La ristorazione in Francia dopo il Covid-19: il pizzaiolo Nicola Iovine racconta Parigi

Dal centro storico di Napoli al Museo del Louvre o giù di lì: questo è il percorso di Nicola Iovine, un pizzaiolo e imprenditore partenopeo che dalla zona di Santa Chiara nel capoluogo campano è diventato uno dei ristoratori più in vista della capitale francese. Iovine in 8 anni ha aperto 4 locali a Parigi che hanno subito una brusca frenata a causa del lockdown. Poteva essere una catastrofe ancora peggiore ma la Francia ha prontamente reagito alla crisi con aiuti concreti e celeri.

Cosa ha fatto la Francia per aiutare i ristoratori

Oltralpe la situazione Covid-19 è stata gestita abbastanza bene per quanto riguarda la ristorazione, anche se la Francia è partita in colpevole ritardo. La motivazione, secondo molti italiani in Francia, è che i dirigenti pensavano che l'epidemia non avrebbe attraversato le Alpi.

Come ci ha spiegato anche Vincenzo Onnembo, i ristoratori italiani all'estero hanno avvertito prima il pericolo: proprio come il collega ad Amsterdam, anche Iovine ha chiuso il ristorante prima del lockdown imposto dal governo. Gli aiuti sono "arrivati praticamente subito, da questo punto di vista la crisi è stata gestita benissimo" racconta Nicola Iovine. Prestiti a fondo perduto, sgravi fiscali, aiuti sugli affitti e cassa integrazione perfino alle persone nel periodo di prova.

La Francia è stata reattiva e ha fatto sentire la vicinanza dello Stato alle persone, non lasciandole sole in un momento di difficoltà.

La storia di Nicola Iovine

Partito come garzone della pizzeria, ha fatto tutto l'iter dei pizzaioli napoletani del centro storico: sul motorino a sfrecciare per portare le pizze a casa dei clienti per arrivare al forno, agli impasti e al bancone. Iovine ha poi scelto di lasciare la città natale: prima Torino, dove ha lavorato per 6 anni, poi Milano, Roma e Firenze.

Nel luglio del 2012 l'approdo a Parigi, come chef di un ristorante italiano e dopo un anno il ritorno in pizzeria, sempre nella capitale francese. 18 mesi dopo la grande opportunità, presa al volo da Iovine: "Aprire il mio primo ristorante, che è situato vicino al museo del Louvre, I arrondissement di Parigi. Un’esperienza un po’ tosta all’inizio però poi è iniziata ad andare bene: cose semplici, pizza buona con prodotti di qualità. Dopo il primo anno ho aperto il secondo locale, sempre Pizzeria Iovine’s, poi ho aperto il terzo, nel grande magazzino di Parigi, Le Bon Marché dopodiché è nato il nuovo concept che si chiama Caterina. Oltre alla pizza, anche la cucina. Sempre una cucina semplice, tipica, mediterranea, napoletana con pizza. Concept Caterina nato dal nome di mia figlia e di mia madre. Molto familiare, io ci tengo ai valori della famiglia, cerco di trasmettere i valori della famiglia anche nei miei ristoranti, con i miei collaboratori, anche con mio fratello che è la mia spalla destra, la mia forte spalla destra".

E la pizza? La tonda di Iovine è un mix tra passato e presente della pizzeria partenopea. La tradizione classica napoletana la fa da padrone e la scelta degli ingredienti è molto attenta e accurata a partire dai pomodori di San Marzano Dop e l’olio di oliva extravergine, tutti provenienti da agricoltura biologica. Il menu offre diverse scelte, impareggiabili la Margherita e il Calzone Speciale. Se Parigi è il miglior posto in cui si può mangiare italiano all'estero, il merito è anche di Nicola Iovine e della sua famiglia.