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in foto: © photos Ph. Maupetit

Anche i monaci si mettono al passo coi tempi: succede in Borgogna, in un'antichissima abbazia francese che, a causa della crisi dovuta alla pandemia, ha dovuto ripensare completamente il proprio modo di vedere le cose. Come molti altri monasteri infatti, anche l'Abbazia di Citeaux si regge sulle vendite al dettaglio ai turisti che la visitano ogni anno.

In particolare le abbazie della Borgogna, una regione centrale della Francia poco a sud di Parigi, producono numerose marmellate, tisane, liquori e prodotti naturali per la cura del corpo che vendono per sostenere le spese di tutti i giorni. Il Covid-19 ha tagliato le gambe a molti, ma i chierici non si sono dati per vinti e hanno messo tutto online, vendendo le fatiche del proprio lavoro in pochissimo tempo. Uno scatto verso il futuro non da poco considerando che l'Abbazia di Citeaux vive di commercio al dettaglio da quasi 1000 anni, senza cambiare una virgola del proprio operato.

L'Abbazia di Citeaux come esempio di commercio virtuoso

L'Abbazia di Citeaux è importantissima: fondata nel 1098, è la storica culla della Riforma Cistercense, dove Bernardo di Chiaravalle inizia la sua missione. Da qui sono partiti tantissimi cardinali e alti prelati, qui si sono formati alcuni politici della Francia del ’700 ed è stata la casa di migliaia di persone nei periodi più bui del Medioevo. Nonostante il peso della storia i monaci hanno deciso di modernizzarsi per ovviare a un problema che sembrava irrisolvibile.

Tradizione di Citeaux è infatti la produzione di un formaggio di mucca a pasta semi-molle (tipo Reblochon), lavorato artigianalmente, venduto a ristoranti, negozi specializzati e turisti. La pandemia ha paralizzato questo scambio commerciale e culturale con l'abbazia che si è riempita di forme di formaggio invendute. Parliamo di circa 4.000 forme, per un totale di due tonnellate di prodotto rimasto bloccato; un prodotto di altissima qualità che ha ricevuto anche una medaglia d’argento al concorso internazionale di cibi e bevande di Lione, una delle più prestigiose d'Europa.

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in foto: © photos Ph. Maupetit

I monaci si sono rivolti a Divine Box, una startup parigina che vende prodotti online, che ha messo tutto in rete. La piattaforma è stata molto vicina alle comunità monastiche per tutto l'anno, comprendendo prima di tutti le difficoltà che i monaci avrebbero avuto dalle chiusure. Ricordiamo che tutti i prodotti trappisti sono senza scopo di lucro, l'intero ricavato è finalizzato al sostentamento dei monaci.

La vendita è stata un successo senza precedenti: al prezzo di 23 euro a forma, il formaggio è stato venduto tutto in poche ore, smaltendo ogni scorta di produzione rimasta invenduta. Le consegne e le spedizioni, la parte logistica quindi, è stata affidata a Divine Box, il profitto invece al monastero. Questo è stato un vero sollievo per la comunità di Citeaux, che trae il 60% del proprio fabbisogno dalla vendita del formaggio.

La crisi delle abbazie e dei prodotti trappisti, in particolare le birre che hanno il disciplinare più lungo, è davvero serio. Qualche giorno fa il Wall Street Journal ha intervistato una serie di monaci birrai facendo emergere un'inquietudine che sembra irrevocabile nel settore. In pratica la crisi delle vocazioni in Occidente mette a rischio l’universo delle birre trappiste, ovvero quelle birre brassate da monaci trappisti o sotto il loro diretto controllo. I monaci delle abbazie stanno invecchiando e pochi uomini prendono i voti negli ultimi anni: a gennaio si è tirata indietro la prima abbazia, a causa dei "sopraggiunti limiti d’età"; ora sono solo 11 al mondo quelle autorizzate a commercializzare il marchio autentico. Gli altri prodotti, come il formaggio, hanno bisogno di meno cura e quindi il problema non è ancora così forte, ma esiste ed è concreto. Fortunatamente in Francia anche i monaci stanno provando a uscire fuori dalla crisi sfruttando l'e-commerce, chissà se anche altri andranno dietro l'Abbazia di Citeaux