Si avvicina la stagione fredda e, con lei, non solo la neve pronta a cadere sulle cime delle nostre montagne, ma anche le pietanze in grado di riscaldare le serate degli sportivi dì alta quota. L'affascinante connubio sci-cibo lo rispolveriamo alle porte di un inverno che ci auguriamo possa essere, per quantità neve caduta, come quello del 2020. Un viaggio tra le alture dell'Abruzzo, in provincia de L'Aquila, all'insegna non solo delle discese da brividi ma anche dei piatti tipici di questa parte di Regione. Un tour gastronomico e turistico attorno alle stazioni di Ovindoli e Campo Felice.

Dove sciare in Abruzzo

Un inverno, quello passato, che sarebbe stato eccezionale per gli amanti degli sport invernali grazie alla grande quantità di neve in quota. Come sappiamo, però, l’ultima stagione sciistica è praticamente saltata, non senza polemiche, a causa dell’emergenza Covid. Ecco quindi che le piste abbondantemente innevate e imbiancate da Madre Natura, come non accadeva da anni, sono rimaste intatte, orfane dei segni lasciati sia dagli sciatori sia dagli amanti della pedana.

Tutti gli sportivi d’alta quota auspicano in un meteo favorevole per il prossimo inverno, affinché possa essere ricco di neve così come lo scorso. Tanti stanno già prenotando hotel e strutture ricettive sognando di poter trascorrere, dopo l’anno di pausa forzata, una nuova settimana bianca o semplicemente uno o due giorni in quota. C’è da spolverare gli sci lasciati su qualche mansarda o nel garage, da tirare nuovamente fuori dal baule casco e tuta, con l’auspicio che con l’incremento delle vaccinazioni e i Green Pass si possa tornare anche a divertirsi di nuovo in montagna.

Per divertirsi, chiaramente, non intendiamo solo le discese sugli sci, i bombardini in bar e rifugi o le spa all’interno degli hotel in altura. Per noi divertimento è, ovviamente, anche il mangiare, e farlo in montagna nella stagione invernale, coi piatti tipici del territorio, è un’esperienza completa e totalizzante. Nelle scorse “puntate” vi abbiamo parlato di ricette e prodotti appartenenti a due zone montuose (Monte Vettore e Gran Sasso) battute più dagli escursionisti che dagli sciatori del Centro Italia.

Oggi ci rivolgiamo direttamente agli amanti delle discese più o meno veloci, portandoli con noi su due delle principali stazioni di sport invernali dell’Abruzzo, non lontane dal confine laziale: Ovindoli e Campo Felice. Distanti meno di 20 chilometri l’una dall’altra, in provincia de L’Aquila, fanno parte dello stesso comprensorio sciistico: quello del Parco Sirente-Velino.

Due stazioni tra le principali della catena degli Appennini, ideali sia per gli esperti sia per chi si sta ancora destreggiando nello spazzaneve. Destinazioni per tutti i gusti e tutte le difficoltà, mete di gran parte degli amanti di sport invernali in questa parte di Stivale.

Le piste da sci a Ovindoli e Campo Felice

Se vi state chiedendo dove poter sciare a Ovindoli o Campo Felice la varietà di piste è grande e comprende percorsi di ogni livello di difficoltà. Le discese di Campo Felice sono circondate da cime alte più di 2000 metri, vette che offrono un panorama suggestivo sia in quota sia più a valle. Sci tradizionale, di fondo o snowboard; scuole per imparare e spazi per i bambini. Tutto il necessario lungo i 35 chilometri delle 24 piste totali, con 15 impianti di risalita.

Se vi trovate invece nel comune di Ovindoli per sciare dovete salire fin su il monte Magnola, nel cuore del Parco Nazionale del Velino, alto 2220 metri. Qui le piste (21 in totale) sono comprese tra i 1500 e i 2000 metri di altezza, si estendono per oltre 30 chilometri totali spaziando dai livelli di difficoltà più accessibili a quelli per esperti.

Il bombardino, drink immancabile per gli sciatori
in foto: Il bombardino, drink immancabile per gli sciatori

I numerosi rifugi e baite sparsi lungo i versanti montani permettono momenti di caldo ristoro tra una discesa e l’altra, magari nel segno dell’immancabile bombardino con la panna montata. C’è tutto il necessario insomma per passare una piacevole giornata facendo su e giù per le piste del comprensorio, fino a quando il sole non inizia a tramontare e voi comincerete a domandarvi cosa mangiare per cena. Questa terra in provincia de L’Aquila, al confine tra Abruzzo e Lazio, è piena di specialità da gustare sia in quota, nei ristoranti a ridosso delle stazioni sciistiche, sia tra i borghi ai piedi degli Appennini di questa parte di Regione.

Cosa mangiare a Campo Felice e Ovindoli

Imbarazzo della scelta per dove sciare e, ovviamente, per cosa mangiare. L’Abruzzo aquilano è un autentico hub gastronomico, ancor più gustoso durante la fase fredda dell’anno. Dopo una giornata passata sugli sci c’è bisogno di ristorarsi al meglio, recuperare le energie e concedersi i pasti della gastronomia locale.

I piatti e i prodotti tipici assaporabili tra Campo Felice e Ovindoli sono quindi quelli, per lo più, della tradizione aquilana. Formaggi, salumi, primi piatti e secondi consigliati sia agli amanti dello sci, sia a chi da queste parti è arrivato per una tranquilla ciaspolata o visita tra i borghi del posto.

