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11 Luglio 2026 9:00

Quali sono i meloni estivi: le varietà da gustare durante i mesi caldi

Dolce, succoso, colorato, versatile: il melone è uno di quei frutti di cui non si può fare a meno. E il bello è che ne puoi usufruire sempre, in qualsiasi stagione. Esistono, infatti, varietà di meloni tipici dell’estate e varietà che crescono in inverno. Andiamo alla scoperta delle varietà da gustare durante i mesi più caldi.

A cura di Martina De Angelis
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Il melone è uno dei frutti più consumati durante la bella stagione: per la sua versatilità, infatti, è utilizzato in molte ricette dolci e salate, tradizionali e creative. Il melone, dal nome scientifico Cucumis melo, appartiene alla grandissima famiglia delle Cucurbitacee, la stessa di zucchine, cetrioli, zucche e cocomeri, e si divide in diverse cultivar che hanno colore, forma, sapore, profumo e occasioni d’uso diverse. Nonostante il melone sia spesso associato ai mesi più caldi, la caratteristica sorprendente di questo frutto è che può essere consumato praticamente tutto l’anno, perché esistono alcune varietà che si raccolgono durante l’estate, ma ne esistono altrettante che crescono e si consumano in inverno. Proprio per questo i meloni vengono raggruppati in due grandi categorie a seconda della stagione: i meloni estivi e i meloni invernali. All’interno degli stessi gruppi, poi, esistono tante varietà diverse, ciascuna con la sua buccia, la sua forma, il suo sapore e i suoi utilizzi. Scopriamo insieme le varietà più diffuse di meloni estivi da gustare durante i mesi caldi dell’anno.

Che differenza c’è tra i meloni estivi e i meloni invernali?

Le differenze tra i meloni estivi e i meloni invernali sono molte: hanno bucce diverse, polpe che differiscono per colore, sapore e consistenza e una differente conservabilità. I meloni estivi sono quelli che si trovano comunemente sui banchi del mercato durante i mesi più caldi, da giugno a settembre. Si distinguono per la polpa morbida, molto succosa e profumata, che può essere di colore arancione, come nel melone retato o cantalupo, oppure verde chiaro, come nel melone liscio. Hanno un elevato contenuto di acqua, un gusto dolce e rinfrescante e sono particolarmente apprezzati consumati freschi. Proprio per la loro ricchezza d'acqua e la consistenza delicata, hanno una conservabilità limitata: una volta raccolti o tagliati devono essere consumati in tempi relativamente brevi.

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I meloni invernali, invece, vengono raccolti tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, ma grazie alla loro spessa buccia e alla polpa più compatta possono essere conservati per diversi mesi, arrivando così sulle tavole anche durante l'inverno, da cui deriva il loro nome. Tra le varietà più conosciute c'è il melone giallo o "melon d'inverno". La polpa è generalmente bianca, giallina o verde chiaro, meno aromatica rispetto a quella dei meloni estivi, ma comunque dolce e croccante. Il contenuto d'acqua è leggermente inferiore e la consistenza più soda li rende adatti a una lunga conservazione senza perdere le loro qualità.

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Dal punto di vista nutrizionale, entrambe le tipologie apportano poche calorie e sono ricche di vitamine, minerali e composti antiossidanti. I meloni estivi, grazie al maggiore contenuto d'acqua, sono particolarmente indicati per favorire l'idratazione durante la stagione calda, mentre quelli invernali rappresentano una valida fonte di frutta fresca nei mesi in cui l'offerta di prodotti estivi è più limitata. Fatte queste doverose premesse, scopriamo insieme le varietà di meloni estivi più diffuse, più particolari e più buone.

1. Melone cantalupo

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Il melone cantalupo può essere definito come il melone estivo per eccellenza. Appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, del genere cantalupensis: tra le varietà appartenenti a questa tipologia ci sono il Cantalupo Comune, il Cantalupo di Charentais e il Cantalupo Prescott. Si riconosce facilmente grazie alla sua forma tondeggiante con buccia più o meno liscia, di colore verde-grigio-giallognolo e coste più o meno marcate; la polpa va dall’arancione pastello al rossastro, il suo profumo è intenso e il sapore un’esplosione di dolcezza. La sua raccolta va da maggio a ottobre e il suo essere particolarmente succoso e saporito lo rende un ingrediente ideale per piatti raffinati come il risotto al melone e per dolci, tipo un golosissimo gelato.

