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4 Gennaio 2022 11:00

Cosa mangiare sul Monte Bianco e a Courmayeur: prodotti tipici e ricette di montagna

Arriviamo alle pendici del massiccio del Monte Bianco per scoprire le specialità gastronomiche locali: dalla mocetta alla fonduta, passando per boudin e lardo d'Arnad, ma anche per trote e salmerini.

A cura di Alessandro Creta
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Dopo un lungo (ma soprattutto alto) peregrinare tra le tavole di varie cime del Paese, finalmente giungiamo sul massiccio del Monte Bianco per scoprire le tipicità gastronomiche di questa parte di Valle d’Aosta, il punto più alto di tutta Europa. Polente, formaggi, selvaggina e altre ricette dal sapore puro e autentico della montagna.

Nel corso delle ultime settimane abbiamo risalito l’Italia attraverso alcune delle sue vette (e relativi prodotti tipici) più affascinanti e battute da turisti e appassionati di sci. Dal Gran Sasso, principale cima appenninica, passando per Ovindoli e Campo Felice, con tappa anche sul monte Vettore poco distante da Norcia e i suoi prodotti a base di maiale. Abbiamo inaugurato il versante alpino con una delle mete più iconiche di tutto l’arco montuoso del Nord, Madonna di Campiglio, e ora arriviamo alle falde dell’autentico re delle Alpi: il Monte Bianco, con tappa obbligata anche nel non lontano comune di Courmayeur. Dal paese, tra l’altro, parte la spettacolare funivia per raggiungere il cuore del massiccio alpino a quota 3500 metri d’altezza di Punta Helbronner, il Nido delle Aquile. E, scopriremo, anche nido dei gastronauti d’altura.

Monte Bianco, l’italiana delle Seven Summits

Si tratta della vetta più alta d’Europa, statistica che pone il Monte Bianco tra le “Seven Summits”, vale a dire le sette maggiori cime del mondo per ogni continente (considerando l'Antartide, con l’America divisa in due continenti, settentrionale e meridionale).

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Si sfiorano i 5000 metri sul Monte Bianco: con i suoi 4810 m.s.l.m. a rappresentare un vero e proprio sogno per tutti gli appassionati di scalate ed escursioni in quota. Escursioni che richiamano obbligatoriamente specialità gastronomiche da poter gustare in questa parte di Val D’Aosta. Al cibo però arriveremo dopo un piccolo itinerario tra le mete turistiche che caratterizzano il territorio. Così, tanto per farvi aumentare l'acquolina.

Cosa vedere sul massiccio del Monte Bianco

L'8 agosto 1786 è la data della prima ascensione alla vetta del Monte Bianco, impresa che segna la nascita ufficiale dell’alpinismo, dando il via all'era dell'esplorazione umana verso le grandi vette del mondo.

Una volta arrivati sul massiccio del Monte Bianco, se proprio non siete amanti degli sport invernali e cercate una valida alternativa, cosa potete fare? La scelta sicuramente non manca: vi trovate in una delle zone più affascinanti del Paese, e avere una vista privilegiata su tutto ciò che vi si staglia al di sotto è un’esperienza memorabile.

Impossibile non sentirsi piccoli di fronte a tanta gigantesca (in tutti i sensi) meraviglia. Il consiglio quindi, ovunque siate, è di godersi ogni singolo istante di questa esperienza in uno dei punti più alti d’Europa. Detto della funivia panoramica che dai circa 1300 metri di Courmayeur raggiunge Punta Helbronner a quota 3466, assaporate appieno la vista sulla terrazza en plein air che vi si para di fronte. Sarete nel bel mezzo di un anfiteatro formato dalle vette circostanti, tra le più alte del Vecchio Continente, ghiacciai millenari, promontori unici e la valle sottostante in cui è incastonato il comune di Courmayeur, dal quale siete partiti e meritevole di una visita a sé una volta compiuta la discesa.

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Da Punta Helbronner potete anche recarvi, tramite un percorso ipogeo, presso il ghiacciaio più alto d’Europa. Al rifugio Torino si può prenotare una visita guidata, tramite un accompagnatore alpino, per un’escursione memorabile.

Spostiamo lo sguardo dalle alte vette che circondano il massiccio del Monte Bianco per rivolgerlo a terra. È l’unico modo per ammirare i colori e i fiori del giardino botanico più alto d’Europa (a quota 2000 metri). Dalla stazione intermedia della Skyway infatti si può raggiungere il Giardino Botanico Alpino Saussurea, in cui è presente gran parte della flora alpina del massiccio. Siete escursionisti d’alta quota con una passione per il vino? A questa altezza sorge anche la cantina più alta del Continente, con un caveau vitivinicolo ricavato all’interno della prima stazione della funivia. In mezzo alle nuvole riposa bello fresco il Cave du Vin Blanche, il vino di una cantina valdostana che ha affidato all’aria di alta montagna parte della propria produzione vinicola. Obiettivo è capire se le condizioni climatiche presenti influiscano sulla conservazione e qualità finale del prodotto.

