Sono gli elementi dell'acqua, della terra, dell‘aria e del fuoco i protagonisti dell'ottava serata di Masterchef Italia 10, in una doppia puntata che promette scintille fin da subito. Sono rimasti in 10 e, dopo le prove delle due puntate, saranno in 8: è adesso che si decide chi è destinato alle fasi finali del programma e chi invece non è all'altezza. Ecco com'è andata.

Mystery box su aria e acqua

Si parte con aria e acqua, in una Mistery box doppia: una scatola è trasparente, l'altra no. La scatola trasparente è dedicata all'acqua e dentro ci sono bottarga, fegato di pescatrice, lattuga di mare, lattume di tonno, uova di seppia, canocchie, scorfano, percebes, uva di mare. Quella dedicata all'aria, invece, nasconde i suoi ingredienti: chi oserà sfidare la fortuna? In realtà quasi tutti, tranne Eduard e Jia Bi: un azzardo non da poco per gli altri 8 concorrenti. Dentro la box dedicata all'aria trovano aghi di pino, carrube, castagne, colombaccio, farina di olmo rosso, foglie di moringa, cachi, rambutan, rigaglie di volatile e uova di anatra. In 45 minuti di tempo i concorrenti devono preparare un piatto con tutti i prodotti a disposizione.

Malgrado gli avvertimenti dei giudici, alcuni concorrenti si impuntano sulla pasta, come Monir e Azzurra: ma la farina di corteccia non ha glutine ed è quasi impossibile realizzarne una pasta. Fra i migliori invece Max, Eduard e Aquila. È Francesco detto Aquila, uno fra i concorrenti più temibili della classe, a convincere i giudici e ad andare al faccia a faccia con l'ospite della serata.

L'avanguardismo di Terry Giacomello

Cucina tecno-emozionale, molecolare, avanguardista, iper sperimentale, chiamatela un  po' come volte. Ma una cosa è certa: Terry Giacomello, chef del ristorante Inkiostro di Parma, è uno dei suoi massimi esponenti in Italia. La classe di Masterchef accoglie uno dei cuochi più imprevedibili e creativi del nostro panorama gastronomico: e infatti i piatti da lui presentati sono incredibili, sia dal punto di vista delle tecniche e degli ingredienti usati, sia dal punto di vista estetico. È la terra l'elemento portante della prova.

In ordine di difficoltà lo chef presenta ad Aquila un primo piatto fatto con una base di fagioli inoculati con una muffa e fermentati; un secondo piatto con carne di alce e sapori del bosco, che comprende ingredienti molto particolari come delle piccole pigne cotte e, infine "l'insalata folle", fatta con oltre 40 erbe spontanee molto diverse fra loro per natura e trattamento, un piatto in cui l'equilibrio dei sapori è tutto. Aquila decide di dare il piatto più difficile, l'insalata, a se stesso e anche ad Antonio, Azzurra, Federica. Il piatto più semplice, si fa per dire, va a Jia Bi, Max, Eduard e Monir: loro dovranno cucinare i fagioli con la muffa, frutto di molte ore di lavorazione dello chef; Infine, il piatto considerato "medio", quello con l'alce, va a Valeria, Cristiano e Irene.

Alla fine della prova molti dei piatti sono un disastro e lo chef Giacomello non risparmia critiche: vanno male anche concorrenti molto quotati, in primis Federica e Azzurra, oltre a Valeria, Monir e Cristiano. A trionfare è invece Jia Bi, che riesce ad associare il sapore dei fagioli con quelli di una specialità cinese e renderli protagonisti assoluti; bene anche Aquila, che dimostra ancora una volta la sua forza di volontà, oltre che la capacità di sapersi muovere da vero giocatore: riesce a creare un ottimo piatto e allo stesso tempo a destabilizzare chi gli sta intorno fingendo, ad esempio, una cottura a bassa temperatura.

Fra i peggiori Cristiano, Azzurra e Valeria: è proprio Valeria a dover abbandonare la classe di Masterchef per sempre. Da qui in poi, infatti, non è più permesso "galleggiare": o si nuota o si affonda.

La prova sul lago di Iseo alla scoperta della sua "sardina"

Le location di Masterchef sono sempre incredibili e questa seconda puntata dell'ottava serata non è da meno: siamo sul lago di Iseo, alla scoperta dell'antica tradizione della sardina essiccata: non si tratta di una vera sardina, naturalmente, ma dell’agone, un pesce di lago leggermente più grosso della sarda, ma molto simile esteticamente alla "cugina" marina. Jia Bi sceglie la sua brigata, il menu, e anche quella dei concorrenti, assegnando a ognuno un ruolo: lei guiderà i rossi, mentre Monir capitanerà i blu, con grande sgomento degli chef. La sfida è all'ultimo sangue, i componenti delle brigate sono ormai pochi, e la capacità di organizzarsi è un elemento cruciale: a vincere sono i rossi di Jia Bi, mentre la squadra di Monir va al Pressure test.

Il Pressure test su carne e fuoco

Come ogni Pressure test che si rispetti, inizia con una resa dei conti: il capitano Monir si assume le sue responsabilità con il suo modo di fare scanzonato, ma è Irene ad avere qualcosa da recriminare, anche se non riesce ad articolare bene il suo pensiero. Bando alle ciance, la prova incentrata sul fuoco non è da sottovalutare: l'ingrediente su cui i concorrenti dovranno lavorare è la carne, prodotto molto affine al fuoco. La prima parte della prova consiste nel riconoscere e dare un nome ai molti tagli di carne – ben 13 – che i concorrenti trovano sotto la prima box: sono divisi in due coppie, ma non dovranno lavorare insieme. Chi indovina più tagli, infatti, sceglierà quello da usare nella propria prova ma anche quello per il compagno affianco. Federica e Aquila indovinano più tagli e scelgono dunque le parti da cucinare: entrambi tengono per sé il carré e "regalano" la milza a Irene e Cristiano.

La fine della prova forse è un po' scontata: Aquila è decisamente il migliore, seguito da Irene che non si è lasciata andare allo sconforto di dover cucinare un taglio da lei non troppo amato e ha presentato un pâté di milza di tutto rispetto. Sta per cadere invece Federica, che sbaglia la cottura del carré, malgrado avesse già in mente il piatto: rimedia alla fine in maniera forse un po' brutale, ripassandolo in padella.

Cristiano, detto Cavolini, deve lasciare la cucina di Masterchef: era da tempo che temevamo per questo concorrente dall'animo gentile, forse un po' troppo. Ma non disperiamo, siamo sicuri infatti che non tornerà alla sua vita precedente di operaio, ma che aprirà una golosa trattoria in cui i gli amanti della cucina italiana faranno certamente la fila.