
È l'ultima tendenza social, emersa in particolare su TikTok, e sta facendo discutere milioni di utenti: è quella relativa alle butter mom, letteralmente le "mamme burro", quelle figure genitoriali in netta contrapposizione alle cosiddette almond mom, ovvero le "madri mandorla". Questi due neologismi non descrivono semplicemente l'uso di un ingrediente in cucina, ma rappresentano due filosofie di vita diametralmente opposte che influenzano il rapporto dei figli con il cibo, l'immagine corporea e di conseguenza il loro benessere fisico e mentale.
Se per le prime il cibo è sinonimo di amore, comfort, tradizione e totale assenza di restrizioni, per le seconde – emblema della diet culture – è restrizione, iper-controllo e demonizzazione di alcune categorie in particolare. Due stili educativi in perfetta antitesi l'uno con l'altro e che hanno polarizzato il dibattito e le opinioni di esperti e non.
Nelle prossime righe cercheremo di capire chi sono realmente le butter mom, quali le principali caratteristiche di questa filosofia educativa, da dove nasce il trend e perché si è diffuso così rapidamente tra le nuove generazioni di giovani madri. Con il prezioso contributo della dottoressa Arianna Rossoni.
Chi sono le butter mom?
Permissive e accomodanti, le butter mom mettono al centro della crescita dei figli i piaceri della tavola, la libertà di mangiare ciò che si desidera e la celebrazione della golosità senza sensi di colpa. Il cibo, ricco, saporito e cucinato in casa, diviene il principale veicolo di affetto e il burro, ingrediente corposo e calorico per eccellenza, viene eletto a simbolo di una cucina generosa e priva di ansie e controllo.
A differenza dei modelli genitoriali rigidi e incentrati sulla privazione, come quello delle almond mom, questo approccio è sinonimo di amore, comfort, tradizione e assenza di restrizioni. Le "mamme burrose", infatti, coccolano i propri pargoli con manicaretti fatti in casa, dolci calorici confezionati con ingredienti "veri" e privi di surrogati fit, fritti golosi e porzioni abbondanti, con l'obiettivo di farli crescere sereni e liberi dalle pressioni estetiche imposte dalla società moderna.

Da dove nasce il trend delle butter mom e perché ha avuto successo?
Il trend delle butter mom nasce sulla piattaforma social TikTok, come reazione e aperta ribellione al fenomeno delle almond mom, termine con cui viene descritta una genitorialità fortemente incentrata sulla diet culture, sull'iper-controllo alimentare e su una visione di magrezza come sinonimo di successo, benessere e felicità. Tutto è partito dalla diffusione di vecchi filmati in cui alcune madri famose imponevano delle restrizioni severe alle proprie figlie: come il consiglio di "masticare bene una mandorla", per placare la fame, da parte di Yolanda Hadid alla figlia e modella Gigi.
Di fronte a questa severità, molte giovani madri hanno iniziato a pubblicare video di risposta, mostrando con orgoglio e un pizzico di ironia l'uso generoso di burro, zuccheri e carboidrati nella preparazione dei pasti per i propri piccoli.
Cresciute tra gli anni Novanta e Duemila, l'epoca d'oro della diet culture tossica, queste giovani donne, in particolare Millennial e Gen Z, hanno sentito il profondo bisogno di rompere con il passato e proteggere i propri figli dagli stessi traumi e dalle stesse insicurezze corporee che per prime hanno vissuto negli anni della pre-adolescenza e dello sviluppo. Per tale ragione hanno iniziato a promuovere un approccio alla crescita più morbido, inclusivo e rilassato.
Quali sono le principali caratteristiche delle butter mom?
Lo stile delle butter mom si basa su alcuni pilastri educativi ben precisi: rifiuto totale della cultura della dieta, parola bandita nella casa di una mamma burro; non si contano le calorie, non si pesano le quantità delle porzioni date ai propri pargoli e nessun cibo viene etichettato come "proibito" o "peccato di gola".
Il cibo viene vissuto come coccola o premio: realizzare un buon manicaretto o una torta ricca di burro e cioccolato è visto come il modo più naturale per festeggiare, per esempio, un successo scolastico o per consolarlo dopo una giornata difficile. Nella cucina di una butter mom, casalinga e tradizionale, si prediligono le ricette della nonna, i classici comfort food e gli alimenti genuini, ma calorici. Il burro e lo zucchero non vengono mai sostituiti con surrogati light o edulcoranti artificiali.
Inoltre, si insegna ai propri figli ad accettare e amare il proprio corpo così com'è, focalizzandosi sulla libertà e sulla spensieratezza piuttosto che sugli standard, talvolta inarrivabili, di magrezza imposti dalla società.

