
La passata di pomodoro è uno degli alimenti più presenti nelle dispense degli italiani, ma quale scegliere al supermercato? Le marche più conosciute sono davvero le migliori? E spendere di più significa acquistare un prodotto di qualità superiore? A rispondere è un'indagine della rivista Il Salvagente, che ha portato in laboratorio 16 passate di pomodoro di origine italiana, tra grandi marchi e prodotti a marchio dei supermercati, per valutarne la qualità e la presenza di residui di pesticidi.
I risultati riservano diverse sorprese: Petti La Completa e Valfrutta al Vapore conquistano i primi due posti. In alcuni campioni sono stati inoltre individuati numerosi residui di fitosanitari e in 8 passate su 16 è stata rilevata la presenza di spirotetramat, un insetticida non più approvato a livello europeo, ma il cui impiego era stato temporaneamente autorizzato in Italia attraverso una deroga.
C'è però una precisazione fondamentale: tutte le passate analizzate sono risultate conformi ai limiti di legge, considerando anche l'incertezza di misura per un prodotto con un valore Brix inferiore al minimo previsto. La presenza di residui, quindi, non significa automaticamente che una passata sia pericolosa per la salute.
La classifica delle migliori passate di pomodoro secondo il Salvagente
Il test, pubblicato dal Salvagente il 29 maggio 2026, ha esaminato 16 prodotti, valutandoli attraverso due parametri principali: la presenza di residui di pesticidi e i gradi Brix, che misurano la concentrazione dei solidi solubili nella passata. Entrambi hanno contribuito per il 50% al voto finale, espresso su una scala da 0 a 10.
Ecco la classifica completa delle 16 passate, dalla migliore a quelle che hanno ottenuto i punteggi più bassi, con il prezzo al chilogrammo rilevato nell'indagine:
- Petti La Completa: 9,8 punti – 3,38 €/kg
- Valfrutta al Vapore: 9,5 punti – 1,79 €/kg
- Cirio Passata Rustica: 9 punti – 2,72 €/kg
- Pomì Passata di Pomodoro: 8,8 punti – 1,99 €/kg
- Conad Classica Dolce e Corposa: 8,8 punti – 1,21 €/kg
- Lidl Italiamo Passata di Pomodoro: 8,7 punti – 1,46 €/kg
- De Cecco Classica Vellutata: 7,8 punti – 2,13 €/kg
- Coop La Densa: 7,5 punti – 1,41 €/kg
- De Rica Passata: 7,5 punti – 2,57 €/kg
- Star Pummarò: 6,5 punti – 2,13 €/kg
- Esselunga Passata di Pomodoro: 6 punti – 2,20 €/kg
- Mutti Passata: 6 punti – 2,27 €/kg
- La Molisana La Nostra Passata: 6 punti – 2,01 €/kg
- Santa Rosa Pomodorissimo: 6 punti – 1,70 €/kg
- Selex Passata Classica: 5 punti – 1,43 €/kg
- Eurospin Delizie del Sole: 5 punti – 0,93 €/kg
Petti La Completa è la migliore del test, con un punteggio di 9,8 su 10. Il laboratorio ha rilevato soltanto due tracce di pesticidi, entrambe inferiori al limite di quantificazione, e un valore di 7,8 gradi Brix. È anche il prodotto più costoso del confronto, con un prezzo di 3,38 euro al chilogrammo. Al secondo posto troviamo Valfrutta al Vapore, con 9,5 punti: presenta cinque tracce di pesticidi, un valore Brix particolarmente elevato, pari a 9,2, e un prezzo decisamente più contenuto, di 1,79 euro al chilogrammo. Chiude il podio Cirio Passata Rustica, con 9 punti, due tracce di pesticidi e 7,5 gradi Brix.
Tra i risultati più interessanti spiccano anche Conad Classica Dolce e Corposa e Lidl Italiamo, che ottengono rispettivamente 8,8 e 8,7 punti, pur avendo prezzi relativamente bassi. La passata Conad, in particolare, costa 1,21 euro al chilogrammo, dimostrando che un prezzo più alto non corrisponde necessariamente a un punteggio migliore.
Nella parte bassa della classifica troviamo invece alcuni marchi molto conosciuti. Mutti ottiene 6 punti, nonostante un valore Brix di 9, a causa dei residui di pesticidi rilevati. Lo stesso punteggio viene assegnato a Esselunga, La Molisana e Santa Rosa, anche se per quest'ultima il risultato è legato soprattutto alla minore concentrazione del prodotto. Selex ed Eurospin chiudono la classifica con 5 punti su 10. Entrambe presentano diversi residui di fitosanitari, compresi quelli di spirotetramat, e un numero elevato di tracce di altre sostanze.
