
L'anno nuovo inizia con MasterChef Italia e una serata incentrata sulle eccellenze italiane come il Parmigiano Reggiano Dop, ma anche sulla sostenibilità in cucina, con la prima Green mistery box della storia del programma. In più, la prima prova in esterna, un Pressure test dedicato a formaggi e gnocchi ripieni e una eliminazione finale: scopri cosa è successo nella quarta serata del cooking show più amato della televisione, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.
La Green mistery box con gli scarti e le specie invasive
La puntata inizia con una Green mistery box, novità assoluta nella storia del programma: la prova è dedicata alla sostenibilità in cucina. Naturalmente protagonista è la chef Pavan, da sempre impegnata su queste tematiche in cucina e fuori. In palio, oltre alla Golden pin, ci sarà per l'occasione la Green pin, che naturalmente sarà consegnata all'aspirante chef che ha rispettato meglio i principi della cucina sostenibile: questo otterrà del tempo, ovvero 10 minuti in più da impiegare nelle prove che preferisce. Nella box i concorrenti trovano l'Anadara inaequivalvis – nota anche come scrigno di Venere, una specie di mollusco bivalve invasivo originario del Sud-Est asiatico ma diffuso in Adriatico – il "boccalone", detto anche persico trota (o lavarello trtota), una specie aliena invasiva d'acqua dolce, le frattaglie della seppia, un filetto di cinghiale (specie invasiva nativa), baccelli di piselli, carcasse di piccione, bucce di carote, talli di zucchine, le foglie esterne del carciofo e del pane raffermo. In un'ora dovranno preparare un piatto che renda questi ingredienti di scarto protagonisti, valorizzandoli ma minimizzando comunque gli sprechi anche durante la prova al fine di ottenere la spilla verde.

I concorrenti si mettono al lavoro: molti hanno familiarità con gli ingredienti di scarto, ma altri sono più in difficoltà. I giudici girano tra i banchi di lavoro insieme alla chef Pavan, perché all'assaggio andranno solo i migliori e il modo di lavorare dei concorrenti potrebbe determinare l'assegnazione della Green pin. Dopo i vari consulti, i giudici chiamano all'assaggio i concorrenti selezionati: il primo ad andare all'assaggio è Matteo C., con un piatto che si chiama "Ascolta", che ha il cinghiale come protagonista, una crema fatta con i vegetali e brodo di carciofo. Il piatto piace sia alla chef Pavan sia ai giudici, così come l'uso degli scarti.
Il secondo migliori piatto è di Alessandro, con "Il mio paziente ideale" in riferimento a boccalone e al suo mestiere, il dentista: il perisco è stato cotto in padella con la seppie e poi accompagnato con una salsa a base di interiora, un pesto fatto con le uova del pesce, gli scarti della carota e il fegato della seppia. Il piatto viene apprezzato soprattutto da Locatelli, ma anche dagli altri giudici che hanno apprezzato il modo di lavorare, oltre che il risultato finale. Terzo piatto al giudizio è di Matteo Lee, altra faccia nota nel gruppo dei migliori, così come i due precedenti: ha anche la Golden pin. Il piatto, "Boccalone al verde", è composto da un involtino di foglia di zucchina ripieno di pesce, fegato di seppia montata con il burro, accompagnato da una vellutata fatta con il pane, le foglie della zucchina e l'acqua di cottura dei molluschi, un beurre blanc con gli scarti del pesce, le squame del pesce in padella e una melassa di bucce di carote e petali di carciofi. È decisamente un piatto complesso, ma il concorrente ha esagerato un po' con il burro, cosa che lo appesantisce. Colpisce molto i giudici, soprattutto perché ha usato quasi tutti gli ingredienti a disposizione. Alla fine a vincere la Green mistery box e della Golden pin è Alessandro, mentre la Green pin va a Matteo L.

L'Invention test con "Insalata liquida" di Cannavacciuolo
La prova successiva è quella in cui ci sarà l'eliminazione, ma chi vince diventerà il capitano della brigata nella prima esterna di queste edizione. Sotto la box i concorrenti trovano un banco pieno di insalate: lattuga rossa, verde, romana, radicchio tondo, cicoria, tarassaco e così via. Il riferimento è ovviamente al piatto di chef Cannavacciuolo "Insalata liquida", creato nel 2000 dal cuoco di Villa Crespi: “vellutata” di scarola frullata, realizzata sbollentando e frullando l’insalata con acqua di raffreddamento, olio extravergine d’oliva e sale fino a ottenere una consistenza liquida e brillante. Questa base verde fa da letto a una stracciatella di bufala cremosa, trucioli di pane croccante, acciughe ed erbe aromatiche, il tutto spesso completato con scampi freschi e uova di trota adagiati sopra. Ed è proprio un'insalata liquida che i concorrenti dovranno realizzare, in un'ora, per la prova: uno dei problemi principali sarà mantenere la brillantezza dei colori della verdura.
