Una Mistery Box particolare, a metà fra la grande occasione e il confort food: è il brodo il protagonista della prima prova, un elemento magico che riporta alla mente ricordi, che stimola creatività nascoste. Infatti, il compito dei concorrenti non è quello di riprodurre un brodo, ma piuttosto di creare un piatto a partire dal brodo. Una preparazione che non è un completamento, o un accessorio, ma deve essere al centro del lavoro degli aspiranti chef.

Sono dieci i brodi fra cui scegliere: brodo di manzo, di pesce, di crostacei, di molluschi, di gallina, di verdure, di funghi, un brodo fatto con verdure dolci, un tom kha (zuppa tailandese con lemongrass e latte di cocco), e il dashi, il brodo di pesce giapponese. I migliori della prova solo Rossella, con i “ravioli cinesi con brodo dashi”, Marisa, con “Dal mare ai monti” (un base di brodo di molluschi e i funghi, con cui ha creato una salsa più i tentacoli di seppie e il pane inzuppato nel brodo stesso, che ha reso croccante in forno) e Luciano, con “Adda cuosa” ("A quella cosa", un modo di dire siciliano di chi dedica un pensiero a qualcosa di bello). È proprio quest'ultimo a vincere la prova, con una gelatina fatta con il brodo di manzo con cui ha riempito i ravioli, poi conditi con ragù di polpo e maionese di vongole.

L'Invention Test con Marco Martini

Luciano viene condotto davanti a Marco Martini, chef romano Una Stella Michelin del Marco Martini Restaurant. Sono tre suoi piatti – molto invitanti e tecnici – i protagonisti dell'Invention Test: piatti che nascono da ricordi di infanzia e che diventano creazioni di fine dining. I tortelli "pizza&mortazza", con un brodo di pizza bianca e i tortelli ripieni di mortadella alla piastra; le tagliatelle all'amatriciana, dei nastri di seppia cruda con un brodo di amatriciana; i ravioli al vapore, in stile orientale, ripieni di pollo alla cacciatora, serviti con un brodo di patate arrosto.

Luciano può chiedere diverse informazioni allo chef, che spiega grossomodo come sono realizzati i piatti e, naturalmente, può assaggiare: inoltre, può decidere a chi dare ognuno dei 3 piatti. I tortelli di mortadella vanno a Milenys, Fabio, Gianna, Rossella, Domenico è Nicolò; le tagliatelle di seppia all’amatriciana, sono per Annamaria, Andrea, Giulia, Vincenzo, Maria Teresa, Nunzia e anche per sé;  i ravioli al vapore, piatto più ostico, vanno a Francesca, Davide, Marisa, Antonio e Giada. In 60 minuti gli aspiranti chef devono realizzare una copia perfetta del piatto.

Chi riesce a replicare abbastanza fedelmente il piatto dello chef è Fabio, che si fa largo fra autentici disastri; i peggiori invece sono Nunzia, Andrea e Nicolò. Ed è Nunzia a dover lasciare la gara, a causa della cottura dei nastri di seppia – crudi nel piatto originale – nel latte. Ma gli altri due concorrenti si salvano solo perché Nunzia ha sbagliato più di loro: Andrea, infatti, aggiunge il timo cambiando la ricetta dello chef, e "istigando" altri concorrenti a sbagliare, mentre Nicolò frigge i ravioli che avrebbe dovuto bollire e poi tostare in forno.

L'esterna: il disastro di Vercelli

Per la seconda puntata della serata al via con le esterne: i concorrenti raggiungono Tenuta Colombara, nel cuore del vercellese: è  naturalmente il riso – e la storia delle mondine – il re di questa prova. 40 i ristoratori da servire con un menù a base di riso, che sia di carne o di pesce. Fabio sceglie la sua brigata – Luciano, Francesca, Antonio, Davide, Gianna, Domenico, Rossella e Maria Teresa – sicuro della riuscita della prova, con grembiule blu e menu di pesce. Gli altri concorrenti, squadra rossa, eleggono Nicolò come capitano.

Iniziano subito i disastri: entrambe le squadre mettono in menù un riso al salto, preparazione ritenuta erroneamente semplice, ma anche una pastiera con riso come dolce. Nessuno dei due piatti va a buon fine, in particolare il riso al salto, che viene trasformato dalle squadre in tortini sformati e risotti scialbi, con un deciso cambio di rotta al menu che non piace agli chef. A servizio concluso le mondine decretano il verdetto con i loro suggestivi canti: vince la squadra rossa, "gli esclusi", con 36 voti su 40.

La squadra blu al Pressure Test

A questo punto arrivano i veri dolori: dopo un breve scambio di battute fra chi ha vinto e chi ha perso – dobbiamo dire meno aggressivo di tanti alti scambi post esterna delle varie edizioni – ecco la prova da superare. Un test al buio, in cui i concorrenti devono scegliere un ingrediente a testa senza sapere cosa hanno scelto i colleghi: c'è chi, come Fabio, sceglie ingredienti "mediatori", in questo caso le patate, chi invece sceglie delle vere e proprie bombe per mettere in difficoltà agli altri, come ciliegie moscardini di Rossella. I concorrenti si ritrovano dunque con patate, mango, bottarga di tonno, rafano, Stilton, asparagi bianchi, pistacchi, ciliegie moscardini. Inoltre, gli chef aggiungono alla spesa già folle anche i ricci di mare, a metà prova.

Ad avere la peggio è Rossella, insieme ad Antonio e Domenico. Ed è proprio Rossella a soccombere, senza riuscire a trovarne la giusta collocazione nel suo piatto per l'ingrediente "killer" che ha scelto: la sua gara si conclude qui.