
Pizza, pasta, espresso, ma anche risotto, mozzarella e cappuccino: sono queste alcune delle parole italiane più pronunciate al mondo senza traduzione. Termini entrati stabilmente nei menu, nei dizionari e nel linguaggio comune di decine di lingue, usati per indicare prodotti, preparazioni e pratiche gastronomiche precise.
Secondo il progetto di ricerca di Treccani sugli italianismi nel mondo, curato dai linguisti Luca Serianni, Lucilla Pizzoli e Leonardo Rossi, queste parole si sono diffuse perché nominano realtà culinarie che, al momento della loro circolazione internazionale, non trovavano equivalenti adeguati nelle altre lingue. La loro adozione non è quindi solo il risultato del successo della cucina italiana, ma anche della necessità linguistica di dare un nome condiviso a ingredienti, tecniche e modelli alimentari specifici.
Le parole italiane più usate all'estero
Non tutte le parole viaggiano allo stesso modo: alcune attraversano i confini perché colmano un vuoto linguistico, altre perché raccontano un’esperienza nuova, altre ancora perché portano con sé un intero sistema culturale. È il caso delle parole italiane legate al cibo, che da secoli circolano nelle lingue del mondo senza bisogno di traduzione. Secondo il progetto di ricerca “Assaggi da un dizionario di italianismi nel mondo”, curato dai linguisti Luca Serianni, Lucilla Pizzoli e Leonardo Rossi per Treccani, le parole italiane adottate stabilmente da altre lingue sono oltre 20.000.
Tra queste, la gastronomia rappresenta uno degli ambiti più ricchi e significativi: non solo perché la cucina italiana è globalmente diffusa, ma perché molti suoi prodotti, tecniche e rituali non trovano equivalenti precisi in altre culture. È però necessario chiarire un punto metodologico: la ricerca Treccani non propone una classifica in senso stretto, né un elenco ordinato dalla prima alla decima parola più usata. Gli studiosi individuano invece un insieme di italianismi ricorrenti e ampiamente attestati, emersi dall’analisi di decine di lingue e documentati in modo sistematico. Le dieci parole che seguono non vanno quindi lette come una graduatoria, ma come una selezione rappresentativa degli italianismi gastronomici più diffusi nel mondo secondo i dati e gli esempi raccolti da Treccani: termini che, più di altri, raccontano il modo in cui la cucina italiana ha lasciato un’impronta stabile nei vocabolari globali.
Pizza

Nel censimento degli italianismi curato da Treccani, pizza è uno dei casi più evidenti di parola diventata universale. È presente in decine di lingue senza traduzione né adattamenti significativi e mantiene il nome italiano anche quando la preparazione cambia radicalmente. Questo perché pizza non indica soltanto un cibo, ma un modello culturale: convivialità, semplicità, condivisione.
Pasta

Nel lessico internazionale, pasta non è un termine generico, ma identifica esplicitamente la pasta italiana. Come rilevano gli studiosi del progetto Treccani, la parola è stata adottata per nominare un alimento che altrove non esisteva nella stessa varietà di forme, cotture e usi. È un italianismo che porta con sé un’intera grammatica del gusto.
Spaghetti

Tra i nomi dei formati, spaghetti è quello che ha conosciuto la diffusione più ampia. In molte lingue viene usato come sinonimo stesso di cucina italiana, spesso al di là del suo significato tecnico. È un esempio di come un termine specifico possa diventare simbolico, entrando nell’immaginario collettivo globale.
Espresso

Espresso è un italianismo tecnico, legato a un metodo di preparazione ben preciso. Secondo la ricerca Treccani, il termine si è imposto perché non esisteva un equivalente nelle altre lingue: esportare il caffè italiano ha significato esportarne anche il nome. Oggi espresso è una parola internazionale che continua a parlare italiano.
Cappuccino

Nel progetto sugli italianismi, cappuccino emerge come uno dei termini più riconoscibili della cultura del caffè. All’estero il suo uso si è ampliato rispetto alla tradizione italiana, ma il nome è rimasto invariato. È un caso emblematico di parola che conserva la propria identità linguistica anche quando la pratica si trasforma.
Mozzarella

Tra i prodotti alimentari, mozzarella è uno degli italianismi più attestati. La parola identifica un formaggio preciso, con caratteristiche produttive e sensoriali definite, ed è per questo che non viene tradotta. Nel mondo è diventata sinonimo di freschezza, autenticità e cucina italiana, anche al di fuori dei confini geografici di produzione.
Risotto

Meno scontato di altri termini, risotto compare stabilmente nel censimento Treccani perché indica una preparazione che non trova equivalenti diretti in molte altre tradizioni culinarie. La parola viene adottata insieme alla tecnica di cottura, dimostrando come l’italiano abbia esportato non solo ingredienti, ma anche procedimenti.
Ravioli

Ravioli è uno degli italianismi gastronomici più diffusi legati alla pasta ripiena. Anche in questo caso, il termine resta italiano perché descrive una tipologia precisa di piatto, riconosciuta come tale a livello internazionale. La parola è entrata nei dizionari di molte lingue come segno di una tradizione ben identificata.
Tiramisù

Relativamente recente rispetto ad altri italianismi, tiramisù è ormai pienamente stabilizzato. Il progetto Treccani lo registra come esempio di parola che si è diffusa rapidamente grazie al suo forte valore evocativo. Il nome, intraducibile senza perdere significato, ha contribuito in modo decisivo alla fortuna del dolce.
Gelato

Nel lessico globale, gelato non coincide con ice cream. È un italianismo che segnala una differenza qualitativa e culturale, non solo terminologica. Come osservano gli studiosi, quando una parola non viene tradotta è perché ciò che rappresenta è percepito come unico: gelato è uno di questi casi.
Salame

Nei repertori di italianismi analizzati dal progetto Treccani compare anche salame, termine la cui diffusione internazionale è legata soprattutto al commercio alimentare e alla ristorazione, dove il nome viene mantenuto per identificare un prodotto specifico. Tuttavia, rispetto a parole come pizza o pasta, salame presenta un uso più settoriale e spesso convive con adattamenti locali o con denominazioni generiche.
Cannelloni

Anche cannelloni è un italianismo attestato in diverse lingue e frequentemente presente nei menu dei ristoranti italiani all’estero. Il termine indica una preparazione ben definita, legata alla pasta ripiena, ed è riconosciuto come tale senza traduzione. La sua circolazione, però, è in larga parte confinata al lessico della ristorazione e meno al linguaggio comune, con una diffusione più limitata rispetto a formati come spaghetti o ravioli.