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18 Dicembre 2022
11:00

Qual è il miglior vino per fare il vin brulé? Tanti rossi, e c’è chi usa il bianco

Qual è il vino migliore per realizzare il vin brulé? Quali sono le principali tipologie utilizzate nelle varie Regioni italiane? Tanti rossi, ovviamente, ma c'è pure chi usa il bianco.

A cura di Alessandro Creta
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Da non molto siamo ormai entrati in quella fase dell'anno. Quella fase in cui, tra scorpacciate di castagne e marroni davanti a un bel fuoco acceso in molti amano concedersi (in compagnia ma anche da soli) un po' di vin brulé (letteralmente, vino bruciato). Un must praticamente immancabile in numerose sagre e feste di Paese, soprattutto al Nord Italia ma con qualche sprazzo caratteristico pure nelle Regioni centrali dello Stivale. Quando le temperature diventano progressivamente più rigide qual miglior soluzione, per scaldarsi, di un bel bicchiere di questo vino dolce, aromatizzato, profumato e con qualche pezzo di frutta al suo interno?

Si tratta, come intuibile, di una bevanda tipicamente montana. Nelle Regioni settentrionali va ovviamente per la maggiore tra mercatini, bancarelle di Natale e stand gastronomici, ma non è raro trovarne anche lungo buona parte della penisola (così come in molti Paesi dell'Europa continentale, dove assume diverse denominazioni). Pentoloni dai quali viene raccolto il vin brulé, versato in bicchierini offerti ai passanti: è una delle scene più tipiche dell'inverno, con le ricette che variano al variare del luogo di riferimento.

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Spezie, aromi e frutta sono a discrezione di chi prepara questa bevanda, così come l'ingrediente principale: il vino. Per lo meno in Italia, infatti, ne vengono usate tipologie diverse in base alla Regione in cui ci si trova. Per questo è praticamente impossibile anche dire con certezza quale sia il migliore da utilizzare: tutto varia in base alle abitudini e ai gusti delle persone.

Aspetto fondamentale? Il vino deve essere di qualità e non va bollito, col rischio di rovinarne la struttura e l'aroma originale. La bevanda va semplicemente riscaldata con la dovuta e necessaria calma, aggiungendo man mano spezie (cannella e chiodi di garofano su tutte), frutta e zucchero nelle varie fasi della preparazione. Detto questo, comunque, si possono identificare alcune tipologie più utilizzate rispetto ad altre, perché maggiormente declinabili e adatte per realizzare il vin brulé.

Quale vino si usa per il vin brulé

Esistono, per caratteristiche, alcuni vini più adatti rispetto ad altri per essere utilizzati nella realizzazione del vin brulé. Importante infatti che siano profumati, aromatici, possibilmente zuccherini e dalla struttura morbida. Non troppo tannici o spigolosi insomma. E in base alla Regione cambia la tipologia usata. Se in Emilia va per la maggiore il Lambrusco, identitario rosso del territorio dal profumo suadente e ammaliante, spostandoci più verso il Centro Italia troveremmo vin brulé a base di un più deciso Sangiovese.

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Non solamente vini rossi: se andiamo in Veneto infatti troviamo degli aromatici bianchi come Sauvignon Blanc, Müller-Thurgau e Chardonnay, profumatissimi e ancor più spiccatamente aromatici una volta riscaldati. Torniamo ai rossi muovendoci verso il Piemonte (e in particolar modo nelle Langhe), dove le varietà più utilizzate sono il Barolo oppure soluzioni più easy, per così dire, come Nebbiolo o Barbera. In Adige invece va per la maggiore il Pinot nero. In tutti i casi, comunque sia, vale una regola: un vin brulé di qualità lo si può ottenere solo attraverso l'utilizzo di un vino di qualità. Per il resto, è a totale discrezione di chi prepara e, ovviamente, di chi beve. Il de gustibus, insomma, è un evergreen…

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A cura di
Alessandro Creta
Laureato in Scienze della Comunicazione prima, Pubblicità e Marketing poi. Giornalista gastronomico per professione e mangiatore seriale per passione, mi piace navigare tra le pieghe del cibo, perché il food non è solamente cucina, ristoranti e chef. Appassionato di olio evo ma anche di viaggi, sono particolarmente incuriosito da cibi strani e sconosciuti. Mi fate felice con un Verdicchio. Mi trovate su Instagram: @cretalex
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