche di zuccheri e qualità degli ingredienti, e quest'anno le stesse analisi sono confluite in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Food Control.
Quali sono i migliori biscotti del supermercato secondo il Salvagente
Fra i 13 biscotti classici, cioè quelli preparati con farina bianca, il punteggio più alto spetta alle Gocciole Chocolate di Pavesi, frollini con gocce di cioccolato che ottengono 9,7 punti su 10. Il laboratorio non ha rilevato presenze di Don (deossinivalenolo), che non è un prete ma una delle micotossine prese in esame, mentre l'acrilammide è presente in quantità troppo esigue per essere misurate. Le fibre toccano invece i 4,1 grammi per 100 grammi, il valore più alto fra i biscotti fatti di farina bianca.
Le Gocciole, ricordiamolo, apportano comunque 22 grammi di zuccheri ogni 100 grammi, quindi va bene l'entusiasmo ma andiamoci piano con le quantità.
Al secondo posto si piazza l'Oro Saiwa Classico, il biscotto secco da inzuppo per eccellenza, con 9,1 punti, acrilammide non quantificabile e appena 35 microgrammi di Don per chilo. Sul terzo gradino del podio salgono a pari merito tre prodotti con 9 punti. Fra questi le Macine di Mulino Bianco, biscotti con panna fresca, contengono 52 microgrammi di acrilammide per chilo.

Accanto si collocano gli Original Frollini alla panna di Carrefour, nei quali non è stata rilevata acrilammide, e i Piaceri senza zuccheri aggiunti di Gentilini, lo storico biscottificio romano. In questi ultimi, gli zuccheri si fermano a 1,9 grammi per 100 grammi perché contengono maltitolo, un dolcificante molto efficace ma che, se consumato in eccesso, può avere effetti lassativi.
Le prime 10 posizioni
- Pavesi Gocciole Chocolate. Voto: 9,7/10
- Oro Saiwa Classico. Voto: 9,1/10
- Mulino Bianco Macine. Voto: 9/10
- Gentilini Piaceri senza zuccheri aggiunti. Voto: 9/10
- Carrefour Original Frollini alla panna. Voto: 9/10
- Lidl Realforno Fior di Panna. Voto: 8,7/10
- Eurospin Dolciando Frollini con panna. Voto: 8,7/10
- Coop Frollini alla panna. Voto: 8,5/10
- Colussi Il Granturchese. Voto: 8,2/10
- Conad Frollini con panna. Voto: 8,2/10
Nella parte alta della classifica figurano anche diversi marchi del supermercato, a conferma che per trovare un biscotto valido non serve spendere una fortuna. I Fior di Panna di Realforno, la linea della catena di discount Lidl, e i Frollini con panna di Dolciando, venduti da Eurospin, ottengono entrambi 8,7 punti, con rispettivamente 66 e 51 microgrammi di acrilammide.
Seguono i frollini di Coop con 8,5, mentre il Granturchese di Colussi e la versione di Conad si attestano a 8,2. Appena fuori dai primi dieci si colloca la confezione di Ciambelle di Balocco, con 8,1 punti.
In fondo alla graduatoria dei classici, con un distacco netto, scivolano i Frollini alla panna di Esselunga, che prendono 5,9 punti con 134 microgrammi di acrilammide per chilo. L'ultimo posto tocca ai Bucaneve di Doria, fermi a 5,5 punti con 148 microgrammi, un valore che sfiora il livello di riferimento europeo per i biscotti adatti ai bambini (si tratta comunque di prodotti in regola con la normativa europea sui contaminanti).
Perché i biscotti integrali contengono più acrilammide
La sorpresa più amara del test riguarda i 16 biscotti integrali, scelti da molti proprio perché considerati più salutari. Quattro hanno ricevuto un giudizio insufficiente, a partire dai Piaceri con farina integrale di Gentilini, che con 168 microgrammi per chilo contengono più acrilammide di qualsiasi altro biscotto del test.
Il valore di molti prodotti più rustici supera la soglia limite di 150 microgrammi: fra i bocciati figurano anche i Bucaneve Ciocco Integrale di Doria, con 142 microgrammi, e l'Oro Saiwa Cruscoro, che ne contiene 132.
Il quarto giudizio insufficiente tocca alla confezione di Digestives Integrali di McVitie's, i biscotti britannici a base di farina integrale, che con 126 microgrammi ottengono 5,5 punti anche per colpa di olio di palma e sale.
