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16 Giugno 2023 10:30

Il freddo anomalo fa crollare la produzione di miele: è un problema per la nostra salute

Si teme addirittura una riduzione dell'80% della produzione di miele in Italia. Tutto a causa di cambiamento climatico e piogge: le api sono sempre di meno.

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Il freddo anomalo di quest'anno ha compromesso irrimediabilmente la produzione di miele primaverile (che rappresenta la grande maggioranza): ci dobbiamo aspettare un crollo della produzione dell'80% nel 2022 in Italia. Una situazione drammatica, un dato sconfortante, purtroppo però è un trend: in media abbiamo perso il 23% del miele negli ultimi 10 anni. Questo perché le api sono sempre meno, i fiori sono sempre meno e il clima è sempre più ostico per  uno dei principali indicatori dello stato di salute dell'ambiente.

Cosa succede al nostro miele

La produzione primaverile è quella principale per il miele, in Italia e all'estero: ci sono le fioriture, quindi le api lavorano di più. Con i mesi estivi e invernali le piante perdono il proprio "potere attrattivo" e gli insetti fanno giri meno lunghi, producendo meno miele. Il cambiamento climatico sta però modificando pesantemente l'aspetto delle stagioni e questo crea enormi problemi, soprattutto ai piccoli produttori.

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Il miele, a differenza di altri prodotti, vive di vendita diretta. Storicamente, soprattutto in Italia, la filiera è cortissima: gli apicoltori mettono il miele nei vasetti e lo commercializzano. I più evoluti lo vendono online, ma spesso capita di imbatterci in cartelli lungo le strade di campagna che ci invitano a comprare il miele. Questo metodo, che può sembrare arcaico, è ancora oggi un viatico fondamentale per la vendita del prodotto. Purtroppo però se il clima resterà questo, i piccoli apicoltori non riusciranno a reggere alla pressione.

Altro problema fondamentale di questo calo riguarda l'importazione e, di conseguenza, l'impoverimento delle casse italiane: la produzione interna diminuisce, la richiesta aumenta. Nel 2022 l'import è cresciuto del 12% con gli arrivi dalla Turchia cresciuti del 146%, dalla Cina del 66%, dalla Romania del 134% e dall’Ucraina dell’83%. Secondo un'indagine della Commissione Europea però ben il 46% di questi mieli è sospettato di adulterazione: in Italia il miele deve essere tale al 100%, nei Paesi sopracitati invece può essere miscelato con altri prodotti. Un miele prodotto interamente dalle api è sicuro, è praticamente eterno perché non ha scadenza, e fa molto bene alla nostra salute. Non è la prima volta che rischiamo di importare un miele di bassa qualità: purtroppo se non facciamo qualcosa riguardo il cambiamento climatico, la nostra salute alimentare è sempre più a rischio.

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