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18 Dicembre 2020 10:24

Masterchef 10: come sono andate le prime selezioni

Masterchef in era Covid: non sarà facile destreggiarsi fra norme e divieti per i concorrenti, anche se dalle selezioni non si sono notate grossissime differenze. Distanze fra concorrenti e chef, assaggi singoli dei giudici e pre selezioni on line per centinaia di giovani aspiranti cuochi. Resta il meccanismo dei grembiuli – bianco per entrare di diritto nella classe, grigio per avere una chance, grigio con firma dello chef per l'ultima speranza. Ecco com'è andata la prima puntata delle selezioni di Masterchef 10.

A cura di Redazione Cucina
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Cosa cambia per un programma come Masterchef nell'era del Covid? Per ora poco, ma i cambiamenti maggiori saranno più visibili in seguito. Ieri sera, nelle prime due puntate di selezione, abbiamo visto la classica "sfilata" di aspiranti chef, fra concorrenti creativi e veri e propri personaggi eccentrici, come nello stile consueto di Masterchef. Ecco com'è andata la prima serata di Masterchef Italia 10.

Le novità di Masterchef 10

I casting, che di solito vedevano centinaia e centinaia di possibili concorrenti affollarsi nel backstage, quest'anno si sono svolti interamente online. Anche durante le selezioni qualche piccolo cambiamento l'abbiamo visto, in particolare quello della distanza fra concorrenti e giudici e quello dell'assaggio nel piatto singolo, come sarà per tutta questa edizione. La novità più interessante, per ora sta nel meccanismo di selezione: a proporre l'assaggio agli chef sono arrivati esclusivamente hanno superato un esame su storia e tecniche di cucina. Per rimarcare quanto la teoria e lo studio sia fondamentale, in un mestiere come quello del cuoco: non basta la creatività o la tenacia nel provare e riprovare i piatti, ma anche la teoria è cruciale per aspirare ai massimi livelli.

A giudicare le prime prove Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli: assente Joe Bastianich, com'era stato ampiamente annunciato anche da diverse interviste dell'ex giudice. Il meccanismo è simile a quello dell'anno scorso: chi convince tutti e 3 i giudici ottiene il grembiule bianco, che dà il diritto a entrare direttamente nella masterclass, salutando così i propri accompagnatori. Chi ottiene solo due sì, invece, si aggiudica il grembiule grigio e dovrà affrontare ulteriori sfide nella prossima puntata che daranno diritto o meno di entrare nella classe. Ma, come l'anno scorso, c'è anche la firma del giudice: chi ottiene 2 no ma convince uno dei giudici può aggrapparsi a un'ultima chance, il grembiule firmato dallo chef, che lo salva in extremis e gli permette di partecipare alla seconda puntata.

Chi ha preso 3 sì

Nella prima puntata la pasta si conferma al centro delle scelte degli aspiranti cuochi, in tutte le sue forme: tante proposte di pasta secca, solitamente non amate dai giudici, ma anche interessanti paste fresche e ripiene. L'intoppo più grande per gli aspiranti concorrenti sembra essere fin da subito la ricerca in dispensa: quest'anno, infatti, chi partecipa deve fare il piatto da zero cercando i prodotti necessari nell'immensa dispensa di Masterchef, cosa che fa saltare più di un piatto. Capita a molti concorrenti di non trovare un ingrediente, o peggio, di scambiare un ingrediente per un altro, facendo arrabbiare naturalmente gli chef.

Chi ottiene i tre sì nella prima puntata della X edizione? La prima è Ilda, 43 anni, che propone dei passatelli romagnoli in brodo di pesce convincendo tutti e 3 i giudici. Il secondo è Antonio, studente di chimica, che presenta un piatto in cui la sua spigola viene cotta con tutte le squame in olio bollente e finita in forno, accompagnandola con porcini trifolati con salsa al gorgonzola e un concentrato di brodo di paniscia. Un piatto interessante che gli procura addirittura i complimenti di Cannavacciuolo: ma è chef Barbieri a cercare di metterlo in difficoltà, con domande tecniche a cui il 90% dei concorrenti non avrebbero saputo rispondere. Antonio risponde davvero bene ed entra di diritto nella nuova classe.

La terza concorrente a entrare direttamente nella selezione è Alessandra, che viene da Cagliari e studia giurisprudenza ma senza passione: presenta una preparazione locale complessa, le lorighittas, un tipico formato di pasta sardo, ricevendo il grembiule bianco. Scatta il grembiule bianco anche per Azzurra, croupier sulle navi da crociera, che propone dei gyoza con ripieno e salsa italiani, chiamato “tricolore che va in Asia”. Infine Irish, che presenta ai giudici i ravioli del plin secondo la ricetta di famiglia: ma mancano le uova, che non è riuscito a trovare in dispensa. Cosa costerà al concorrente questa mancanza? Niente, perché il piatto è talmente buono che anche lui ottiene il grembiule bianco.

Le firme degli chef: su chi scommettono i 3 giudici di Masterchef 10

Su quale grembiule i giudici metteranno la loro firma salvando in extremis i concorrenti bocciati? Ritorna infatti il meccanismo che premia un po' l'ego dei tre chef, che godono a "vederci lungo" su alcuni concorrenti e regala un'ultima speranza a chi è stato bocciato. La prima firma è quella dello chef Cannavacciuolo, che la mette sul grembiule di Daiana: il suo piatto, "fuori dalla Norma", delude Barbieri (che però ammette come l'idea possa essere giusta, a dispetto dell'esecuzione) e anche Locatelli. Ma Cannavacciuolo decide non solo di dare un sì, ma anche di puntare su Daiana firmando il suo grembiule.

È poi la volta di Giorgio Locatelli, che mette la sua firma sul grembiule di Monir, un umbro di origini marocchine che ha viaggiato molto e che propone delle tagliatelle fatte a mano non riuscitissime perché parecchio spesse. A dispetto del giudizio di Barbieri e Cannavacciuolo, è proprio Locatelli a esporsi stavolta, sfoderando un pennarello e rivolgendosi direttamente al concorrente giramondo: “This is your last chance, ok?”.

Infine la firma di Bruno Barbieri, sicuramente il più parco, per usare un eufemismo, con i giudizi positivi. Arriva per Eduard di Santo Domingo, commesso in un negozio di abbigliamento a Verona, che commette un errore grossolano dimenticando il burro nel purè: imperdonabile per gli altri giudici, ci passa sopra proprio il più pignolo dei 3, che dice: “Scommetto su di lui, assicura lo chef, ho visto una bella anima”.

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Quello che i piatti non dicono
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