Il ruolo centrale dei caregiver e delle madri in particolare
"Le figure dei caregiver, quindi tutte le figure di riferimento adulte che hanno a che fare con l'educazione dei bambini, possono avere un'influenza negativa o positiva nel modo in cui intessono la percezione di sé, l'immagine corporea e il rapporto con il cibo", ci spiega la dottoressa Rossoni. Non solo la madre, i cui studi ci dicono avere un ruolo assolutamente centrale e una direzionalità superiore rispetto alle altre figure, ma anche padre, nonni, babysitter e insegnanti.
I più piccoli fondano la propria identità sulla base di quello che gli adulti di riferimento trasmettono loro e imparano a essere ciò che gli occhi degli altri li hanno fatti sentire. Come si forma l'immagine corporea? "Il suo costrutto dipende in minima parte da quello che il corpo oggettivamente è, e in grande parte da ciò che gli altri si aspettano da lui, ovvero il valore della società, ma anche da quello che emotivamente lega il tuo corpo al tuo comportamento", prosegue l'esperta.
Qui entra in gioco in modo forte e prepotente la dimensione valoriale del cibo: bambini che avranno costantemente ascoltato commenti negativi legati a esso – “questo non lo devi mangiare” oppure “questo, io adulto, non lo dovrei mangiare” – formeranno un'immagine negativa nei confronti di certi alimenti. "Questa negatività non rimane contingentata nella semplice sfera della salute, ma si estende poi a una percezione valoriale".
La chiave di lettura del bambino non sarà “questo cibo fa male”, bensì “se lo mangio, sono sbagliato”. Ecco che un giudizio della madre, molto ripetuto e negativo nei confronti del cibo, lo farà sentire sbagliato, e si ripercuoterà negativamente sulla formazione della sua immagine corporea e della sua identità.

L'importanza di un rapporto neutro con il cibo
Nonostante la filosofia promossa dalle butter mom si ponga come obiettivo di promuovere un rapporto sano con il cibo e con il proprio corpo, esiste anche un rischio legato alla totale assenza di limiti e abitudini alimentari scorrette a lungo termine. La soluzione risiede nel concetto di alimentazione intuitiva, quell'approccio al cibo non giudicante, che si pone l'obiettivo di infrangere il dogmatismo della diet culture, e in un rapporto il più neutro possibile nei confronti di questo.
"Le madri e i caregiver che hanno un rapporto più neutro con il cibo, e che educano anche al fatto che esistono corpi diversi con forme e dimensioni diverse, sono quelli più positivi. Educano alla stratificazione della realtà e normalizzano e rendono lecito ogni alimento", ci dice la dottoressa.
L'approccio ideale consiste nell'associare i cibi diversi a bisogni differenti del corpo. Il gelato o il dolce non sono giusti o sbagliati: sono semplicemente cibi che rispondono a un certo tipo di bisogno, come quello di avere semplicemente qualcosa di buono in bocca. Possiamo spiegare loro che sarebbe più giusto consumare prima di tutti quei cibi nutrienti e che gli daranno la forza, lasciando il gelato – o un altro dolcetto a piacere – a un momento successivo.
"In questo modo il cibo viene normalizzato: pur non essendoci divieti assoluti, facciamo capire loro che non si cena con un gelato o una fetta di cheesecake", conclude infine Rossoni. È importante imparare a onorare la propria fame e i propri bisogni, ma al tempo stesso ascoltare i segnali che questo ci invia e percepire il giusto senso di sazietà e appagamento. La chiave, come sempre, è l'equilibrio.