 1. Pecorino

Terra di pastori, di mandrie e di transumanze, questa. I formaggi hanno doverosamente un ruolo centrale nella gastronomia del posto. Data l’abbondante presenza di pecore non poteva non essere il pecorino la tipologia più diffusa. Al tartufo, al peperoncino, in purezza, più o meno stagionato: ghiotte tentazioni per chiunque ami il formaggio. Da gustarsi da solo o a condimento di primi piatti.

 2. Cicolana di fegato

Presidio Slow Food, si tratta di un caratteristico salume di fegato misto a carne magra e grasso, di suini neri italiani, generalmente condita con pepe nero, aglio, prezzemolo e rosmarino. L'abbinamento con formaggi locali e un calice di vino rosso, magari un Montepulciano, è tra i più apprezzati in questa zona. Nei boschi tra le montagne dell'Abruzzo l'allevamento dei maiali ha rappresentato una risorsa molto importante per le famiglie del posto, e la cicolana di fegato è uno dei retaggi più autentici di questa tradizione pastorizia particolarmente legata all'arte norcina.

 3. Zafferano

Altro prodotto decisamente caratteristico della zona è lo zafferano, a marchio Dop e protetto da un Consorzio di tutela nato nel 2005. Viene coltivato nell'altopiano di Navelli, nei pressi dell'omonimo comune, in cui il terreno di origine carsica favorisce la crescita di questa pianta. Il prezioso ingrediente viene utilizzato come condimento per più preparazioni, tra le quali citiamo la ratatouille, gnocchi, l'immancabile risotto, tagliolini e costine d'agnello.

 4. Spaghetti alla chitarra

Impossibile non citare gli spaghetti alla chitarra, una delle preparazioni homemade più famose dell'intero Abruzzo. Ricerche storiche e d'archivio farebbero nascere questa specialità in Valle Peligna, in un altopiano situato a 500 metri d'altezza tra le province de L'Aquila e di Pescara. Un piatto che non ha sicuramente bisogno di troppe presentazioni, arricchito spesso e volentieri dallo zafferano locale e da una grattugiata di tartufo nero. Abruzzese, ovviamente.

 5. Arrosticini

Ne avevamo già parlato nella rubrica dedicata a cosa mangiare attorno al Gran Sasso. Sarebbe stato un reato di lesa maestà non citare gli iconici arrosticini – in gergo locale rustelle – illustrando le specialità di questo territorio, come detto, con una consolidata tradizione pastorizia. Piccoli cubetti di carne di pecora infilati in uno spiedino, cotti alla brace e da consumarsi belli caldi. Magari con un calice di rosso ad accompagnare.

 6. Funghi porcini e tartufi

Zone montuose come questa portano in dote una grande varietà di funghi commestibili, ma importante è anche la presenza di tartufi, prevalentemente neri. I porcini sono sicuramente la specialità funginea più ricercata e apprezzata, a condimento ora di primi piatti ora di seconde portate a base di carni locali. Idem dicasi per il tartufo, di cui è particolarmente ricca la zona a sud della Val Roveto o quella degli altopiani della Marsica. Il tuber lo si può trovare a scaglie, per esempio, sui già citati spaghetti alla chitarra oppure a esaltare qualche gustosa tagliata o un buon filetto.

 7. Legumi

Siamo in un territorio particolarmente ricco anche per quanto riguarda la coltivazione di legumi, specialmente di ceci nella zona di Navelli: è presidio Slow Food così come la piccola, ma molto saporita, lenticchia di Santo Stefano di Sessanio. Una varietà che, per le sue dimensioni, non ha nemmeno bisogno del classico ammollo preliminare. Entrambe queste specialità arricchiscono le calde zuppe invernali, vero toccasana per chi ha passato l'intera giornata sugli sci e ora è alla ricerca di un po' di tepore e del giusto apporto calorico.

 8. Agnello cacio e uova

Anche detto agnello "casce e ova", è un secondo piatto particolarmente in voga durante il periodo di Pasqua. La carne di agnello (quello del Centro Italia è a marchio Igp) una volta tagliata a bocconcini viene cotta in padella e insaporita con una salsa a base di pecorino e uova. L'accortezza maggiore? Non stracuocere eccessivamente l'uovo, deve rimanere morbido. Il rischio è quello di dar vita a una sorta di frittata.

Che cosa vedere nei pressi di Ovindoli e Campo Felice

Non siete amanti dello sci o degli sport invernali? Non temete, queste zone offrono mete paesaggistiche, storiche e naturali raggiungibili in pochi minuti di auto. Se vi trovate a Campo Felice potete recarvi nel comune di San Demetrio ne' Vestini, dove è presente uno straordinario complesso di grotte carsiche (le grotte di Stiffe) molto simili alle ben note di Frasassi. Una visita la meritano anche i Piani di Pezza, un affascinante altopiano di origine glaciale e carsico alluvionale che offre una vista d'eccezione sugli Appennini poco distanti. A meno di 40 minuti da qui, e a circa 30 da L'Aquila, merita una visita anche la necropoli di Fossa (e annesso parco); enorme sito archeologico usato come luogo di sepoltura per quasi 1000 anni.

Le grotte di Stiffe
in foto: Le grotte di Stiffe

Il paese montano di Ovindoli invece si trova a circa 1400 metri di altezza, all’estremità orientale dell’altopiano delle Rocche. Poco distanti si trovano le piccole frazioni di Santa Jona e San Potito, dove si possono ammirare una torre medievale e i ruderi di un castello di epoca pre romana a strapiombo sulla roccia. Chiaramente anche L'Aquila merita una visita, in particolar modo un tour del suo affascinante (seppur tristemente martoriato) centro storico.