mcdonalds-contro-burger-king

Darth Vader e Luke Skywalker, Sherlock Holmes e Moriatry, Alì e Frazier: il mondo ha visto tante grandi rivalità, vere o inventate, ma nessuna raggiunge il livello di McDonald’s vs Burger King. Una battaglia fatta a suon di panini, patatine, spot, annunci sui giornali e naturalmente sui social. “Gli americani hanno questa visione mitologica dei due pesi massimi al centro del ring che si danno 100-150 colpi a round” dice Federico Buffa: ed è proprio qui che nascono Coca-Cola e Pepsi o Apple e Microsoft. Rivalità iconiche, generazionali in un certo senso: per 60 anni McDonald’s è stato il metro di paragone, lo standard da raggiungere per tutti i franchising della terra; un ristorante in grado di abbinare una qualità del prodotto ad un’immagine vincente del brand.

Quando si parla di “qualità del prodotto” abbinata al fast food degli Archi Dorati, molti storcono il naso: in realtà gli standard qualitativi delle grandi catene sono elevatissimi sotto il profilo della sicurezza alimentare. Peccano in gusto per qualcuno, ma i prodotti sono molto sicuri. Qualche anno fa fece scalpore una dichiarazione di Ferran Adrià, forse il più importante cuoco moderno, a tal proposito: “McDonald’s è il ristorante con il miglior rapporto qualità-prezzo al mondo” e quest’anno, in un’intervista al Gambero Rosso, lo ha ribadito anche Niko Romito, Tre Stelle Michelin. Dire che un prodotto è oggettivamente meglio dell’altro quando si parla di MC e BK è impossibile, essendo tutto molto soggettivo.

La storia di McDonald’s e Burger King, primo round

In un angolo ci sono gli archi dorati, nell’altro le corone. Il primo a nascere è McDonald’s come racconta benissimo John Lee Hancock nel suo The Founder. I fratelli McDonald inventano il sistema del fast food creando di fatto le basi della ristorazione del XX Secolo prima di cedere il passo, loro malgrado, a Ray Kroc, che ha reso McDonald’s ciò che tutti conosciamo. Burger King nasce invece nel 1954 “rubando” la cucina dei rivali: James McLamore e David Edgerton visitano il ristorante di Dick e Mac McDonald a San Bernardino. Comprendono il potenziale e creano Burger King.

mcdonald-vs-burger-king

La storia si intreccia già da qui: Ray Kroc all’epoca dell’apertura del primo BK era ancora un rappresentante di macchine per frappé e la prima macchina venduta, fu proprio al Burger King di Miami, il primo fondato.

Le cifre di McDonald’s e Burger King, secondo round (K.O Tecnico?)

Se parliamo di numeri, non ci sono paragoni e McDonald’s distrugge Burger King. Fin da quando Ray Kroc vi ha messo mano, l’azienda è stata irraggiungibile per tutti: ma ognuno dei brand ha influito sull’altro. Una volta persa la sfida in casa, infatti, Burger King comprende che al di fuori degli Stati Uniti c’è un mondo: in Europa sbarcano i primi fast food. Siamo negli anni ‘60 e Burger King ha già iniziato un'opera di "colonizzazione" del suolo europeo che McDonald’s imiterà solo alcuni anni dopo, recuperando terreno e vincendo infine la sfida. Oggi l’azienda di San Bernardino ha 36 mila punti vendita in 120 Paesi diversi, Burger King è ferma a 79 Paesi e 15 mila ristoranti.

burger-king-contro-mcdonalds

Il valore del brand McDonald’s è 9 volte superiore a quello del rivale con una fetta di mercato che supera il 40%, mentre Burger King è fermo al 22%: ogni giorno McDonald’s sfama l’1% della popolazione mondiale, una cifra inimmaginabile. Le cose stanno cambiando sui social però perché, pur mantenendo una solida leadership di MC (quasi 3 volte il numero degli utenti di BK), pare che McDonald’s abbia usato le content strategy di Burger King – che fa una campagna molto più aggressiva rispetto a MC – come esempio di analisi del successo del loro brand,

McDonald’s vs Burger King, terzo round: gli spot

Veniamo alla parte bella: entrambe le aziende investono budget molto importanti nella comunicazione e nella partnership con altre grandi aziende. McDonald’s ha accordi con Inditex e Zara per la produzione di capi d’abbigliamento con i propri prodotti, ma la parte più divertente è sicuramente la lotta senza esclusione di colpi nelle pubblicità. Spoiler alert: Burger King ha molta della cosiddetta cazzimma, cosa che manca (per scelta) a McDonald’s.

1. La novità del 2020

Partiamo dall’ultima: Burger King ha candidamente ammesso che per tutto il 2019 ha nascosto in ogni pubblicità un Big Mac, panino simbolo di McDonald’s, dietro al Whopper, il panino simbolo di Burger King. Non c’è stato spazio per il politically correct da parte dell’azienda della Florida: il divertente video comincia proprio sostenendo che “tutti sanno che il nostro hamburger sia migliore dell’altro hamburger”.

2. I clown di Burger King

“Come as a Clown, eat as a King”, “Vestiti da clown e mangia da re”, il riferimento a Ronald McDonald durante la festa di Halloween 2017 è una vera burla da parte di Burger King contro McDonald’s. Ogni cliente travestito da clown il 31 ottobre avrebbe avuto un Whopper in omaggio se avesse pubblicato una foto social, taggando Burger King con l’hashtag #ScaryClownNight.

Mc Donald's vs Burger Kingg: storia della rivalità

3. I McCoins di McDonald’s in mano a Burger King

Andiamo nel 2018, con la moneta virtuale di McDonald’s, il McCoin. In oltre 14 mila ristoranti potevano essere usati per acquistare dei Big Mac ed alla visita successiva i clienti avrebbero avuto un hamburger gratis, fino al 31 dicembre. Burger King ha sfruttato l’occasione lanciando una contro-campagna: i coins inutilizzati nel 2018 avrebbero fruttato un Big King XL gratis.

4. Cosa ci dicono gli spot

Le strategie pubblicitarie diverse dicono tanto sui due brand: McDonald’s ha un branding più classico e corretto, rivolto alle famiglie e al valore del brand; Burger King lavora sullo humor, crea contenuti umoristici e cerca di intercettare i cambiamenti tecnologici nella propria proposta. Da sempre McDonald’s è “Il ristorante dove puoi trovare la tua vicina di casa con la propria famiglia”, come recitava uno dei primo spot tv lanciati dall’azienda; mentre Burger King è il brand giovane, che punta all’estero, che diverte ed usa gli influencer per arrivare ai più piccoli.