È importante ricordare che i risultati si riferiscono ai singoli lotti sottoposti ad analisi e non possono essere automaticamente estesi a tutta la produzione dei marchi coinvolti.

Come sono state valutate le passate di pomodoro
Per stabilire la classifica, il Salvagente ha attribuito lo stesso peso a due elementi: il profilo dei residui di pesticidi, responsabile del 50% del punteggio, e i gradi Brix, che hanno determinato il restante 50%.
Per quanto riguarda i pesticidi, non è stata considerata soltanto la quantità di sostanze rilevate, ma anche il loro profilo tossicologico, il numero complessivo di residui e la presenza di concentrazioni vicine ai limiti di legge. Sono state inoltre penalizzate le sostanze il cui impiego era consentito attraverso autorizzazioni temporanee, come lo spirotetramat.
I gradi Brix, invece, indicano la concentrazione dei solidi solubili presenti nella passata, principalmente zuccheri naturali, ma anche acidi, sali minerali e altre sostanze. In generale, un valore più elevato corrisponde a un prodotto più concentrato, con meno acqua e una consistenza tendenzialmente più densa. Il contenuto di sale è stato esaminato, ma non ha influito sul giudizio finale.
Quali sono i limiti di legge per i pesticidi nella passata di pomodoro
La presenza di residui di pesticidi negli alimenti è regolamentata dall'Unione europea attraverso il Regolamento (CE) n. 396/2005, che stabilisce i cosiddetti limiti massimi di residuo (LMR), cioè le concentrazioni massime consentite per ciascuna sostanza nei diversi prodotti alimentari. Non esiste quindi un unico limite valido per tutti i pesticidi: ogni sostanza ha una soglia specifica, che dipende anche dall'alimento considerato.
Per i prodotti trasformati, come la passata di pomodoro, la normativa prevede inoltre di considerare gli eventuali effetti della lavorazione sulla concentrazione dei residui. Secondo le analisi pubblicate dal Salvagente, tutte le 16 passate esaminate sono risultate conformi ai limiti di legge. Questo significa che, pur essendo stati rilevati residui di diverse sostanze, nessun campione è stato giudicato irregolare. È importante ricordare, però, che il rispetto dei limiti non equivale all'assenza di pesticidi: indica che le quantità riscontrate rientrano nei valori consentiti dalla normativa.
Pesticidi nelle passate: cosa è emerso dalle analisi
Uno dei risultati più significativi dell'inchiesta riguarda la presenza di residui di prodotti fitosanitari: rispetto al precedente test condotto dalla rivista tre anni prima, il numero di sostanze individuate in alcuni campioni è aumentato.
Nel 2023 soltanto una passata presentava tre molecole rilevate; nel nuovo confronto sono diversi i prodotti nei quali sono stati quantificati fino a tre pesticidi contemporaneamente. Considerando anche le tracce presenti in quantità inferiori al limite di quantificazione del laboratorio, alcuni campioni arrivano a 12 presenze complessive di sostanze fitosanitarie. Tra le molecole individuate figurano lo spirotetramat, un insetticida sistemico, e tre fungicidi: azoxystrobin, difenoconazolo e boscalid.
Il dato più rilevante riguarda proprio lo spirotetramat, rilevato in 8 passate su 16. Si tratta di un insetticida che viene assorbito dalla pianta e distribuito nei suoi tessuti: per questo motivo, i residui possono essere presenti anche nella polpa del pomodoro e non soltanto sulla buccia. L'approvazione europea della sostanza è scaduta il 30 aprile 2024, secondo quanto previsto dal regolamento UE 2022/489, e il suo impiego è stato successivamente vietato. In Italia, tuttavia, sono state concesse autorizzazioni temporanee in deroga, anche per il pomodoro, fino a luglio 2026.
A richiamare l'attenzione non è soltanto la presenza dell'insetticida, ma soprattutto la quantità riscontrata in alcuni prodotti. Ecco i valori di spirotetramat riportati dal laboratorio:
- Esselunga: 0,909 mg/kg
- Selex: 0,850 mg/kg
- Eurospin: 0,611 mg/kg
- Mutti: 0,498 mg/kg
- La Molisana: 0,283 mg/kg
- Star Pummarò: 0,146 mg/kg
- De Rica: 0,025 mg/kg
- Coop: 0,015 mg/kg
Il limite massimo di residuo indicato nell'inchiesta è pari a 1 mg/kg: le concentrazioni rilevate sono quindi inferiori alla soglia, ma nei casi di Esselunga e Selex risultano particolarmente vicine.