Alessandro, che ha vinto la prova precedente, ha due vantaggi: il primo è proprio l'assaggio del piatto. Il secondo vantaggio è scegliere due persone che dovranno fare anche un'insalata "solida", realizzando due piatti con gli stessi ingredienti. La scelta di Alessandro va su Matteo Lee – mossa scontata date le "medaglie" del concorrente – e su Matteo C., in pratica i migliori tre della Green mistery box.
Gli assaggi iniziano proprio da Alessandro, che è sicuro del suo del suo piatto e non si gioca la Golden pin: "Liquida e quasi greca" è il nome del piatto. La sua crema di lattuga è accompagnata da olive tostate, pomodorini confit, brunoise di cetriolo, sfere di cipolla rossa: manca la feta che non è riuscito a mettere perché "finita" da Matteo C. Il piatto piace comunque. È la volta di Matteo C. che porta due piatti: il piatto liquido viene criticato da Berbieri, che apprezza invece la versione solida. L'altro "svantaggiato" è Matteo L., che decide di non giocarsi la sua Golden pin, proprio come Alessandro. Insalata reattiva ha una crema a strati, sotto la polpa del lime, latte di cocco e yogurt, sopra la crema di lattuga, poi il pollo cotto in infusione di spezie e la pelle croccante piccante in cima. Il lime risulta preponderante nel piatto liquida. Le stesse preparazioni vengono proposte nel piatto con l'insalata cotta, in pratica dei fagottini di lattuga ripieni. Ma Locatelli contesta il concetto stesso di insalata, oltre che gli errori nella versione liquida. Rischia di andare via con due Pin addosso.
Carlotta va all'assaggio con "Prato fiorito", conquistando chef Cannavacciuolo, seguita da Antonio con "Tony's salad", che invece non riceve gli stessi apprezzamenti: il suo piatto è troppo liquido, quasi immangiabile. È la volta di Vittoria, che porta un piatto ben fatto ma carente dal punto di vista estetico, con una gestione complicata del verde della lattuga. Eros porta "Cuore nero", nome criticato da Cannavacciuolo: seppia e gorgonzola, un abbinamento decisamente sbagliato che risente dell'umore del concorrente. Il "Bignè affogato" è il piatto di Dounia che però si gioca la sua Golden pin: non è sicura della parte fritta del piatto e in effetti i giudici confermano. Matteo R. porta Insalata dalle due identità, in riferimento alle sue origini metà campane metà bergamasche, piatto apprezzato dai giudici. "Un sogno a metà" è il piatto di Franco, che porta a casa il risultato malgrado qualche critica. Iolanda porta "Insalata mista", un piatto confuso e fuori tema, con delle punte di amaro che non vengono gradite dagli chef. Irene porta "Insalata viola" tutta giocata sui toni del radicchio e del cavolo cappuccio, che però ha un grande problema di texture, dato che la crema non è stata passata al setaccio: l'idea però viene lodata. Gaetano porta "Insaladoha" rifacimento di un piatto che preparava quando era Doha: l'insalata però si perde nel piatto.

Dorella porta "Brasiliana al cucchiaio": lo scontro a distanza con la brasiliana Iolanda continua. Peccato che il piatto pecchi in sapore e consistenza, malgrado colpisca per estetica. Arriva il momento di Piponzio con "Fortuna liquida", un piatto che piace molto a Cannavacciuolo, grazie all'uso della pesca abbinata a gamberi, mozzarella di bufala e naturalmente all'insalata. Nicolò porta un piatto dal nome inusuale "Il tonno si è pisciata a letto": tutti ridono, ma il riferimento è al tarassaco e d è a suo modo sensato, perché l'erba in molte zone viene chiamata piscialletto. Peccato che sia andato un po' fuori tema, perché il piatto non è abbastanza liquida. Georgina porta "Tasty greens", apprezzato da Barbieri, così come Jonny con "Orto bagnato dolce e un po' salato". Finiti gli assaggi si arriva al giudizio: è proprio lui il vincitore dell'Invention Test", cosa che gli permetterà di capitanare una delle due squadre durante la prima prova in esterna.
