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Coca-Cola ha inventato Babbo Natale come lo conosciamo oggi, lo sappiamo tutti, lo diciamo ogni anni: e ogni anno si scrivono decine di articoli su questa storia. Ma non è proprio così.

La mossa di marketing dell’azienda di Atlanta è stata eccezionale e, indubbiamente, l’associazione tra la bevanda ed il panciuto uomo del Polo Nord vestito di rosso è immediata anche grazie a spot di assoluto culto con immagini diffuse fin dal 1931. Un vero simbolo del Natale, con la voce di Etta James di sottofondo e la bottiglina di vetro in mano ma Santa Claus ha avuto tante identità nel corso della storia.

Babbo Natale a.C.C.

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Com’era Babbo Natale prima di Coca-Cola allora? Rosso, con la barba e la pancia, ma anche verde, in alcuni casi non era affatto un essere umano, ma un elfo. In alcune versioni Babbo Natale ha addirittura combattuto nella Guerra di Secessione Americana: nel 1862 era una figura piccola simile a un folletto, accorso in aiuto dell'Unione.

La figura mitologica di Babbo Natale è infatti presente in tantissime culture: un essere che distribuisce doni ai bambini in occasione di una natività divina, aiutato da animali volanti. Tanti sono anche i nomi a lui attribuiti: Santa Claus, Father Christmas, Sintaklaas, Sankt Nikolaus, San Nicola, Christkind; la cosa certa è che la “figura storica” da cui deriva è San Nicola, vescovo di Myra in Turchia, divenuto santo perché avrebbe resuscitato 5 bambini. Il Babbo Natale rosso, invece, lo vediamo raffigurato anche sul New York Times a partire dal 1927, identico a come lo conosciamo oggi.

Babbo Natale d.C.C.

Arriviamo dunque al 1931: sul sito dell’azienda di Atlanta si legge che “La magica trasformazione del Babbo Natale di Coca-Cola avvenne nel 1931. Archie Lee, direttore creativo dell’agenzia pubblicitaria, ebbe l’idea di mostrarlo florido e gentile". Per creare l’illustrazione, si rivolse all’artista Haddon Sundblom. Nell’opera, Babbo Natale entra in una casa ed al posto dei biscotti col latte canonici, ad attenderlo trova una Coca-Cola.

Sundblom all’inizio dipingeva Santa Claus con un modello dal vivo, Lou Prentiss, un venditore in pensione amico del vignettista ed alla morte di Lou, Sundblom usò addirittura se stesso come modello dipingendosi allo specchio. La gente era attentissima ai dettagli riportati per una genealogia attorno al personaggio sempre più sfaccettata, al punto che l’azienda ogni anno riceveva tantissime lettere di protesta per degli “errori”: il cinturone al rovescio (dovuto allo specchio), oppure l’anello nuziale, che in alcune occasioni c’era ed in altre no, con le persone preoccupate per la sorte della moglie.

Oggi la figura di Babbo Natale ha varcato i confini dell’immaginario collettivo, diventando una vera figura della religione laica del mondo.