miele: guida all'acquisto

Una recente scoperta in alcune tombe della Georgia ha molto sorpreso gli archeologi: hanno infatti rinvenuto alcuni barattoli di ceramica contenenti del miele che si ritiene risalgano a più di 5000 anni fa. La cosa interessante è che pare che il miele si sia mantenuto bene e non si sia affatto rovinato. Dopo questo episodio molti scienziati hanno in effetti confermato che, se ben conservato, il miele non va mai a male. Ma com’è possibile? Cos’ha di così speciale il miele da riuscire praticamente a durare per sempre?

Perché il miele non va mai a male

Negli anni, gli archeologi hanno sempre rinvenuto vasi di miele conservatisi intatti per millenni: vasi che testimoniano la relazione di lunga data che intercorre tra l’uomo e il miele. Gli antichi egizi e i sumeri utilizzavano il miele persino in medicina, prescrivendolo a volte come trattamento per svariati tipi di disturbi, per esempio per curare malattie della pelle e degli occhi, e persino per lenire ferite come tagli e ustioni, usando il miele come una specie di benda naturale.

La domanda riguardo alla straordinaria capacità di conservazione del miele sorge quindi spontanea: come fa a durare così a lungo? Anche altri alimenti possono conservarsi a lungo quando sono crudi:  ad esempio sale, zucchero e riso possono essere conservati all’infinito senza andare mai a male, a condizione che non ci siano umidità o insetti nelle vicinanze. Ma la maggior parte di noi non mangia il riso crudo, ed è proprio questo che rende il miele un alimento così straordinario: il miele viene consumato nello stesso modo in cui viene conservato, e rimarrà comunque commestibile all’infinito.

Il miele è ciò che viene definito superfood: oltre a essere salutare, il miele è infatti un alimento molto complesso e sono proprio tutti i composti chimici di cui è fatto a lavorare insieme affinché possa conservarsi a lungo. Diamo quindi un’occhiata più approfondita alla composizione chimica del miele.

Il principale elemento di cui è costituito il miele è lo zucchero. In molti alimenti trasformati, lo zucchero viene aggiunto per ridurre l'attività dell'acqua. Questo è solo un modo ricercato per dire che il livello di umidità viene abbassato a tal punto che i microrganismi non saranno più in grado di sopravvivere e moltiplicarsi nel cibo.

Anche se magari si crede che il miele non sia acido, in realtà il suo è un pH relativamente basso (tra 3 e 4,5). Questo pH basso aiuta ulteriormente a prevenire il deterioramento del cibo provocato dai microrganismi, poiché la maggior parte di essi necessita un pH piuttosto neutro di circa 6,5-7.

Infine, sono le api stesse a migliorare l’incredibile capacità di conservazione del miele. Le api utilizzano il nettare per produrre il miele ma, all'interno del loro stomaco, un enzima chiamato glucosio ossidasi si mescola con il nettare e lo scompone in due elementi: acido gluconico e perossido di idrogeno. Ed è proprio questo perossido di idrogeno che incrementa la caratteristica capacità del miele di potersi conservare per così tanto tempo.