Fra i peggiori vengono chiamati Antonio, Eros e Iolanda. A lasciare la cucina di MasterChef è Eros, malgrado anche gli altri due concorrenti abbiano portato piatti fuori tema e disastrosi dal punto di vista degli abbinamenti, il suo è sicuramente il risultato più scarso. Per lui è ora di tornare a casa: sono diversi i concorrenti in lacrime per la sua uscita.
Puntata otto: la prova in esterna sul Parmigiano
La puntata inizia con un inedito Locatelli impegnato nel lavoro in un caseificio: la prima prova in esterna si svolge proprio nella terra natìà del Parmigiano. Per la precisione si trovano a Rivalta di Lesignano de' Bagni, provincia di Parma, in uno dei 292 caseifici del Consorzio del Parmigiano reggiano Dop. I concorrenti conoscono dunque Davide Avanzini, erede di una famiglia storica di casari del parmigiano, che mostra l'orgoglio per il suo lavoro (e il suo lato sensibile). I concorrenti vengon sottoposti a una sorta di mini quiz sul parmigiano: dovranno cucinare due menu in cui esaltare il parmigiano. Il pranzo sarà per 50 battitori e assaggiatori esperti. La brigata rossa preparerà un antipasto creativo con il parmigiano e dei passatelli asciutti con condimento creativo, la brigata blu lo stesso antipasto e come secondo la cotoletta alla bolognese.
Jonny ha vinto l'Invention test quindi può scegliere menu e componenti della sua squadra: sceglie il menu rosso e man mano 7 componenti della sua futura brigata. Sono Carlotta, Gaetano, Matteo L, Piponzio, Teo, Alessandro, Irene. Ma lui può anche scegliere il capitano della squadra blu: opta per Iolanda, che lui crede possa portare confusione e, cosa non da poco, ha già avuto battibecchi con Dorella. Un concorrente resta però fuori, perché il gruppo è dispari: è Antonio, che viene mandato da Iolanda alla squadra avversaria. Avrebbe potuto mandarlo al Pressure test, ma pensa che Antonio potrebbe essere l'elemento che fa saltare l'equilibrio nell'altra squadra.

Dopo qualche consiglio sul grado di stagionatura del parmigiano – hanno a disposizione varie stagionature, dai 18 ai 50 mesi – sulla pasta e sulla cotoletta da parte di chef Barbieri, esperto della cucina territoriale emiliana, i concorrenti vanno a mettersi al lavoro. Hanno un'ora per preparare antipasto e piatto assegnato.
Quest'anno c'è però una novità: i giudici potranno salvare un concorrente dal Pressure test, anche se nella brigata perdente, se pensano che abbia lavorato bene.
Mentre le due squadre si assestano sui vari ruoli assegnati, Locatelli ipara l'arte della battitura: ovvero la capacità di selezionare le forme prima del compimento del 12 mese per farle diventare parmigiano. Il battitore alza la forma e la colpisce in vari punti per testare il suono, che deve essere completamente uniforme.
Nelle brigate di sono momenti di confusione e crisi, soprattutto nella squadra blu a causa della sua capitana, ma anche la rossa vacilla in diversi momenti. Si arriva comunque all'uscita dei piatti: la squadra rossa serve per prima il suo antipasto, composto da una fonduta di parmigiano 24 mesi, una crocchetta di parmigiano sempre 24 mesi, una "foglia" di mortadella e una ciliegia marinata nell'aceto balsamico. Mancano dei piatti: alcune palline sono rimaste da parte a causa della confusione creatasi all'ultimo minuto. Gli ultimi tavoli vengono serviti ma l'errore è comunque grave.
Arriva l'antipasto della brigata blu, che ha già avuto diversi problemi con l'impiattamento. Il piatto sembra comunque bello e ben pensato: uno sformatino di patate e porri con fonduta parmigiano reggiano e cuore di ciliegie.
È la volta dei passatelli asciutti della squadra rossa accompagnati da una fonduta di parmigiano stagionato 36 mesi e funghi porcini. Battitori e assaggiatori sembrano apprezzare molto il primo. Peccato che la squadra blu, invece, sia in confusione totale. Malgrado tutto riesce a servire le cotolette alla bolognese, con biete salate in padella e zeste di limone. Un piatto decisamente insidioso, che infatti riceve diverse critiche dai commensali.