2. Melone retato

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Spesso cantalupo e retato vengono considerati sinonimi, ma non è così. Il melone retato è una specie diversa: si chiama melone reticulatus e si distingue per avere una buccia verde-giallognola dalla caratteristica texture che ricorda una rete a maglie fini. La costolatura, ovvero l’insieme delle strisce o solchi in rilievo che dividono la buccia, non è presente o è poco marcata, mentre la polpa ha una consistenza soda e un colore che va dall’arancione spento al giallognolo, fino al bianco. Si tratta di una tipologia molto diffusa, anch’essa estiva, che si trova da giugno a settembre: da gustare in preparazioni come quelle indicate per il cantalupo, in quanto altrettanto dolce e dissetante, ottimo anche in macedonie e insalate, per gelati e semifreddi. Tra i meloni retati, da citare il Melone di Calvenzano, un piccolo paese della Bassa bergamasca dove questa cultivar esiste dalla fine dell’800: durante la Belle Époque era talmente pregiata da essere presente nei migliori ristoranti parigini.

3. Melone Mantovano Igp

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Quando si pensa al melone estivo più classico, tondo, dalla buccia verde-grigiolina e la polpa arancione, quello di riferimento è il Melone Mantovano Igp, un’eccellenza lombarda e italiana dalla lunga storia, che parte dai giardini dei Gonzaga nel XV secolo per arrivare a estendersi nel corso degli anni nella zona della Bassa padana, esportato in tutta Europa e negli Stati Uniti. All’interno di questa varietà sono compresi meloni sia del genere cantalupensis sia reticulatus: c’è il melone retato con fetta Supermarket (quello più iconico), il melone liscio Tamaris, tondo con gusto e profumo agrumato, preferito dagli chef nei loro piatti gourmet, e il melone retato senza fetta Harper, che non presenta scanalature, ma solo la caratteristica buccia reticolata. Noto per il suo profumo intenso, la polpa dolce e la consistenza croccante. Per valorizzarlo abbinalo a contrasti dolci-salati come prosciutto crudo, formaggi erborinati (Gorgonzola DOP) o burrata. È perfetto anche per risotti cremosi, vellutate fredde (gazpacho) o dolci estivi senza cottura.

4. Meloni pugliesi: carosello e barattiere

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Cetriolo barattiere

Se scendiamo nel tacco d’Italia troviamo due varietà di meloni dal gusto che somiglia più a quello del cetriolo che del frutto classico: stiamo parlando del carosello e del barattiere, specialità della cucina pugliese, da gustare crudi, conditi con poco olio e sale o nella cialledda, un’insalata di origine contadina con pane, pomodori e cipolle tipica della Puglia e della Basilicata. Questi meloni pugliesi appartengono alla famiglia delle Cucurbitacee e vengono raccolti acerbi (da maggio a luglio) proprio per consumarli come se fossero dei cetrioli: hanno una polpa croccante e molto dolce, caratteristiche che li rende perfetti per il consumo a crudo, da soli o aggiunti in insalatone miste, pasta fredda o insalata di riso.

5. Melone di Pachino

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Coltivato nel clima caldo e ventilato della Sicilia sud-orientale, il Melone di Pachino è apprezzato per l'elevato grado zuccherino, la consistenza compatta e il profumo intenso. La polpa, generalmente arancione, è particolarmente dolce e si presta sia al consumo fresco sia alla preparazione di antipasti con salumi, insalate estive e piatti a base di pesce. Grazie alla sua aromaticità viene utilizzato anche per granite, sorbetti e frullati.

6. Melone di Porto Tolle

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Prodotto nel Delta del Po, in Veneto, il Melone di Porto Tolle beneficia di terreni fertili e di un microclima favorevole che conferiscono ai frutti una polpa particolarmente dolce e succosa. Le produzioni comprendono soprattutto meloni retati e lisci. In cucina è molto versatile: oltre al classico consumo fresco, si presta alla preparazione di insalate con formaggi freschi, per esempio una caprese di melone, crostacei e verdure di stagione, ma può essere utilizzato anche per sorbetti, mousse e succhi.

7. Melone Charentais

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Il melone Charentais, che come abbiamo visto appartiene alla famiglia dei cantalupi ed è originario della Francia, è considerato uno dei meloni più aromatici. In Italia è molto diffuso e coltivato, soprattutto nel Lazio e in Sicilia: spesso soprannominato “francesino”, ha dimensioni medio-piccole, buccia liscia o leggermente solcata e polpa arancione molto dolce e profumata. Grazie al suo aroma intenso viene spesso servito semplicemente a fette per il consumo a tavola, ma è eccellente anche nella preparazione di dessert, mousse, gelati artigianali e confetture. Essendo molto delicato, raggiunge il massimo delle qualità organolettiche quando viene consumato poco dopo la raccolta.

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