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16 Febbraio 2021 11:00

Kiwano o melone cornuto africano: lo strano frutto tropicale che sa di cetriolo e banana

Il suo sapore è delicato e il gusto ricorda un mix fra banana e cetriolo: è il kiwano, un coloratissimo frutto tropicale conosciuto anche come melone cornuto africano o cetriolo cornuto africano. Sempre più presente anche nei mercati occidentali, il kiwano ha molte proprietà benefiche utili e può essere impiegato in cucina da crudo o da cotto. Scopriamo tutto su questo particolare frutto.

A cura di Redazione Cucina
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Un frutto particolare, dall'esterno giallo costellato di piccole corna e dall'interno verde intenso, quasi come quello del kiwi: è il kiwano, un frutto esotico che fa capolino sempre più spesso sui banchi dei nostri mercati. Chiamato anche cetriolo cornuto africanomelone cornuto africano, il kiwano è un frutto appartenente alla famiglia delle  Cucurbitaceae, la stessa di melone, zucca, zucchine e cetrioli. Proprio per la sua somiglianza interna con il kiwi, questo frutto fu ribattezzato kiwano durante gli anni ’30, quando iniziò a essere importato in Australia e Nuova Zelanda. Ecco da dove viene il kiwano, che sapore ha, quali sono i suoi benefici e come usarlo in cucina.

Kiwano, l'identikit del frutto esotico

Il kiwano appartiene alla specie Cucumis metuliferus, della famiglia delle Cucurbitaceae, una pianta rampicante africana che trova sempre più spazio anche nei mercati dei paesi occidentali. Una pianta che fruttifica sia a dicembre sia in estate e che produce questi curiosi frutti "cornuti". A differenza di quanto si potrebbe pensare, il kiwano ha un sapore delicato e un po' acquoso, con un gusto che ricorda un mix fra cetriolo e banana e un retrogusto appena agrodolce. Un frutto tipico della zona compresa tra il Sud Africa e l’Africa tropicale, che oggi viene commercializzato in diversi paesi grazie alla facilità con cui si coltiva, alla sua velocità di crescita e alle sue straordinarie capacità di adattamento a diversi tipi di clima.

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Proprietà e benefici del kiwano

Ricco di acqua e povero di calorie (50kcal per 100 grammi di prodotto), il kiwano ha un discreto quantitativo di carboidrati e vitamine: fra queste, in particolare, spicca la vitamina C. È ricchissimo di sali minerali, soprattutto ferro e magnesio, ma è anche povero di sodio: ideale per chi deve tenere sotto controllo la pressione arteriosa. Inoltre, il kiwano vanta un elevato quantitativo di betacarotene del kiwano, importantissimo antiossidante che aiuta a rallentare l'ivecchiamento precoce, proteggendo soprattutto pelle, occhi e capelli, ma anche buone quantità di acido oleico e linoleico, in particolare nei semi. Per quanto riguarda i suoi benefici, è importante ricordare che il kiwano:

  • ha grandi proprietà antiossidanti, grazie ai polifenoli che contiene: sostanze importanti per difenderci da eventuali patologie degenerative;
  • svolge funzioni antivirali e antimicrobiche. La capacità della pianta di essere molto resistente ai virus, infatti, si riflette nelle proprietà del frutto: importante, dunque, per proteggerci da batteri e infezioni e aumentare le capacità del nostro sistema immunitario;
  • protegge e stimola l'apparato gastrointestinale, grazie alle fibre che contiene. In particolare, l’estratto della polpa di kiwano ha mostrato buone capacità di prevenzione nella formazione di ulcere;
  • è capace di svolgere un'azione purificante e detossinizzanti, grazie all'elevato contenuto di acqua. Il suo basso apporto calorico, inoltre, lo rende ideale per coloro che seguono diete ipocaloriche e per gli sportivi.
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Come si usa in cucina il kiwano

In Africa il kiwano viene consumato intero, con tutta la buccia, arrostito oppure bollito insieme ad altre verdure: l'opzione migliore, dato che proprio sulla buccia si depositano la gran parte dei nutrimenti. La buccia, infatti, si può mangiare, ma solo dopo averla cotta: è qui che troviamo la maggiore concentrazione di vitamina C e di fibre. Anche i semi, quando il frutto è maturo, possono essere consumati con serenità.

In ogni caso in Occidente il kiwano viene sbucciato: quando lo fate, è bene usare dei guanti protettivi per non spinarsi. Una volta sbucciato, estrarre la polpa è molto semplice: potete semplicemente inserirlo in una fresca insalata o in una macedonia; in alternativa, potete mangiarlo insieme a uno yogurt o semplicemente spalmato sul pane e condito a piacere con sale, limone e olio, oppure con lo zucchero.

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Se volete utilizzarlo in una preparazione vera e propria, v i suggeriamo comunque di non cuocerlo, per non sciupare la delicatezza del suo sapore. Potete provare ad accostarlo a pesce e crostacei, di cui esalterà le note marine: è ideale da usare come abbinamento di una tartare di salmone o di tonno, o in un ceviche, insieme a pesce e verdure di vario tipo.

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