Una serata fra gnocchi e farina, con due ospiti che rappresentano le nuove leve della cucina italiana: Solaika Marrocco e Stella Shi, chef rispettivamente salentina e sino-romana, che hanno portato i loro ingredienti preferiti. Una serata all'insegna del "nessuno è in salvo", con i concorrenti più quotati che rischiano di essere mandati a casa in ogni momento. E, difatti, il colpo di scena c'è stato: fra i due concorrenti eliminati, almeno uno era quasi un "predestinato" già quotato per le ultime fasi del programma. Ecco com'è andata la quarta serata dedicata a Masterchef Italia 10.

La Mystery box sugli gnocchi

Si parte con una sfida incentrata sugli gnocchi che potrebbe sembrare semplice, a prima vista, ma non lo è affatto: l'obiettivo è cucinare un piatto che rappresenti la storia personale dei concorrenti. Anche i giudici hanno davanti 3 Mistery box che contengono il loro piatto di gnocchi: quelli di chef Locatelli sono conditi con formaggio di capra al tartufo del Luinese, prodotto tipico del Varesotto dove lo chef è cresciuto; gli gnocchi di chef Cannavacciuolo sono invece conditi con ricci di mare, zafferano e quinoa croccante; infine, gli gnocchi di chef Barbieri sono addirittura un piatto dello storico ristorante Trigabolo di Argenta, dove lo chef è cresciuto professionalmente, ideato insieme all'ex collega e chef Igles Corelli: gnocchi con guazzetto di frutti di mare, fondente di pomodoro e pesto. “Osare, sperimentare, creare qualcosa di innovativo e anche folle, se necessario”: sono le parole di Bruno Barbieri a chiarire il senso della prova, da svolgere in 45 minuti.

La box mette subito in difficoltà quei concorrenti dalla cultura mista, cresciuti fra l'Italia e altri Paesi: Monir, Sedighe, Max, Jia Bi, Eduard. A discapito delle apparenze, è però Maxwell ad andare fra i migliori, con un piatto di gnocchi conditi con gamberi, astici e cappesante, tipici prodotti ittici del Maine. Davanti ai giudici e quindi fra i migliori anche Francesco, ormai conosciuto come Aquila; a vincere la prova è però Daiana, con un piatto dedicato al fidanzato chiamato "amore di gnocchi". Il suo vantaggio sarà quello di poter parlare con le due chef ospiti in privato, analizzando gli ingredienti portati e assaggiandone qualcuno: ma non è l'unico vantaggio di cui la concorrente potrà usufruire nella seconda prova.

Le chef ospiti: Solaika Marrocco e Stella Shi

Due giovanissime leve della cucina italiana, donne forti e creative, che conquisteranno di certo un posto nell'Olimpo dei cuochi più quotati dei prossimi anni: niente stelle, ma cucina pura e diretta, come Solaika Marrocco e Stella Shi sanno perfettamente fare. La salentina di Primo restaurant porta un parterre di ingredienti che comprendono interiora di agnello, rete di maiale, critimi (un’erba selvatica tipica del Salento), luppolo, birra rossa e arance, mentre la chef sino-romana propone lampascioni, riso, zenzero, conchiglie e il celebre uovo centenario, prodotto davvero complesso da gestire. Oltre al vantaggio di poter decidere quale box assegnare a chi, Daiana ne ha anche un altro: può mettere insieme parte degli ingredienti delle chef e creare così una "box killer". Questa box così pericolosa toccherà ad alcuni fra i più promettenti: Irish, Azzurra, Federica, Valeria, Monir e Antonio.

Malgrado il vantaggio, però, il suo piatto non è all'altezza della classe di Masterchef: i giudici non apprezzano per nulla le interiora praticamente crude presentate da Daiana, né il tentativo di "copiare" il piatto della Marrocco, deviando poi all'ultimo minuto. Molti dei concorrenti vanno male: Igor, Irene, Alessandra, Jia Bi, Sedighe, irish, Azzurra, Marco. Altri concorrenti, invece, presentano risultati interessanti, come ad esempio Eduard, Valeria, Antonio e Cristiano. A vincere la prova è Antonio, uno fra i concorrenti più promettenti, le cui capacità erano già state notate fin dalle selezioni. Fra i peggiori troviamo Ilda, Sedighe e Irish: è quest'ultimo a dover lasciare la cucina di Masterchef, con sommo sbigottimento di concorrenti e sicuramente anche del pubblico a casa. Malgrado fosse anche lui un aspirante cuoco molto promettente, il suo piatto era "inassaggiabile": del resto non è la prima volta che un concorrente così ben quotato esca in maniera improvvisa a causa di un disastro del genere. A suggellare il colpo di scena chef Locatelli, che cita l’insegnamento di un suo maestro: “Vali quanto vale il tuo ultimo piatto”. Come a dire che nessuno è al sicuro.

La seconda puntata: lo Skill test sulla farina

Forse ancora più complessa, la prova cardine della seconda puntata, tutta incentrata sulla farina, un prodotto chiave della cucina italiana e non solo. Ma non si tratta di fare un "banale" piatto di pasta, bensì di usarla in piatto della cucina inglese e francese. Lo Skill test, prova tutta incentrata sulle capacità tecniche dei concorrenti, è divisa in 3 step: chi cucina bene al primo step può salire in balconata e così via. Con un'eccezione, quella di Sedighe che ha fallito la prova precedente presentando un piatto sbagliato quasi quanto quello di Irish e perciò potrà partecipare solo al terzo step.

Protagonista del primo step è lo Yorkshire pudding con salsa gravy, tipico piatto della cucina inglese spiegato passo passo da Locatelli: un soufflé per nulla semplice da realizzare, accompagnato da una salsa tutta basata sull'equilibrio delle sue componenti. Il secondo step è invece incentrato sulla zuppa di cipolle francese, la celebre soup d'oignon, piatto raccontato dallo chef Barbieri che nasconde un segreto per la sua riuscita: la perfetta tostatura della farina. Infine le crespelle, nate dalle crêpes, già esaltate dal padre della cucina moderna, Auguste Escoffier. Un piatto che lega Francia e Italia, raccontato da Cannavacciuolo: i conorrenti, in questo caso, dovranno portare due preparazioni, una dolce e una salata.

Dopo una prova che mette in crisi molti dei più bravi concorrenti è in realtà Sedighe, già a rischio dalla puntata precedente, a dover abbandonare la masterclass: il suo tentativo di ricercare originalità senza conoscere le basi del piatto la tradisce definitivamente. E si chiude con un monito di chef Cannavacciuolo che ricorda a tutti come conoscere le basi della cucina italiana e internazionale sia di fondamentale importanza per poter giocare poi con la fantasia: senza studio, infatti,  chiunque può ritrovarsi all'improvviso fuori dai giochi.