La ragione per cui i frollini integrali contengono una quota di acrilammide maggiore rispetto ai biscotti impastati con farina bianca sta nel chicco di grano, perché l'asparagina, l'amminoacido da cui si genera l'acrilammide in cottura, si concentra proprio nel germe e nella crusca, ovvero le parti preservate dalla macinazione integrale.
Cos'è l'acrilammide e in quali alimenti si trova
L'acrilammide si forma quando gli alimenti ricchi di amido cuociono sopra i 120 °C per effetto della reazione di Maillard fra zuccheri e asparagina, la stessa reazione che dà ai prodotti da forno il colore dorato.
L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro la classifica come probabile cancerogeno per l'uomo, mentre secondo l'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, la sua presenza negli alimenti può aumentare il rischio di tumore in tutte le fasce d'età.
L'Unione europea indica per i biscotti un livello di riferimento di 350 microgrammi per chilo, che scende a 150 per quelli destinati a lattanti e bambini nella prima infanzia. Il valore serve a verificare che i produttori applichino le misure obbligatorie per ridurre al minimo l'esposizione alla sostanza. I 29 campioni del test stanno tutti al di sotto, con una media di 88,6 microgrammi per chilo.
Quali micotossine sono state trovate nei biscotti
Le micotossine, la famiglia che comprende le più note aflatossine, sono sostanze prodotte da alcune muffe che contaminano i cereali sia durante la crescita nei campi che nella fase di stoccaggio. Per il deossinivalenolo, noto con la sigla Don, la normativa europea fissa il limite a 400 microgrammi per chilo, che si abbassa a 150 negli alimenti a base di cereali destinati al consumo dei bambini piccoli.
I valori misurati durante il test sono tutti al di sotto del limite, compreso il valore più alto pari a 101 microgrammi degli Oro Saiwa Cruscoro. Lo zearalenone, un'altra micotossina regolamentata, compare soltanto nei due campioni di Doria, sempre sotto i limiti di legge.

Il discorso si complica invece con le enniatine, micotossine emergenti senza limitazioni, che lo studio uscito su Food Control ha trovato in tutti i campioni tranne uno. Secondo i ricercatori il 97% dei biscotti contiene almeno due micotossine insieme, con punte di sei, anche se i livelli di quelle regolamentate non superano mai il confine della pericolosità.
Lo studio calcola anche quanta acrilammide assumono i mangiatori di biscotti, per confrontare il dato con i valori di riferimento che l'Efsa adopera per le sostanze potenzialmente cancerogene. Già con un consumo nella media, bambini e ragazzi fra 1 e 17 anni ne assumono una quantità superiore a quella considerata "rassicurante".
La beauvericina, anch'essa una micotossina emergente, preoccupa soprattutto per i più piccoli. Nei bambini fra 1 e 9 anni che mangiano biscotti in abbondanza, l'esposizione supera infatti la soglia prudenziale fissata per le sostanze ancora poco studiate.
Come è stata stilata la classifica
Il voto del Salvagente combina i risultati delle analisi di laboratorio con la qualità e la tipologia degli ingredienti dei biscotti. Sul giudizio finale, l'acrilammide incide per il 30% e il Don per il 20%, mentre l'altra metà del punteggio dipende dalle quantità di zuccheri, sale, fibre, dalle altre micotossine e dalla presenza di ingredienti poco graditi.
Fra questi, il mensile penalizza l'olio di palma, ricco di grassi saturi, e lo sciroppo di glucosio-fruttosio, un dolcificante liquido ricavato principalmente dall'amido di mais. Perdono punti anche i biscotti con additivi a base di fosfati, sostanze che aiutano l'impasto a gonfiarsi durante la cottura.
Come scegliere i biscotti al supermercato
Come per tutti i prodotti confezionati, conviene leggere sempre l'etichetta, a partire dalla tabella nutrizionale. Il Granturchese di Colussi, per esempio, contiene 26 grammi di zuccheri ogni 100 grammi: questo vuol dire che una porzione da 40 grammi ne apporta già una decina, senza contare la quota proveniente dal saccarosio (o qualsiasi altro zucchero) disciolto nel latte.
Chi prepara i biscotti in casa, intanto, può limitare la formazione di acrilammide con un accorgimento semplice: basta sfornarli appena dorati ed evitare che si scuriscano troppo.