Lo spirotetramat è oggetto di attenzione per il suo profilo tossicologico, in particolare per i possibili effetti sulla riproduzione e sullo sviluppo fetale. Questo, però, non significa che consumare una passata contenente residui della sostanza provochi automaticamente danni alla salute: per valutare il rischio effettivo bisogna considerare le quantità ingerite, la frequenza di esposizione e i valori tossicologici di riferimento.
Il Salvagente richiama inoltre l'attenzione sul cosiddetto effetto cocktail, cioè sui possibili effetti combinati di più sostanze presenti contemporaneamente, anche a basse concentrazioni. La rilevazione di diversi residui non dimostra, da sola, un rischio concreto per il consumatore, ma rappresenta un aspetto importante da approfondire nelle valutazioni tossicologiche.

Gradi Brix: quali sono le passate più concentrate?
L'altro parametro decisivo del test è rappresentato dai gradi Brix, che permettono di misurare la concentrazione dei solidi solubili presenti nel prodotto. La normativa italiana, attraverso il decreto del 23 settembre 2005, prevede per la passata di pomodoro un valore compreso tra 5 e 12 gradi Brix, al netto del sale eventualmente aggiunto e considerando le tolleranze applicabili.
Nel test del Salvagente, i valori più elevati sono stati registrati da:
- Esselunga: 9,3 gradi Brix;
- Valfrutta al Vapore: 9,2 gradi Brix;
- Mutti: 9 gradi Brix;
- Conad Classica e Coop La Densa: 8,7 gradi Brix.
La maggior parte dei prodotti si colloca invece tra 7 e 8 gradi Brix.
Un valore più elevato indica generalmente una maggiore concentrazione, ma non basta, da solo, a stabilire che una passata sia migliore: contano anche la varietà del pomodoro, la maturazione e le tecniche di trasformazione.
Un caso particolare è quello di Santa Rosa Pomodorissimo, che ha registrato il valore più basso del confronto, pari a 4,6 gradi Brix. Il Salvagente ha considerato il campione conforme tenendo conto dell'incertezza analitica dichiarata, pari al 10%.
Interpellata dalla rivista, Conserve Italia, produttrice di Santa Rosa, ha spiegato che Pomodorissimo è stata sviluppata per conservare il più possibile il sapore del pomodoro fresco, attraverso una lavorazione che limita la concentrazione. Secondo l'azienda, un valore vicino a 5 gradi Brix è coerente con le caratteristiche ricercate per questo prodotto, diverso da una passata tradizionale più densa.

Quanto sale contengono le passate di pomodoro?
Anche il contenuto di sale varia sensibilmente da una passata all'altra. La normativa ne consente l'aggiunta, ma ogni produttore può scegliere quantità differenti. Tra i prodotti analizzati, Cirio Passata Rustica presenta uno dei valori più bassi, con lo 0,02 g di sale per 100 g, seguita da Eurospin, con 0,08 g per 100 g. All'estremo opposto troviamo Petti La Completa, con 0,66 g di sale per 100 g, il valore più elevato tra quelli riportati nel confronto. Il sale non ha contribuito al punteggio finale del test, ma rimane un'informazione utile per chi desidera controllare il proprio apporto di sodio.
Passate confezionate in inverno: significa che il pomodoro non è fresco?
L'inchiesta del Salvagente si è soffermata anche su un altro elemento interessante: la data di confezionamento delle passate di pomodoro, che non coincide necessariamente con quella della raccolta. Il periodo principale della raccolta e della lavorazione del pomodoro destinato all'industria va indicativamente dalla seconda metà di luglio a settembre. Eppure, alcune delle passate analizzate risultavano confezionate in pieno inverno.
È il caso di Mutti, confezionata il 28 gennaio 2026, Petti La Completa, il 19 dicembre 2025, e Valfrutta al Vapore, il 10 dicembre 2025. Quest'ultima e Petti, nonostante il confezionamento fuori stagione, hanno ottenuto i punteggi migliori dell'intero test.
Come è possibile? La spiegazione è legata ai processi di lavorazione industriale: il pomodoro, infatti, viene raccolto e trasformato durante la campagna estiva, generalmente entro 24 ore, ma il prodotto può essere conservato in contenitori asettici e confezionato nei mesi successivi. È una pratica consentita dalla normativa e utilizzata nel settore per garantire la continuità produttiva durante tutto l'anno: una passata confezionata a dicembre o gennaio, quindi, non è necessariamente di qualità inferiore rispetto a una imbottigliata in estate.