Il falso miele proveniente dalla Cina sta mettendo in crisi l'apicoltura italiana in primis e tutta l'agricoltura del Paese: per questo motivo la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) ha chiesto l'intervento dell'Unione Europea. Questo prodotto di "miele" ha ben poco: costa poco più di un euro al chilo, ed è un composto miscelato con quello naturale. Viene prodotto artigianalmente con aggiunta di sciroppo e zucchero a quello delle api, per questo motivo è più veloce da fare e molto meno costoso sia per i produttori che per i consumatori.

Il miele deve essere prodotto solo dalle api

L'associazione chiede controlli molto più rigidi alle frontiere perché è difficile rilevare il miele contraffatto. Questo prodotto è molto meno genuino e sano di quello naturale, può essere un rischio per l'economia e per la salute pubblica. Nella Comunità Europea un miele, per essere dichiarato tale, deve essere prodotto esclusivamente dalle api mellifere e non può essere aggiunta alcuna sostanza esterna; la Cia chiede che questa imposizione sia estesa anche ai mieli di importazione extra europei. L'associazione vorrebbe anche l'introduzione del Paese d'origine del miele in etichetta, così da evitare frodi ai consumatori.

Il danno economico è enorme, questo può diventare un danno anche per la biodiversità: ci sono oltre un milione e mezzo di alveari, le ricadute della concorrenza del miele falso può mettere in ginocchio l'intera agricoltura italiana perché il 70% dell'attività dipende proprio dalle api e dalla loro funzione di impollinatrici.

Come riconoscere il miele dall'etichetta

L'etichettatura dell'Unione Europea è molto rigida, quella italiana lo è ancora di più quindi basta leggere la confezione per rendersi conto del prodotto che si sta acquistando al supermercato. Il miele prodotto in Italia deve avere l'etichettatura di origine, obbligatoria per legge: la parola "Italia" deve essere presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale. Se invece il miele proviene da altri Paesi all'interno dell'UE l'etichetta riporta l'indicazione "miscela di mieli originari della CE".

Quando il miele è extracomunitario in etichetta si troverà "Miscela di mieli non originari della CE"; è possibile anche trovare un mix, un po' come succede con l'olio, ed allora in etichetta sarà indicato che la "miscela di mieli originari e non originari della CE".

Com'è fatto il falso miele

La Confederazione Italiana Agricoltori spiega sul proprio sito che "la produzione artigianale, più rapida ed economica, accelera, infatti, i processi di deumidificazione e maturazione che le api effettuano con tempi molto più dilatati, ma rendono il prodotto finale privo delle caratteristiche di genuinità del miele". Questo prodotto, stando sempre alla Cia, "crea una concorrenza sleale che sta fortemente penalizzando l’apicoltura italiana (prezzo medio di produzione 3,99€/kg), che ha registrato nel 2019 perdite per 70 milioni di euro, flagellata anche dal problema del climate change, che hanno determinato un crollo della produzione (-50%)".

L'allarme della Cia non è il primo di questi mesi. Qualche settima fa anche la Coldiretti ha diramato un comunicato dal sapore dolce-amaro: gli acquisti di miele in tempo di pandemia hanno fatto un balzo in avanti del 44%, certificato sulla base dei dati Nielsen sulle vendite nella grande distribuzione. C'è un "però" a tutto questo perché Fabrizio Galliati, presidente della Coldiretti Torino, ha anche detto che "il clima rischia di dimezzare la produzione di miele a causa delle condizioni metereologiche". Oltre a questo ci sono le importazioni che fanno concorrenza al prodotto italiano: non parla solo del miele cinese ma anche dall'Est Europa, "da cui proviene una gran quantità di miele a basso costo e ben lontano dagli standard qualitativi".