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30 Settembre 2023 12:30

Caffè: per gli italiani è un momento di ricarica, da fare a casa con la macchina a cialde

Ogni giorno nel mondo se ne bevono oltre 3 miliardi di tazzine: un dato a cui gli italiani contribuiscono ampiamente. Parliamo di caffè, che per molti è uno "strumento" di ricarica fisica e mentale, ma anche un rito personale e un momento di socialità a cui non si può rinunciare, secondo le rilevazioni di AstraRicerche 2023.

A cura di Redazione Cucina
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Una ricarica di forza mentale ed energia fisica (42,2%), un rito personale (35,6%) e un catalizzatore di buonumore e socialità (33,7%): sono questi i significati attribuiti al caffè, o per meglio dire alla pausa caffè, dagli italiani. Sono i dati diffusi dal Consorzio Promozione Caffè, in collaborazione con AstraRicerche e l'esperto Andrej Godina, in occasione della Giornata internazionale del caffè, che cade ogni anno il 1 ottobre. Fra i dati, ce n'è anche uno sorprendente: ben il 42,7% degli intervistati preferisce la macchina a cialde rispetto alla moka, usata dal 28,8%.

Caffè, qualcosa di irrinunciabile (al giusto prezzo)

Per gli italiani il caffè è un piacere a cui non si può rinunciare, lo sappiamo bene date le contestazioni sui prezzi: ma, come da sempre ribadito, la qualità deve essere pagata. Detto questo sappiamo bene il legame stretto che gli italiani hanno con questa bevanda, ormai parte della cultura gastronomica da molto tempo: qualcosa che senza i viaggi, le scoperte, i flussi migratori, raramente sarebbe potuta entrare così nella nostra routine quotidiana.

Secondo i dati di AstraRicerche 2023,  su 100 caffè, circa 40 vengono consumati a casa e 14 al bar, evidenziando una tendenza, probabilmente normale in questa congiuntura economica e sociale, a gustarlo soprattutto in ambiente domestico. Per quanto riguarda la sua preparazione, la macchina a cialde è scelta dal 42,7%, degli intervistati, la moka dal 28,8% e la macchina da espresso automatica dal 17,1%. Per la maggior parte delle persone intervistate il caffè, soprattutto se consumato al bar, è una ricarica di forza mentale ed energia fisica (42,2%), un rito personale (35,6%), e un catalizzatore di buonumore e socialità (33,7%) da condividere con gli altri.

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La maggior parte degli intervistati sceglie l’acquisto al supermercato (72,8%), ma c'è anche buona fetta di appassionati che preferisce scegliere la propria miscela presso le torrefazioni (12%): ci auguriamo che questa fetta aumenti sempre di più. Il caffè, specialmente nella sua versione specialty, è una bevanda multi sfaccettata, che può avere aromi e sfumature di sapore complesse, permettendoci di compiere un autentico viaggio gastronomico.

La sostenibilità della filiera, un aspetto sempre più importante

Il mercato mondiale del caffè torrefatto nel 2022 si è attestato sui 120 miliardi di dollari: parliamo di consumi pari a 170,8 milioni di sacchi da 60 kg, che equivalgono grossomodo a 3,1 miliardi di tazzine bevute ogni giorno in tutto il mondo. In questo quadro, l’Italia riveste un ruolo di primo piano, innanzitutto come Paese consumatore: è il settimo al mondo con 5,2 milioni di sacchi annui.

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Le scelte, nel tempo, si sono però evolute: i consumatori attuali dimostrano infatti di essere sempre più attenti alla filiera e alla sostenibilità delle produzioni. "La nostra indagine – ha spiegato Cosimo Finzi, Presidente di AstraRicerche – ha rivelato come quest’anno più che mai gli italiani apprezzino particolarmente il gusto e il significato del caffè, l’innovazione che caratterizza le diverse miscele disponibili sul mercato e le aziende che comunicano in modo chiaro, completo e trasparente. Inoltre, ciò che emerge è la crescente consapevolezza ambientale dei consumatori italiani: riconoscono l’impegno nella sostenibilità sia delle nuove confezioni (61,7%) sia dei nuovi processi produttivi e di trasporto (58,3%) e desiderano che questo trend venga mantenuto e incrementato sempre di più (50,3%)". È importante "notare anche che oggi la sostenibilità sociale, intesa come garanzia dei diritti e della giusta retribuzione dei lavoratori, passa dal 43.4% come priorità degli impegni richiesti nel 2021, al 49.7%, nel 2023, quasi pareggiando il valore di quella ambientale che è del 50,3%, sempre nel 2023″.

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