Arriva il verdetto: malgrado diversi momenti di crisi da parte dei capitani i piatti sono stati apprezzati, soprattutto l'antipasto dei blu e i passatelli dei rossi. Ma una squadra ha vinto in modo netto, con 40 voti a 10: alla fine, nonostante le previsioni, è la squadra blu a vincere la prima prova in esterna. Iolanda, con il suo fare leggero e la sua capacità di armonizzare, malgrado i suoi evidenti difetti e il lavoro contrario di alcuni membri della sua squadra, ha saputo comunque gestire la situazione. Ai membri della squadra rossa toccherà andare al Pressure Test.
Il Pressure test
Il Pressure test inizia con la resa dei conti: soprattutto per la squadra rossa che si era evidentemente sorpavvalutata. Ma i giudici possono da quest'anno salvare qualcuno che pensano abbia lavorato bene: la scelta cade su Vittoria, che ha dedicato tutte le sue energie ai passatelli, apprezzati da giudici e assaggiatori.
Il Pressure test si svolge in due round: il tema del primo è ancora il formaggio. I concorrenti hanno a disposizione 8 eccellenze italiane, di cui i concorrenti dovranno indovinare la regione di provenienza. Chi indovina potrà salire in balconata e salvarsi subito. Ad assegnare i formaggi sarà proprio Iolanda, la capitana della squadra vincitrice. I due concorrenti con la Golden pin, Alessandro e Matteo L, decidono di non giocarsi la Golden pin.
Inizia Alessandro, che indovina subito la regione del Bitto, la Lombardia. La seconda concorrente trova però un formaggio difficilmente collocabile: lo slattato, un formaggio marchigiano. Non lo indovina e resta giù. Arriva Jonny, Iolanda sceglie il maiorchino: un formaggio siciliano protagonista anche di una gara.
Da dove verrà lo scoppolato di Pedona? Dalla Toscana, ma Teo (Matteo C.) non lo sa e non ce la sentiamo di biasimarlo. La burrata è pugliese e Antonio la indovina facilmente: un grande aiuto da parte di Iolanda, che l'aveva penalizzato nella prova in esterna. È la volta del Castelmagno, eccellenza piemontese, ma Piponzio non lo sa: questo sì che è un errore banale. Matteo L. prova con la ricotta mustìa, specialità sarda che però il concorrente non riesce a indovinare: si tratta in effetti di un formaggio raro. Il Puzzone di Moena è invece ben conosciuto: è Trentino e Gaetano lo sa bene.
Chi resta a cucinare dovrà cimentarsi in un piatto di gnocchi ripieni: una vera golosità, dove il formaggio può essere esaltato. Il piatto non è per nulla semplice.
Arrivati agli assaggi, la prima sorpresa: Matteo L., concorrente molto quotato, decide di giocarsi la Golden pin. Non è convinto del suo piatto e fa bene: ha commesso molti errori, forse influenzato da elementdi provenienti una tradizione diversa dalla nostra. Irene porta un bel piatto subito lodato da Barbieri, "Gnocchi ‘mbuttunati": va decisamente in balconata. Una concorrente che man man sta acquistando punti e fiducia in sè stessa.
Piponzio porta "Gnocconzio", un nome ironico per degli gnocchi enormi, quasi dei canederli. Inoltre, non ricorda il nome del formaggio che ha usato: il piatto è un disastro, salsa a parte. Teo porta "Ne ho pieni gli gnocchi", anche lui giocando sull'ironia: malgrado abbia rischiato l'errore e aiutato un p' dai consigli di Cannavacciuolo, per fortuna il piatto è fatto bene e ben presentato. "Lo gnoccone di Jonny": gli gnocchi di Jonny sono sproporzionati, forse anche più di quelli di Piponzio. Ma tutti gli elementi sono squilibrati, non solo la dimensione degli gnocchi: resterà fra i peggiori.
Matteo C., Irene, Piponzio e Jonny devono dunque subire il giudizio finale: Irene viene promossa a pieni voti, seguita da Teo. Piponzio e Jonny sono invece i concorrenti che hanno fatto più disastri: è Piponzio a dover lasciare la cucina di MasterChef Italia, fra le lacrime del suo amico Jonny e di molti altri concorrenti.