Una volta terminata la gita in quota, tornati allo start della funivia, godetevi quanto Courmayeur è in grado di offrirvi. Questo paesino da meno di 3000 anime e a 1224 metri d’altezza è simbolo della mondanità e della bella vita invernale, ma non solo. Qui potete visitare il Museo Alpino Duca degli Abruzzi, ma anche la chiesa medievale di San Pantaleone, così come la storica sede delle Guide Alpine locali, fondata nel lontano 1850. Dopo tutto questo girare però lo stomaco inizia, legittimamente, a borbottare. Dopo aver soddisfatto gli occhi con le bellezze della zona è ora di riempire la pancia.

Cosa mangiare in montagna: Monte Bianco e Courmayeur

Fatto su e giù tra Courmayeur e Punta Helbronner è finalmente tempo di mangiare. E se avete deciso di arrivare in vetta, con o senza guida alpina (in base alla vostra esperienza), la fame sarà ancora maggiore. Sul Nido delle Aquile è presente un rifugio/ristorante in cui potersi ritemprare, così come nella fermata intermedia della funivia. Chiaramente anche tra Courmayeur e comuni limitrofi potete lasciarvi andare alle prelibatezze della zona: la Val d'Aosta ne propone veramente molte. Parole d’ordine? Gusto e calorie.

1. Mocetta

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Se non siete della zona difficilmente avrete sentito parlare della mocetta. Si tratta di uno dei prodotti locali più tradizionali, tipico della catena alpina settentrionale e in particolar modo della Val d’Aosta, tanto insita nella cultura del luogo da esser anche raffigurata in antichi affreschi a decoro di castelli regionali. Ma che cos’è la mocetta? Si tratta nient’altro di un pezzo di carne essiccata e salata, in quanto secoli fa il sale era l’unico metodo di conservazione delle vivande. Può essere realizzata con vari tagli di carne, sia essa di cinghiale, bovino, cervo, asino, pecora, purché siano magri.

 2. Boudin

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Non lasciatevi ingannare dal nome, non ci ritroviamo di fronte a un dolce, tutt’altro. Come la mocetta, anche il boudin è protetto dalla denominazione Pat (Prodotto Alimentare Tipico). Viene realizzato ai piedi del Monte Bianco e appartiene alla categoria dei sanguinacci. La ricetta? Il boudin è composto da un mix di patate bollite, cubetti di lardo, barbabietole, sangue di maiale, vino e spezie. Accompagnato a un vino rosso di fronte a un caminetto acceso: il mix necessario di calorie, energie e sapore per affrontare le rigide temperature del posto.

 3. Capriolo alla valdostana

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Non saremmo in montagna se non ci fosse la carne di selvaggina nel piatto. Il capriolo alla valdostana è una ricetta tipica locale che spesso, accanto alla carne (marinata nel vino per 12 ore), “chiama” anche un purè di patate o la polenta, gialla o bianca che sia. Un tuffo nei sapori montani più autentici e ghiotti.

 4. Fonduta

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Crema di tuorli, latte e fontina valdostana (bagnata nel latte) per la caratteristica fonduta locale. Generalmente fatta con la Fontina d'alpeggio Dop, ovvero quella prodotta nelle zone più alte, è un piatto da servire rigorosamente a tavola sull’apposito fornellino o, al più, in un coccio. Immancabili i crostini di pane da immergervi, meglio se di pane di segale.

 5. Polenta

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Impossibile non citare sua maestà la polenta, la regina di ogni zona montuosa. Non poteva, ovviamente, sfuggire da questo assioma gastronomico il territorio alle pendici del Monte Bianco, culla di polente arricchite ora con la fontina, ora con i funghi oppure fontina e salsiccia per i più ghiotti e affamati.

6. Trota alla valdostana

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Alte cime e ambienti montuosi chiamano anche freschi e limpidi ruscelli d’altura. Sono l’habitat naturale di salmerini e trote, queste declinate in una ricetta tipica locale che le vede abbinate a uvetta, scorza di limone e a un mix di verdure.

7. Lardo di Arnad

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Ci discostiamo di qualche chilometro da Courmayeur per scoprire un prodotto che, comunque, potete trovare anche alle pendici del Monte Bianco. Si tratta del Lardo di Arnad, dal paesino di cui è originario, una vera prelibatezza protetta dalla Dop. Si ottiene da spalle di maiali di almeno 9 mesi e 160 kg di peso. Per il consumo viene affettato sottilmente, posto su fette di polenta abbrustolite e calde, oppure su pane di segale.

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Quello che i piatti non dicono
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